domenica 1 dicembre 2024

 

Sessualità e dintorni … ONANISMO … la solitudine del piacereSessualità, istruzione per l’uso … un'attività “intermittente” può nascondere, a volte, un equilibrio emotivo “mutevole” … Sessualità e cibo … Calo del desiderio … quando la fantasia viene a mancare … “Pro bono pacis” … il quieto vivere nuoce alla coppia … Gli amori estivi.


el “Libro” in cui si narra la creazione del mondo, si dice che Giuda, separatosi dai suoi fratelli, si stabilì in maniera permanente sui prati di Odollam. Sposatosi ebbe tre figli: Er, Onan e Sela. Er, dopo il matrimonio, si rese talmente odioso al Signore che lo fece “allontanare” alla svelta (morire). Al secondogenito (Onan) fu assegnato, sempre secondo l’antico costume di quell'epoca - detto levirato - il compito di sostituirlo nel nucleo familiare, in modo tale da assicurare continuità e prosperità al fratello defunto. Ma Onan, essendo consapevole che i figli non sarebbero mai stati riconosciuti come un suo “prodotto” esclusivo, ogni volta che giaceva con la cognata, per non dare appunto questo “seguito” al fratello deceduto, disperdeva il seme per terra: praticava in realtà, quello che oggi si chiama, in termini scientifici, coitus interruptus. Questa sua decisione non fu molto gradita al Signore, e così “allontanò” pure lui da questo mondo. Da tale gesto ebbe origine - anche se in maniera impropria - il termine onanismo, ovvero l’atto solitario del piacere. L’onanismo è praticato dai due sessi, seppur in maniera soggettiva e saltuaria, in tutte le quattro fasi evolutive: infanzia, adolescenza, adulta e vecchiaia. Tale pratica autoerotica, contrariamente ad un’opinione molto diffusa, non provoca nessun disturbo mentale … dal punto di vista strettamente fisiologico non apporta nessun cambiamento o danno permanente all'organismo … ricerche scientifiche serie confermano tale ipotesi: possiamo stare certi che non provoca danni, né fisici, né psichici. Solo se praticata in maniera ossessiva - compulsiva può interferire nelle varie attività quotidiane: rapporti sociali, studio e impegni lavorativi. Quando in età adulta questa stimolazione volontaria, inoltre, viene preferita ad un partner in carne ed ossa può essere, sicuramente - essendo un atto in cui si è concentrati solo su se stessi (narcisismo) - un segno di sofferenza di natura emotiva, poiché essa rappresenta - rievocando una modalità relazionale infantile antica - una pratica che provoca isolamento e solitudine ... allontana dalla relazione e ostacola il rapporto sociale … il mondo affettivo a due. Non deve essere considerata “anormale” durante l’infanzia, nel periodo della pubertà e negli adulti impossibilitati ad avere rapporti con altri. Nella prima infanzia e nell’adolescenza è un'attività messa in moto per gestire impulsi istintivi, per far fronte ad una situazione transitoria dei sistemi ormonali e nervosi … una valvola di sfogo per controllare irrequietezza diffusa, agitazione ed ansia generalizzata; allentare la tensione e gestire la tempesta ormonale scatenata nel periodo puberale. Deve essere vista come una tappa fisiologica naturale, un'evoluzione degli affetti normale, un investimento per affermare il proprio orientamento sessuale. Un fenomeno gradevole, di intensa eccitazione e di grande piacere che trova le sue radici più nell'emotività che nella razionalità. Nella fase adolescenziale non è altro che un evento fisiologico in cui il fanciullo, investito da insistenti sollecitazioni ormonali, attraverso la scoperta della propria dimensione corporea, si organizza per superare e lasciarsi alle spalle quella fase di esaltazione e fissazione “patologica” su se stesso, chiamata narcisismo infantile. Ad una certa età è, dunque, un gesto caratterizzato da una prepotente spinta emotiva, una ricerca veloce, un'esplorazione corporea piacevole in cui sono percepite e smistate importanti e preziose sensazioni fisiologiche; il piccolo, infatti, scopre di essere maschio o femmina e tutto ciò avviene direttamente con la conoscenza dei suoi organi genitali … un surrogato del coito che aiuta a scoprire il proprio corpo e conoscere il suo vero funzionamento; alcuni esperti in questo settore vanno oltre, sostengono che “giocare” con i genitali sia un prezioso atto “propedeutico”, utile al momento per mantenere un certo equilibrio psicosomatico. Essi li toccano, conoscono una certa forma di eccitazione e piacere … un valido mezzo per apprendere non solo importanti sensazioni corporee, ma anche per imparare a gestire e tenere sotto controllo i vari meccanismi sensuali – passionali. In alcuni periodi evolutivi, queste “scoperte”, accompagnate da alcune esagerate palpitazioni frenetiche, sono assai frequenti e non devono essere considerate alla stregua di un vizio vergognoso per il quale il fanciullo debba essere umiliato e punito … comportamenti punitivi e messaggi ambigui, quindi, non solo non servono a nulla, ma sono controproducenti perché possono disorientare, confondere, allarmare e, soprattutto, incrementare l'attività “fai da te” in questione, per il puro gusto della trasgressione ... i diretti interessati hanno già il loro tormento, il loro bagaglio complesso e doloroso da portare!!! Vivono, infatti, tale esperienza come una cosa “squallida”, sporca e con molta ansia … da tenere ben nascosta e da non replicare; un aspetto davvero importante è che al termine di ogni “esperienza”, essi si ripromettono di interrompere il prima possibile tale attività, di non ripeterla mai più; il fatto, però, di non riuscire a mantenere tale promessa crea insicurezza, sfiducia in se stessi e mancanza di forza di volontà … i “pruriti” vari, gli affetti e i sentimenti vanno solo interpretati ed educati!!! Come dire, sempre attenti e pronti a chiarire, ma mai invadenti … meglio non somministrare le solite lezioni colpevolizzanti estemporanee. 


i tratta di comportamenti normali - quando sono occasionali - e assolutamente non nocivi. Non bisogna disperarsene scorgendovi un segno di qualche strana perversione, né impedire a qualsiasi costo che il soggetto vi si dedichi in maniera fantasiosa e “creativa” ... con finalità conoscitive, formative ed evolutive. Se si tocca, infatti, soprattutto quando si tratta di un preadolescente, lo fa anche per imparare, smistare quei complessi segnali, capire quelle strane sensazioni, verificare che tutte le cosine si trovino al posto giusto, proprio in quella zona, e una minaccia potrebbe sortire soltanto l'effetto di rinfocolare quell'abitudine, generando in lui sensi di colpa e paura di ammalarsi ... un sicuro, allarmante e doloroso stato ansiogeno … rimane sempre un argomento che potrebbe mettere a disagio, indurre a non parlarne con nessuno e, soprattutto, predisporre ad una leggera depressione reattiva … un gesto gravato, ancora oggi, da sensi di indegnità ed imbarazzo da ambo le parti: “artefici” ed “educatori” compresi. Il piccolo ha bisogno di conoscere, di sapere qual è il comportamento normale, abituale degli adulti da adottare; deve capire le passioni, gli istinti e gli affetti che si agitano in lui per poi gestirli a livello emotivo, relazionale, culturale e sociale: saperli incanalare - con le giuste “segnalazioni” - in maniera più piacevole e proficua possibile senza creare danni a se stesso e agli altri. Solo una buona comprensione, un amore genuino e una adeguata fermezza sono in grado di costruire nel piccolo il senso di rispetto e autoaffermazione personale; quella discreta fiducia in se stesso capace di sviluppare una personalità equilibrata, una mente attiva e, soprattutto, autostima ... sperimentare un'esperienza emotiva serena e felice … una guida per riconoscere il mondo complesso dell'intimità, degli affetti e dell'amore in modo adeguato … adattarsi, quindi, al suo ambiente in continuo mutamento, rispettando sempre se stesso e gli altri. E' un fenomeno legato, secondo la dottrina psicoanalitica, a fantasie edipiche da considerare presociale; un gesto - secondo questo orientamento scientifico - in conflitto tra amore e odio, tra un facile infantilismo e una difficile maturità, tra sottomissione e rivolta. Tale attività, comunque, si riprende, poi, nell'adolescenza, con più decisione, maggiore frequenza e continuità. L'autoerotismo diventa, quindi, morboso solo quando - pur avendo raggiunta la maturità biologica - viene preferito in modo continuativo ad una relazione “adulta” completa, vera e propria con l'altro ... ovvero, quando si ha un partner disponibile in carne ed ossa, a portata di mano!!! Il comportamento sessuale adulto, non si può negare, è per sua natura relazionale, richiede la presenza dell'altro, ma anche una pratica solitaria può diventare soddisfacente e di buona qualità se praticata senza forzature, colpevolizzazioni, nel rispetto o nel segno di una scelta autonoma e naturale … come dire, meglio soli che mali accompagnati!!! Il “fai da te”, inoltre, appare tanto più carico ed intenso, quanto maggiore è la spinta immaginativa e fantasiosa che l'accompagna. Non dobbiamo dimenticare che se l'opportunità coitale viene a mancare in età adulta è possibile si abbia una nuova fase di recrudescenza di tale attività. Può rimanere, per chi ha un handicap psicofisico o per gli appartenenti a certi ordini religiosi, il solo ed unico modo di appagamento. A volte si pratica occasionalmente, in sostituzione appunto della possibilità etero erotica, di cui si è provvisoriamente privati (prigione, navigazione, malattia …). Tutto ciò, però, termina quando vengono ristabilite le condizioni ambientali normali. L'istinto sessuale, pur appartenendo a tutto il genere animale, trova la sua massima espressione creativa nell’essere umano. 

icordiamo che l’onanismo deve essere considerato una “deviazione” soltanto se crea dipendenza, viene praticato in maniera continuativa e preferito al coito in modo esclusivo ... quando non si pensa ad altro e un’attività erotica “adulta” sarebbe disponibile … se si esclude completamente il mondo erotico a due!!! I pericoli dell’onanismo sono stati mostruosamente esagerati da un modo di pensare “irresponsabile” e terroristico che imperversava nel diciottesimo secolo. La “pseudo” scienza, alleata con la morale del tempo - sostenendo con forza la nocività di tale atto - ha fatto poi il resto … non solo era vergognoso, immorale e peccaminoso, ma causava le più svariate e bizzarre malattie psicofisiche: spaziava dalla stitichezza cronica al rammollimento cerebrale … alla pura follia!!! Ha cercato in tutti i modi possibili di dissuadere i vari “praticanti” attraverso anatemi davvero crudeli e catastrofici; gli ecclesiastici, infatti, non hanno perso tempo e, soprattutto, non avevano mezze misure per arginare questa deplorevole, a loro dire, “piaga” sociale; gli anatemi erano davvero allarmanti, predicevano ai vari “peccatori” una drammatica profezia: inferno eterno sicuro; un'attività che portava non solo alla pazzia, disturbi cardiaci, cancro, impotenza, cecità, sterilità, debolezza di animo, idiozia ed epilessia, ma anche a morte certa. In breve, veniva confusa “ingenuamente” la causa con l’effetto … sempre molto premurosi comunque a difendere il loro orticello ... attivarono per “curare” tale “devianza” - con “encomiabile” solerzia - interventi operatori invasivi e mutilanti; per avvalorare la loro ipotesi “scientifica”, inoltre, divulgarono alcune pseudo ricerche effettuate su alcuni malati mentali; queste curiose teorie estemporanee, si basavano sulla patogenesi di alcune gravi psicosi. Come sottolineato più volte, essa diventa morbosa quando viene preferita, in modo continuativo ai rapporti con un proprio simile ed assume un carattere patologico, con valore, in alcune nevrosi e psicosi specifiche. Molti psicotici, infatti, per sentire e mantenere un seppur debole e confuso legame con il loro corpo, ora ed allora, si abbandonano ad un onanismo sfrenato, ingestibile, incontrollato ed eccessivo ... il più delle volte senza mai raggiungere dei veri “risultati” finali!!! Così per molto tempo l’onanismo ha subìto le più severe condanne, sia a livello scientifico, sia di ordine morale. Per farla breve e rendere felici molti, era un vizio, una perversione e una malattia da tenere sempre sotto stretta sorveglianza. Anche Leonardo Da vinci inciampò, in buona fede, durante i suoi studi anatomici, nel “malinteso”; era convinto che questo gesto portasse dritti dritti ad una perdita importante di alcune funzioni mentali … “svuotasse” il cervello; pensava, infatti, che con l'eiaculazione si eliminasse anche una parte importante di materia cerebrale. Sosteneva che i folli, ad esempio, come chi praticava con una certa insistenza l'attività masturbatoria, erano carenti di sostanza grigia (oligofrenico: oligo - poco - ; frenico - cervello -). Ancora oggi, comunque, si mantiene saldo - in alcuni ambienti culturali - il principio che il “fai da te” è una potente turba invalidante … crea un disordine mentale inaccettabile. 

uesta attività, comunque, resta sempre molto colpevolizzata e angosciante, sia per le terribili dicerie pseudoscientifiche (paure che si mantengono poi - a livello inconscio - nella vita adulta), sia per l’atteggiamento di condanna socio – culturale … comunque la si giri, è sempre meglio non parlarne!!! Un gesto, comunque, influenzato da considerazioni psicologiche, culturali e religiose ... convinzioni sociali al punto tale da renderlo se non un vero dramma, almeno un vizio capitale da cui prendere le distanze (lussuria). Alcuni studi e ricerche recenti serie - affermando la naturalezza e la legittimità di certe esperienze - hanno sicuramente eliminato ipocrisie e rimozioni circa questo rituale autoerotico. Non dobbiamo dimenticare che questa attività ancora oggi - soprattutto quando si tratta di sessualità infantile e adolescenziale - crea in molti ambienti disagio, imbarazzo, inquietudine e vergogna. La sessualità di un certo tipo, in età adulta, può assumere vari significati. C’è quella che si fa di tanto in tanto con il partner, e allora si tratta di una delle tante piacevoli varianti dell’atto sessuale, e c’è quella che si verifica come gesto solitario, che si alterna al rapporto di coppia … fenomeno davvero molto più diffuso di quanto non si creda!!! In questo caso ci sono probabilmente degli elementi di natura sessuale legati a fantasie molto segrete che non possono essere condivise con l’altro … contenuti emotivi gelosamente custoditi che invocano la privacy!!! Spesso questa attività solitaria, si realizza per placare ansia generalizzata, stress, irrequietezza ed agitazione interiore: stimola una preziosa e benefica fantasia erotica ... un mondo che non c'è, ma che produce immagini piacevoli, scioglie ed allenta le tensioni sessuali e sblocca uno stato emozionale stagnante … riempie il vuoto della solitudine non solo nell'adolescente, ma anche nell'adulto!!! Molti soggetti, inoltre, mentre svolgono l'atto con il proprio partner, sviluppano parallelamente un’attività fantastica; per alcuni questo immaginare, fantasticare erotico è consapevole, per altri resta inconscio. Spesso accade, durante il coito, di vivere queste fantasie con un grande senso di colpa o di inadeguatezza, come se fosse la prova della mancata qualità del rapporto … scadente, forzato, poco eccitante e per nulla soddisfacente. Questo atteggiamento avviene tanto più spesso quanto più la fantasia è passibile di un giudizio esterno, culturale e moralistico, come nel caso di immagini con un contenuto “esagerato”, coinvolgendo - in quel frangente - altri soggetti, altre figure e così via. Si tratta di quote della sessualità che hanno spesso sfumature di “perversione”, ma che sono innocue e destinate a rimanere fantastiche e irrealizzate. 


roprio per questa ragione è rarissimo che due partner se le comunichino. Una coppia può fare gesti “spregiudicati” di questa natura, ma ha, però, quasi sempre molta difficoltà a confidare le immagini che accompagnano tale pratica ... le fantasie fanno parte di un’area mentale molto soggettiva e privata, particolarmente legata all’inconscio. ATTENZIONE, tale atto, comunque, non rende ciechi e tantomeno folli ... semplicemente - quello eccessivo e compulsivo - mette in catene, intrappola nella solitudine, allontana dagli altri, succhia in maniera esagerata come un vampiro energia, spegne la passione, ostacola i rapporti interpersonali, azzera il talento, toglie spazio alla creatività: crea dipendenza … attenti solo se tale attività assume carattere dominante e ossessivo perché, a lungo andare, può produrre fastidiosi tratti depressivi!!! Ma non CREDIAMOCI che quel gesto solitario fa venire i brufoli, ritarda la maturazione fisica e psichica, esaurisce gli ormoni, crea impotenza e fa ammalare … tuttalpiù POTREBBE diventare - quando tale pratica diventa “eccessiva” - poco funzionale a livello relazionale ... determinare momentaneamente stanchezza, svogliatezza, uno stato infiammatorio più o meno importante (prostata e vescicole seminali) e, da non sottovalutare mai, isolamento sociale che tale atto in solitudine, a lungo andare, può creare. Anche se alcuni studi accreditati hanno confermato che tale attività può migliorare l'umore, per certi versi ridare una discreta salute psicosomatica, non dovrebbe mai sostituire completamente l'atto in sé, con un partner in carne e ossa; solo con l'altro ci si completa ... quando non ci sovrasta o ci annulla sperimentiamo sensazioni ed eccitazioni che aiutano a lasciarsi andare, ad essere più fiduciosi, migliorare e conoscere in profondità se stessi e gli altri: ad alzare l'asticella dell'autostima ... facilita collaborazione, nuove conoscenze ed attiva benefiche fantasie … un dare e un ricevere continuo, una fusione di dolcezza, carezze e sentimenti che fanno bene al cuore e all'anima … un gesto, una intimità che non solo favorisce incontri ed esperienze diverse, ma arricchisce e rende la vita più interessante e migliore. Al di là del bene o del male, si ricorda che l'uomo è stato progettato per questa attività almeno ogni tre giorni, che è il tempo necessario per produrre uno sperma di buona qualità. Mario, in “cura” per questi suoi eccessi, dopo la sua esperienza psicoterapeutica, racconta: ”Prima della terapia ipnotica la mia mente girava a vuoto, era come un vampiro, consumava inutilmente ed eccessivamente la mia energia, un pensiero che ruotava esclusivamente attorno a questo gesto solitario … per un attimo di eccitazione che subito dopo si esauriva e complicava la vita con sensi di colpa, disistima e avvilimento; l’unico mio pensiero era concentrato solo lì, prima e dopo, orientato su come far passare tempo e noia attraverso questa attività esagerata: solo lei mi stimolava, coinvolgeva, entusiasmava … ora sono più lucido, ho altri interessi, una ricca e soddisfacente vita sociale, parecchi rapporti interpersonali che prima erano inesistenti ... sempre appartato, isolato, concentrato sul gesto solitario, su una cosa sola; ora ho - attraverso questo nuovo percorso psicologico e una nuova visione più funzionale - forza ed energia da vendere, sia nello studio sia nel lavoro e con gli altri … con l’energia a disposizione e utilizzata in maniera più produttiva, sono creativo, concentrato, lucido e attento alle cose, ho trovato altre forme di piacere e soddisfazioni adatte alle mie esigenze e ai miei tempi”.


problemi legati alla “passione” possono diventare - senza insegnare niente a nessuno - i veri nemici della felicità. Calo del desiderio, frigidità, impotenza, rapporti dolorosi (dispareunia), sono alcuni dei malesseri più comuni che si incontrano nel mondo del rapporto a due. Queste difficoltà specifiche, se non sono prese nella giusta considerazione, possono creare, nel tempo, seri problemi relazionali .. conflitti con se stessi e nella coppia … provocare improvvisamente atteggiamenti aggressivi, turbamenti psichici transitori ed impulsi violenti. Si dice, in giro, da un po' di tempo che, con l’arrivo dell’estate, i sensi - assopiti durante il periodo invernale - si risvegliano, prendono forma e si riaffermano con forza … irrompono nella nostra vita sovvertendola completamente. Finalmente, si avvicinano le sospirate vacanze e la voglia di lasciarsi andare totalmente ai “buoni” sentimenti - senza alcun timore di perdersi in essi - si fa sempre più insistente e frenetica. Alcuni fastidiosi impedimenti, però, possono distrarre, disorientare, minacciare, fuorviare e boicottare i tanto sospirati incontri romantici; sono lì, pronti in agguato a colpire senza sosta i nuovi flirt; stress, routine, problemi economici e cattiva comunicazione, possono trasformare la vita intima in un vero disastro. Un approccio relazionale dinamico, gioioso, appagante e felice, invece, sostenuto da un rapporto spontaneo e libero, può essere un valido scudo contro stanchezza e svogliatezza ... aiuta ad uscire da somatizzazioni imbarazzanti; è proprio la curiosità, la voglia di conoscere e di sperimentare sensazioni nuove che rendono il rapporto unico, fresco, solido ed originale ... si diventa, improvvisamente, attivi, vivi, sani e, perché no, anche speciali e belli!!! Non bisogna mai dimenticare che l'aspetto organico e il mondo psichico sono inseparabili: l'uno condiziona l'altro e viceversa. Una discreta intimità, infatti, aumenta, le difese dell’organismo in quanto i cambiamenti ormonali - ovvero le endorfine che si liberano durante il rapporto fisico completo - contribuiscono a rafforzare il sistema immunitario; un fenomeno complesso, quindi, non solo piacevole e gratificante, ma anche salutare per l'intero organismo … in poche parole, fa ringiovanire!!! Un rapporto sessuale soddisfacente, naturale, gioioso, senza obblighi e rivalse varie, fa bene anche al cuore, grazie alla produzione di adrenalina, noradrenalina e ossitocina, le quali esercitano una importante azione cardiostimolante benefica su alcune delle attività funzionali cardiache; chi ha problemi di cuore è al sicuro se svolge tale attività con un partner abituale, in quanto il tutto risulta più contenuto e facilmente gestibile a livello emozionale; sono gli “sbalzi”, i vari “picchi” di libido improvvisi e le ansie prestazionali con partner diversi, il vero pericolo per i cardiopatici (il rapporto diventa davvero esplosivo!)


urante l'attività in questione il cuore batte più forte e questo lo mantiene “allenato”, migliorando in tal modo anche la circolazione sanguigna. Recuperare un buon rapporto con la sessualità può essere di grande aiuto anche in caso di gravi disturbi dell’alimentazione, come ad esempio la bulimia. E’ risaputo da tempo che vivere il sesso in armonia, senza sforzo, obblighi e in piena libertà, riduce l’ansia, tiene chiusa la “dispensa”, migliora il tono dell’umore e agisce positivamente sul sonno … aiuta a far pace con il cuscino ... a tener fuori dalla stanza, ogni notte, l'insofferente Morfeo!!! Anche in questa situazione sono chiamate in causa le famose endorfine, sostanze prodotte dal cervello che non solo agiscono sulla serenità e distensione muscolare, ma conciliano il sonno e, soprattutto, acquietano la pancia. Grazie alla “produzione” di queste sostanze durante l’attività sessuale, si migliora pure la cefalea perché, oltre a favorire la circolazione, aumenta la soglia del dolore. La sessualità è sempre ricca di sfaccettature nascoste, di dettagli intricati, di sfumature curiose e singolari lati oscuri ... un groviglio, comunque, sempre di complessi gesti relazionali e sottili equilibri psicosomatici. Per questo basta un nonnulla per rompere tale incantesimo. Stress, noia, incomprensioni, tarli mentali, pensieri fastidiosi ed indesiderati sono i veri nemici in attesa, sempre pronti ad aggredire, colpire inesorabilmente fino a confondere e ad immobilizzare ogni cosa … boicottare ogni iniziativa possibile. Se l’intesa con il partner viene a mancare e non c'è più quella passione di un tempo, probabilmente è una relazione che si è un po' “raffreddata”; se al solo pensiero di mettere in cantiere una benché minima “manovra” di questo tipo - con il solito personaggio - causa fastidio, svogliatezza e fa venire mal di testa, è probabile che qualcosa si sia davvero inceppato a livello attrattivo e seduttivo; se siamo giunti a questo traguardo, forse è arrivato il momento di affrontare la questione, di non trascurarla o di lasciare il tutto al caso; magari pensando che prima o poi tutto passerà, il tempo aiuterà a curare, mimetizzare o nascondere le varie incomprensioni tra le lenzuola, a riaccendere la giusta passione, a rinvigorire corpo e anima ... come una magia stimolerà il rapporto e migliorerà la qualità della relazione senza muovere un dito … tutto si aggiusterà senza sapere nulla delle proprie angosce profonde!!! Forse la vera passione, purtroppo, non funziona proprio in questo modo. La sessualità è un'energia vitale e multiforme che non solo affonda le sue radici profonde nell'istinto, ma è completamente legata al mondo delle emozioni, delle sensazioni corporee, dell'aggressività e della fantasia. 

'atto amoroso è davvero complicato e curioso, coinvolge completamente ogni persona e, soprattutto, tutte quelle forze pulsionali incontrollate e sconosciute che fanno bene alla salute: corpo e anima si completano a vicenda; significa comunicare e dare qualcosa di sé originale, conoscere e ricevere qualcosa di importante dell’altro … in una situazione di discreta integrazione e maturità, si raggiunge la propria completezza psicofisica solo interagendo con l'altro; caratteristiche che non sono trasmissibili con nessun altro sistema o meccanismo umano … è un fenomeno che arricchisce, rende unici, originali ed inimitabili!!! Dopo questo atto, due soggetti appaiono diversi, non restano mai gli stessi, non solo mantengono la memoria biochimica dell’incontro, ma tale coinvolgimento li ha “cambiati” in profondità, rendendoli più ricchi sia a livello chimico sia in ambito affettivo ... più malleabili, disponibili e meno diffidenti nei confronti degli altri … può aiutare a gestire i vari conflitti, tollerare le eventuali contraddizioni e mettere in primo piano i bisogni più profondi … si è più rispettosi, comprensivi ed aperti al mondo!!! La sessualità è un istinto complesso, qualcuno direbbe una cosa unica e forse anche un fenomeno piuttosto serio da non sottovalutare mai perché aiuta a riscoprire il significato più profondo della vita e i suoi preziosi segreti: sociali e clinici; le sue principali caratteristiche sono la spontaneità e l'unicità che oggi, purtroppo, si possono smarrire facilmente, perdere con estrema facilità … il vero guaio è che, per questo o per quello, non ci piacciamo mai abbastanza!!! Per riappropriarsi di questa semplicità e naturalezza a volte può bastare un sorriso spontaneo e convinto, saper sdrammatizzare ed ironizzare sul concetto di prestazione, sulle sporadiche eventuali défaillance, sulla durata dell'atto, sui giudizi di valore e confronti temuti … allontanare l'angoscia di essere abbandonato, solo, biasimato, non amato, criticato, respinto ... togliere dalla mente quel senso di fragilità, quel timore sgradevole e ricorrente di abbandono e passività … non essere in grado di gestire nel modo giusto l'eccitazione; annullare quello stato d'animo di chi pensa di non riuscire a tenere sotto controllo quel preciso coinvolgimento emozionale che a volte può apparire intenso e sconvolgente: in breve, perdere il controllo … e, non meno importante, contenere quel senso di potere invadente ed ingiustificato sull'altro … tutti atteggiamenti inutili e dispersivi, che mettono in pericolo la qualità del prodotto, l'autostima e l'equilibrio emotivo degli attori principali!!!


gnuno dà quello che ha nel cuore e nell'anima, il voler eccedere a tutti i costi è solo una inutile sofisticazione!!! Ricorda, più appare alto il pericolo del coinvolgimento totale e di perdersi, più alta sarà la paura in cui si rischia di perdersi completamente nell'altro. Una mente serena e senza paura, rende l'attività in questione meno vincolante a schemi precostituiti, più creativa, attiva e fantasiosa; oltre ad allontanare blocchi istintuali ed affettivi, pensieri fastidiosi, ossessivi ed apprensivi che danneggiano l'atmosfera e i momenti più belli, insegna a sognare e a “volare” in alto. Eliminare l'erotismo, tenere a freno le passioni, diventare pantofolai anche in amore, vuol dire semplicemente isolarsi, condannarsi ad una prigione estrema … un vivere asettico, trasparente ed invisibile. I problemi “silenziosi” di coppia, negli ultimi tempi, secondo alcune fonti autorevoli, sono decisamente aumentati, soprattutto a causa del peggioramento dello stile di vita e dei processi tecnologici che causano un profondo cambiamento e isolamento a livello sociale. A volte ci si sente svogliati, confusi e pessimisti senza sapere nemmeno il vero motivo; i pensieri lasciano il posto a qualcosa che non ha niente a che vedere con la vera creatività messa in moto da questo meraviglioso atto istintivo; ben presto - quando il desiderio rimane assente - ci si trova coinvolti in un clima cupo e pieno di tensione: la passione diventa solo un lontano ricordo!!! La “svogliatezza” o meglio il calo del desiderio si verifica in periodi di stress prolungato o di difficoltà comunicativa con il partner (la solita solfa, la noia, l’abitudine, la difficoltà di rinnovarsi). Ogni cosa appare incomprensibile ed irreale; ci si sente depressi, oppure si hanno improvvisi sbalzi di umore, si teme di invecchiare velocemente, ci si sente poco attraenti perché si è troppo impegnati e, quindi, si dedica poca attenzione a se stessi (essere trasandati e trascurati spegne ogni iniziativa e, soprattutto, l’eros). Eppure nella fantasia e nei sogni il sesso è eccitante e soddisfacente, ma nella realtà è deludente … perché è diventata la solita minestra riscaldata direbbe ancora qualcuno!!! 


osì, in breve, si cerca di evitarlo, prediligendo altri “ingredienti” (cibo, alcol ...) oppure attività parallele come per esempio l’onanismo che ha però effetti fisiologici parziali e dinamiche relazionali diverse dal rapporto sessuale con l'altro. In tutte queste situazioni la frustrazione aumenta e con essa i sentimenti di rabbia, rancore, ostilità ... forse verso ogni cosa, il mondo intero … sembra che, improvvisamente, tutto sia fuorimano … il sesso è stato idealizzato e non è più appagante come un tempo si sperava. A volte, invece, manca decisamente la confidenza con il partner e non si ha il coraggio di confidare all’altro quali sono i profondi desideri e le vere esigenze. Nel rapporto ci sono dei momenti in cui l’autostima viene fortemente messa in discussione non solo quando i ruoli dei partner sono sbilanciati, ma anche quando uno dei due si sente trascurato o cala l’interesse erotico. Quando non c’è più quel frizzo entusiasmante nell’atto sessuale, manca una salutare eccitazione, il legame dura ormai da tempo e non è più vivace come una volta, significa che si è “ammuffito” ... qualcosa è stato trascurato, andato completamente perso. Orbene, tutto questo soffoca in profondità il rapporto di coppia … spegne la vita!!! Nella coppia questo malessere, a volte, non è di natura organica, ma semplicemente di natura emotiva ... carenza di erotismo nei suoi vari aspetti (curiosità, rinnovamento, gioco, fantasia, creatività). Quando certe difficoltà sono espresse solo con quel partner e non riguardano fantasie verso altre situazione erotiche o si pratica l’onanismo con profonda soddisfazione, indicano un’indisponibilità all’incontro intimo con quella persona specifica: troppi timori e conflitti, troppi giudizi di valore, troppe critiche e “stagnazioni” … col tempo, anche l’odore diventa fastidioso, aiuta l’allontanamento!!! Questo significa che non c’è nessuna patologia in atto ma semplicemente qualcosa è cambiato nella complicità e nell’intesa … manca quella forza di attrazione che guarisce e rende felici. Va ricordato che non sempre è utile, vantaggioso ed efficace lasciare i problemi di coppia al loro destino; di fronte a chiari segnali di disinnamoramento non prendere mai posizioni nette o lasciare il tutto in mano all'improvvisazione, può portare il rapporto alla deriva … al capolinea!!! Gestire questo fenomeno così intricato e complesso, senza conoscenze specifiche o aiuto professionale da parte di “esperti”, può generare, nel rapporto a due, non solo confusione, insicurezza e disistima, ma anche innescare profondi e dolorosi tratti depressivi … nel tempo, piuttosto seri e difficili da trattare o risolvere. Ricorda, una visione parziale e limitata della situazione, distorce la realtà, alimenta pensieri negativi e altera il rapporto con se stessi e gli altri … guai fare da soli quando le difficoltà si trascinano da molto tempo!!! Se le cose non migliorano nel giro di qualche mese allora è meglio rivolgersi, senza timori, se il danno è organico, ad un andrologo, oppure ad uno psicoterapeuta quando i problemi sono di natura affettivo - relazionali. 

nche alcuni rimedi omeopatici, fitoterapici e metodiche terapeutiche naturali possono aiutare a riaccendere il fuoco della passione, migliorare l’intesa sessuale, creare una giusta e serena atmosfera erotica (massaggio psicosomatico, moxa, alimentazione, rilassamento, ipnosi ...). Spesso nei rapporti a due, quando non ci si ‘cerca’ più - dominati dal pensiero di non essere abbastanza sensuali o per niente desiderati - si attiva un pericoloso processo di autosvalutazione e di disistima; il non “considerato”, pertanto, tormentato dal dubbio ossessivo e stimolato dall'insicurezza, andrà alla ricerca di assurde conferme e diaboliche verifiche, mettendo in atto comportamenti particolarmente “seduttivi - manipolativi” oppure eccessivamente ‘provocatori’. Nel rapporto ci sono dei momenti in cui l’autostima viene fortemente messa in discussione, non solo quando i ruoli dei partner sono sbilanciati, ma anche quando uno dei due si sente trascurato, viene a mancare il giusto feeling … viene meno tutta una gamma di esperienze fisiche, quel forte, unico ed eccitante coinvolgimento corporeo … manca la passione vera e quel raffinato interesse erotico non fa più perdere la testa … si perde la capacità di godere dei propri sensi, di quelle esperienze corporee piacevoli che risvegliano sensazioni olfattive, tattili ed uditive … manca quello stupore molto forte che fa sentire vivi, battere improvvisamente le ciglia e il cuore ... e, nel contempo, ci si paralizza, non si è più in grado di neutralizzare stress e quei fastidiosi stati d'ansia da prestazione. Un buon rapporto con la sessualità è sempre garanzia di salute, buonumore e felicità; tale attività cura, lo sappiamo da tempo, una buona cifra di malesseri psicosomatici e allunga la vita. Vivere con naturalezza la dimensione erotica, senza nessuna forzatura, fa diminuire i livelli d’ansia, alza il tono dell’umore e combatte l’insonnia; uno tsunami che inonda di benessere l’intero psicosoma. Quando nella corteccia cerebrale (ipotalamo) si forma una potente immagine erotica, immediatamente, si diffondono, a cascata, dei salutari e potenti mediatori chimici in tutto l’organismo. Tutte le funzioni vitali del corpo, infatti, attraverso l’onda eccitatoria, sono coinvolte in maniera positiva, prevenendo in tal modo svariate patologie di ordine infiammatorio e non solo. Da questo stato di eccitazione cuore, pelle, reni, polmoni e ossa ne traggono giovamento tanto da consentirci di affermare che l’erotismo, rallentando l’orologio biologico, è un formidabile lasciapassare per la salute, un potente controveleno per la noia, l’apatia e malesseri vari: contrasta l'invecchiamento e apre la via alla longevità. Se le “molecole dell’amore” fluiscono liberamente, senza luoghi comuni, sforzi, blocchi e inibizioni, il sistema immunitario si rinforza e il sangue si rigenera: ci si ammala di meno e si vive di più … si sta meglio con se stessi, più felici con gli altri e, soprattutto, si rimane giovani più a lungo. E’ molto comune, infatti, nella pratica clinica, trovare collegamenti tra patologie e rapporti disturbati con la sfera erotico – sessuale. In realtà, la vita, per chi ama, si fa più lunga perché la carica erotica incrementa la produzione di neurotrasmettitori (dopamina, endorfine, serotonina) i quali, oltre ad acquietare l'intero organismo, combattono stress e i suoi risvolti negativi sulla salute … gestisce e inverte quel processo che porta alla malattia organica: tensione, contrazione, infiammazione ed, infine, lesione … diventa una garanzia di benessere!!! Senza questa energia e questa singolare guardia del corpo la vita sfiorisce, viene azzerata la vitalità, le giornate girano a vuoto, si colorano di grigio, diventano opache, trascorrono senza senso: la freschezza mentale si spegne, la lucidità si intorpidisce e la creatività svanisce. La sessualità, invece, è una forza rigeneratrice che se viene mossa da sentimenti di dolcezza e di tenerezza trasforma davvero in meglio ogni persona: si diventa euforici, aperti, disponibili, carichi di energia, forti, ottimisti … cancella l’ombrosità, fa perdere la testa e spinge ad agire, a fare le cose ... una perfetta fusione tra felicità e salute. 

e però tale vissuto emotivo viene trascurato, si esce dal vortice benefico della vita, i pensieri creativi si spengono, si diventa improvvisamente depressi e, soprattutto, si ricorre, per sentirsi carichi e vitali, a surrogati come cibo spazzatura e stimolanti a dir poco nocivi (meccanismi compensatori superficiali: cibo e alcol). Se la sessualità abdica, la gola si impossessa della situazione rendendo il soggetto dipendente da tali compensazioni pericolose ... si è completamente schiavi dal cibo, mentre chi è innamorato si dimentica persino di mangiare!!! Sono le forzature, le pressioni, le prestazioni impossibili, i confronti temuti, il sentirsi sempre sotto esame, i dubbi, l’insicurezza, l’atteggiamento mentale perdente, gli scrupoli, il timore di non riuscire, le inibizioni che, agendo sul cervello, creano impotenza, disturbi vari, malessere diffuso e sofferenza sia nel corpo sia nella mente; un termometro che segnala non solo lo stato di salute della coppia, ma anche eventuali problematiche individuali e relazionali. Sono gli l’atteggiamenti mentali errati che frenano o bloccano, fanno seccare l’istinto e spegnere il desiderio … smorzano o ravvivano la fiamma della passione. Si può dire, quindi, senza timore di smentita, che sono le immagine forti, distorte, sbagliate, attivate nella massa cerebrale che, disorientando, allarmando e spaventando, creano disfunzioni e impotenza. Ripristinare, pertanto, una funzionalità attraverso un sofisticato “propellente chimico”, oltre delegare e mettere in mano ad “altri” il timone dell’esistenza, blocca il pensiero creativo, spegne la carica vitale, il senso naturale della vita, la vera intimità fatta di emozioni, di gioco e di sensazioni. L’eros si accende col nuovo, la fantasia, il mistero, l’imprevisto, la vivacità, si spegne, invece, con il vecchio, l’abitudine, la tristezza, il banale e la routine. La via maestra, per tale risveglio, è sempre quella dei sensi: la vista eccita, il profumo inebria, il contatto elettrizza e il sapore evoca l'unicità … questa è la vera pillola benefica che ci mantiene ancorati nella realtà (presente) e non nei tempi inesistenti carichi di ansia e depressione (passato e futuro). L’atmosfera erotica, infatti, in assenza di evidenti danni organici (diabete, disturbi vascolari, infezioni, malformazioni) apre al nuovo, alla creatività, risveglia i sensi assopiti, stimola e fa riesumare gesti affettivi antichi, dimenticati e perduti nel tempo (curiosità, corteggiamento, innamoramento). A volte la felicità sessuale svanisce, non perché si è impotenti, ma per motivi più semplici e naturali ... il malessere viene prodotto da un rapporto spento, stanco, logorato da snervanti abitudini coniugali, da una relazione sbagliata, da una sessualità a “comando”, con poca fantasia e creatività, senza preliminari che non soddisfano più, che si trascina da tempo, caratterizzata solo da obblighi, doveri e da rigida programmazione: questi sono i veri nemici dell’eros. Si inciampa sulla chimica (alcol, cibo, farmaci) quando l’eros è annoiato, non si ride più se non forzatamente, il desiderio si trova in una fase calante per la solita routine (sempre le stesse cose, gli stessi gesti, luoghi comuni, momenti sempre uguali), ci si sente fuori posto, non esiste più coinvolgimento … tutto si riduce ad un fare svogliato, ad un mero atto meccanico. Cosa fare. La prima cosa da fare è verificare che non ci sia un danno organico. La seconda mossa è chiedersi, magari con l’aiuto di uno specialista, se dietro a un calo di desiderio non esistano stati ansiosi e depressivi da tempo irrisolti. Poi, sempre con professionisti qualificati, riattivare l’energia vitale, mettere in atto quelle metodiche terapeutiche psicosomatiche, rivolte a risvegliare la spontaneità, riscoprire il mistero, facilitare l’improvvisazione, stimolare la creatività, riaccendere la fantasia; favorire autenticità, libertà e autonomia … dare spazio alla passione, alla vera e inconfondibile unicità erotica. Ricorda che l'amore, con la sua energia libidica, stimola il metabolismo, tonifica i muscoli, rende più disponibili e socievoli, appaga il corpo e la mente: rende attivi e felici … allora, per avere più eccitazione e soddisfazione, buttati, divertiti, mettiti a tuo agio, libera la fantasia, accendi il desiderio, rendilo meraviglioso, infuocato, misterioso, vivace e originale: bacia, abbraccia, solletica, accarezza, stringi e, senza fare il vampiro, “mordi” un po' di qua e un po' di là; ATTENZIONE però, il tutto deve essere condiviso, realizzato nel rispetto dell'altro, essere appagante, di “buona” fattura e qualità, bisogna farlo “bene”, con desiderio, eccitazione e passione, senza stress, perché se lo fai per senso di dovere o controvoglia, paghi dazio … ti ritorna indietro attraverso una profonda insoddisfazione, debolezza e depressione. 

angiare, bere, alcol, cibo buono, dieta sana ed equilibrata, alimenti in voga, rari, ricercati e costosi, apparire al meglio, stare bene e a proprio agio in quella taglia; calare di peso, dimagrire, sempre dimagrire e ancora dimagrire. Queste parole, tenute insieme da un senso comune fuorviante, piuttosto diffuso, legate da un sottile filo propagandistico e, spesso, lontane dalla realtà, ci bombardano senza sosta, creano confusione e preoccupazione per la nostra immagine corporea … come viene vissuto il corpo, realmente, nella propria mente!!! Diventano argomenti invadenti, dominanti ed ossessivi in ogni discorso, soprattutto con l’avvicinarsi delle vacanze che ci deve vedere protagonisti, ben piazzati ed attivi: primi attori sulla spiaggia … in breve, evitare l'imbarazzo della “prova costume”; quell'immagine tanto temuta e paralizzante che, per trovare il giusto peso forma, ci costringe a digiunare, a rinunciare ad ogni ben di Dio ... saltare completamente i pasti!!! Non dobbiamo mai dimenticare che Il cibo ha un forte impatto “eccitatorio - distensivo” sia sulla mente sia sul corpo; è un tranquillante naturale, che produce endorfine, modula le trasmissioni sinaptiche e, così, i segnali nervosi diventano più fluidi, decisi, armoniosi ed equilibrati; non è raro, infatti, che quando manca il sesso ci si butti a capofitto sul cibo. Mangiare non è solo una necessità fisiologica, ma appaga i sensi, quindi porta piacere e distensione, per alcuni felicità … sollievo, calma e, soprattutto, pace se stessi e gli altri … solo dopo crea i veri sensi di colpa!!! Cibo e eros sono da sempre un binomio molto forte ed indissolubile; chi è avanti con l’età, spesso tende a compensare una scarsa attività sessuale esagerando con il cibo (entrambi hanno la stessa localizzazione cerebrale e producono gli stessi ormoni). Sono parenti stretti, in quanto hanno molto in comune, anche se spesso la loro “convivenza” non è sempre la migliore e la più funzionale: servono a socializzare, rappresentano dei piaceri intensi e, soprattutto, sono facilmente raggiungibili, a portata di mano e a buon mercato (comodamente abbordabili … basta aprire la dispensa o il frigo ben fornito … “et voilà”, i giochi sono fatti!!!). Ma cosa lega tra loro erotismo e alimentazione? Se prendiamo in esame la dipendenza alimentare come ad esempio la bulimia e la sessualità, queste due realtà, non sono poi così distanti e separate completamente tra loro. Il soggetto affetto da bulimia, infatti, è un po’ come un “ninfomane alimentare” e segnala come in queste situazioni estreme (patologie alimentari), la bocca e il cibo, si caricano di valenze che vanno ben oltre la loro funzione naturale. L’attacco di fame di chi soffre di bulimia ha un forte significato simbolico: distrae, riempie un vuoto affettivo e placa l’ansia. Nell’adolescenza questi soggetti possono avere una sessualità inesistente, ma nell’età adulta l’eros può emergere in maniera frenetica e compulsiva simile, appunto, ad un attacco di fame improvviso. Il rapporto tra alimentazione e sessualità è stretto e profondo: sono le più importanti fonti energetiche alle quali l’individuo riesce ad attingere più facilmente e velocemente. 

noressia (sessualità inesistente) e bulimia sono due manifestazioni estreme nel rapporto sbagliato con il cibo. Da una parte il rifiuto totale, fino alla denutrizione e all’autosoppressione, dall’altra l’estrema difficoltà a controllarsi, il bisogno di ingozzarsi di qualsiasi cosa, salvo poi vomitare tutto per il terrore di ingrassare. In entrambe le situazioni, comunque, quello che il soggetto si nega è il piacere del proprio corpo, perché la conseguenza delle patologie alimentari si concretizza in un’immagine fisica che perde, a seconda dei casi, per eccesso di magrezza o viceversa di adipe. In pratica, come la ninfomania/frigidità, così come la bulimia/anoressia. La bulimia pare, infatti, impersonare una figura arrendevole e oppressa, incapace di negare e di negarsi; l’anoressica al contrario, è una tragica immagine “autosufficiente”, che con il forte controllo di se stessa “domina” ogni tipo di necessità e qualsiasi desiderio. In realtà, i problemi alimentari hanno come rovescio della medaglia i disturbi sessuali. Di tutto ciò, ovvero di questa confusione tra il mondo della sessualità e cibo, possiamo trovare conferme in altri campi. Il linguaggio parlato, i modi di dire, infatti, ci aprono uno scenario davvero straordinario e significativo in cui è possibile trovare associazioni importanti tra aspetti erotici e alimentari: “Ti mangerei di baci” ... forse è l’espressione più comune. L’associazione, inoltre, tra prodotti alimentari e parti anatomiche collegate al sesso si perde nella notte dei tempi (frutto del fico … la mela: cacciata dal paradiso; stretta relazione tra cibo e sesso: uccelli, pisello, fava ...). Come dire, la libido che ci governa può rivelarsi un “nutrimento” importante al pari (se non di più) di ciò che ingeriamo dalla bocca. Due modi di nutrirci dunque piuttosto originali e singolari: uno transita attraverso la materia, l’altro scaturisce da una fonte più profonda di energia (endorfine). Per capire meglio questa affermazione è sufficiente riportare la propria memoria ai primi innamoramenti, che fanno sentire pieni di entusiasmo, carichi di brio ed energia … galvanizzati!!!. Anche praticare il sesso in maniera soddisfacente riempie di felicità, ottimismo, voglia di vivere e, sicuramente, fa dimenticare la stanchezza quotidiana. Come nel cibo si è trascinati dal gusto o dominati dalle voglie, anche nel sesso c’è modo e modo di viverlo (a seconda del periodo evolutivo: infanzia, giovinezza, maturità, vecchiaia): con irruenza, dolcezza, affettività, fretta, passività … devo sbrigarmi oppure non voglio avere niente a che fare con te (eiaculazione precoce)!!! Esiste una sessualità focosa in cui la parola d’ordine è tutto e subito (vedasi la “voracità” del bulimico). Un’irruenza esplosiva molto veloce che altrettanto in fretta svanisce. Questo soggetto, con tratti collerici, è incline ad eccessi di attività sessuale, salvo a trascorrere periodi di apparente apatia o totale indifferenza. L’immagine che evocano questi soggetti è quella di un rudimentale lanciafiamme, con i suoi bagliori improvvisi, ma che cessano bruscamente ed improvvisamente … lascia letteralmente basiti, a bocca aperta e asciutta ... completamente di stucco!!! C’è poi una sessualità con tendenza a svolazzare da fiore in fiore, brucare continuamente in altri pascoli, ovvero un soggetto che ama guardarsi attorno, spaziare in giro, soffermandosi solo il tempo necessario per concludere l'atto e riprendere il volo non appena ha il sentore di “blocco” … di un legame fisso e duraturo!!! Anche il modo di alimentarsi può fornire alcuni elementi conoscitivi sulla sessualità di un soggetto. Mangiare in fretta, non assaporando e gustando il cibo, probabilmente mostra la stessa modalità nell’attività amatoria (eiaculazione precoce). Chi invece assapora e si gusta il cibo evidenzia la stessa passione nel sesso, gode e si lascia letteralmente travolgere ... avvolgere da tutte le sensazioni corporee senza censurare le emozioni che esse provocano. 

n antico proverbio latino recita: “Senza Cenere (cibo) e Bacco (vino), si raffredda Venere (amore)" … ovvero, senza cibo e un buon bicchiere di vino si affievolisce l'amore. E infine una piccola curiosità … “Frullato energizzante” da assumere un paio d’ore prima dell’attività in questione: Frullare insieme un bicchiere di latte, un cucchiaio abbondante di germe di grano (con le vit. del gruppo B e sali minerali aiuta le prestazioni sia fisiche sia mentali), una banana media (vit. e minerali come il potassio portano vantaggi al sistema cardiovascolare) e, senza esagerare, miele di acacia. Senza tenerezze, carezze, intimità, confidenza, “esplorazione”, curiosità e intesa sessuale, la coppia scoppia. Non può durare a lungo un rapporto in cui i tempi del piacere sono brevi, caratterizzati da apatia, confusione, frenesia e scarso entusiasmo … si spezza quando il legame non fa più ridere, viene pilotato ripetutamente da svogliatezza, imbarazzo, insicurezza, impazienza ed eccessiva velocità: tutto, improvvisamente, perde valore e colore … si spegne!!! Senza fantasia, curiosità e scambio creativo, il matrimonio delude, finisce in tragedia: esplode … un buon contatto sicuro, deciso, diretto, delicato, profondo e prolungato di pelle, invece, è fonte di benessere e piacere: mantiene giovane, efficiente e forte qualsiasi tipo di rapporto!!! … rende la relazione intensa e travolgente!!! L’energia sessuale è come una calamita, se non “attira” è un legame “scarico”, scadente e di poco conto: trasmette solo un fastidioso brusio, stanchezza, svogliatezza e noia; una relazione che, a volte, può apparire vivace ma, sotto sotto, è dominata da banalità, indifferenza, apatia, monotonia e poca voglia dell'altro … un'atmosfera pesante e surriscaldata che allontana, non fa più “urlare” e saltare di gioia!!! 

'eros, quello avvincente, importante, vero e passionale, invece, solleva entrambi da terra, apre al mondo, riaccende vitalità e curiosità, unisce, spinge verso una soddisfazione piacevole, stimolante e gratificante … protegge cuore e cervello, fa emergere cose incredibili, incantevoli e pulite; una scarica biochimica che coinvolge la struttura cerebrale capace di realizzare desideri e sogni, a volte, anche “impossibili” … una passione che sembra non aver mai fine; mai annullarsi per far piacere o voler cambiare gli usi e i costumi dell’altro … … guai tenere il broncio perché è una modalità reattiva infantile che serve solo a sentirsi superiori e migliori: giustificare i propri gesti, ricattare, imbarazzare, colpevolizzare e ferire l'altro ... estraniarsi o punire, poi, sotto le lenzuola!!! Il calo del desiderio è sempre un fenomeno psicosomatico caratterizzato sostanzialmente da una riduzione della “voglia” e da comportamenti passivi – aggressivi: un modo mascherato per esprimere la propria rabbia ... porta all'isolamento e ad una assenza generale o contestuale di entusiasmo nel rapporto di coppia. Le cause sono, a volte, da rintracciare in un eccessivo e continuativo stress, in una routine noiosa e sempre uguale, oppure in conflitti connessi a certe prestazioni: il non voler cambiare nulla … quei gesti specifici ed importanti di un tempo non attraggono più … hanno perso ogni passione e non sono più condivisibili con l’altro sesso … annoiano, stancano ed imbarazzano!!! Tale “difficoltà”, inoltre, può anche essere favorita da malattie organiche, soprattutto croniche, e costituire nell’uomo un segnale di senilità a volte particolarmente precoce (diabete, andropausa … oppure farmaci antipertensivi). Per calo del desiderio sessuale, quindi, si intende una riduzione dell'eccitazione oppure la perdita persistente e prolungata dello stimolo sessuale e delle fantasie connesse a questa fantastica, benefica e salutare attività. Periodi occasionali di “inappetenza” sessuale sono piuttosto frequenti quando lo stile di vita diventa troppo stressante … problemi fisici, ormonali o psicologici agiscono sull'energia sessuale (ansia, stress, farmaci … quadri clinici particolari: psicosi, depressione, ansia). I problemi di coppia comunque, come ad esempio uno stato psichico alterato, conflitti coniugali, rancori inespressi ed emozione di rabbia intensa, in assenza di disturbi organici, rappresentano la causa principale del calo sessuale, sebbene possano contribuirvi molti altri fattori, tra cui l’età, la personalità, il quadro clinico e le esperienze passate con le figure di riferimento. Nella coppia il calo della libido può esprimere anche altre problematiche e difficoltà di natura emotiva come gelosia, intolleranza, insicurezza, incomprensioni varie, prevaricazione e dominio con quel tipo di partner; una modalità comportamentale che può determinare completamente la perdita di passione o l'assenza dell’erotismo nei suoi vari aspetti creativi e fantasiosi; la routine, spesso, riduce l’eros a un semplice saltuario sfogo genitale. Solo il gioco, la curiosità, l'eccitazione, l'entusiasmo della novità e le fantasie del “primo incontro”, ad esempio, mantengono alta la fiamma dell'amore … tengono in vita il vero piacere erotico, una genuina, profonda spontanea e naturale sessualità; la coppia si brucia, invece, quando è dominata dalla banalità, noiosità, ripetizione ed il sempre uguale … la solita minestra riscaldata, tutti gesti che spengono completamente l’eros!!! Quando il calo del desiderio è sperimentato solo con quel partner e non coinvolge fantasie verso altri soggetti o attività autoerotiche, indica inequivocabilmente un’indisponibilità all’incontro intimo con quel personaggio specifico: troppi conflitti, oppure troppe critiche e giudizi di valore sono messi in campo ... non piacciono più certi modi di fare, anche l’odore diventa un problema. 

n breve, è il segnale - inutile negarlo - che qualcosa si è esaurito o spento completamente … alcune cose sono cambiate nella complicità e nell’intesa sessuale … il rapporto non funziona più per il verso giusto … ha preso scorciatoie o altre strade nascoste!!! Il desiderio può diminuire anche nelle situazioni in cui uno dei membri abbia una relazione parallela o nasconda un segreto, per esempio covare il desiderio di volare in altri pascoli … magari il pensiero dominante di lasciare tutto ... divorziare!!! Gli interventi chirurgici, inoltre, che compromettono l’immagine del corpo (mastectomia, isterectomia, prostatectomia, ileostomia) e i farmaci che deprimono il SNC o diminuiscono il livello di testosterone possono ridurre le “voglie” sessuali. Un partner può perdere interesse per il sesso dopo essere stato licenziato o disturbi della sfera affettiva. Con il passare del tempo, l’altro rinuncia a prendere l’iniziativa e così piano, piano, si entra nel vortice della svogliatezza e privazione sessuale. Non si deve comunque dimenticare che i problemi del desiderio sessuale persistente, sono strettamente collegati ad altre difficoltà all’interno della relazione ... la causa di incomprensioni, conflitti ed isolamento sociale, a volte ne sono la conseguenza. Chi è che rischia di più: soggetti logorati dallo stress, con orari di lavoro eccessivi e, soprattutto, dominati da preoccupazioni non lasciate sul posto di lavoro, bensì portate nell’ambiente familiare; coloro che abusano di sostanze stimolanti o tutti coloro che cercano di eccitarsi, in maniera continuativa, con materiale pornografico, rischiano parecchio ... per tale ragione si sono disabituate a lasciar fluire l’energia psicofisica (libido) in modo creativo, spontaneo e naturale; persone che appartengono ad un quadro clinico depressivo (anche mascherato) e ansiogeno che abusano di alcol credendo di recuperare o potenziare tale attività; soggetti che hanno silenziosamente, nel tempo, accumulato astio, contrarietà e diffidenza verso il partner, e che non si riconoscono più in certi gesti quotidiani, nella consueta sessualità (questa ovviamente non è una formula matematica molti, anziché diventare “inappetenti”, possono trovare altre “soluzione” al di fuori della coppia). Ma perché si diventa impotenti? ... perché si confonde la sessualità con l'aggressività (si veda rimozione)? ... si reprime la propria aggressività prima con le figure di riferimento poi e con il mondo intero (invece di essere determinati e attivi, si lascia spazio, per timori vari, alla passività) ... ci si lascia gestire o si perde il gusto e il piacere della competizione. Cosa fare. I disturbi del desiderio sessuale sono estremamente complessi e, soprattutto, di non facile soluzione quando il conflitto è di natura relazionale … coinvolge le dinamiche nel rapporto di coppia; spesso uno dei partner si oppone alla terapia … la prognosi dipende sempre dalla consapevolezza e volontà della coppia di trovare soluzione alla sofferenza in atto: acconsentire, ad esempio, all'altro di intraprendere, se necessario, una terapia individuale. Il trattamento comunque varia a seconda della causa del disturbo: se si tratta di un problema fisico, il medico deve curare il disturbo sottostante, un professionista della salute mentale, invece, può aiutare ad affrontare le ripercussioni emotive o coniugali del disturbo. Molte metodiche terapeutiche come ad esempio l’ipnosi sono fondamentali per rimuovere gli ostacoli psicologici che impediscono una sessualità libera e spontanea ... ricca di erotismo, passione ed entusiasmante. 

uando si cerca di cambiare gli altri, perdere tempo per adeguarli ai propri ritmi e modi di fare, si crea confusione, scarso desiderio e una cattiva comunicazione all'interno della coppia: mortifica e spegne il rapporto. Ogni “manipolazione psicologica” è sempre frutto di un progetto narcisista patologico che, passo dopo passo, ignora, sminuisce e spegne l'altro completamente umiliandolo; una dinamica relazionale che lentamente destabilizza, svaluta e annulla il partner; crea solo ulteriore disagio, sofferenza e tensioni all'interno di un rapporto già difettoso: fa solo del male al cuore e all’amore!!! Attento, però, anche a vivere per l’altro ci si annulla e si perde se stessi … un amore finito, se si cerca di riesumarlo forzatamente con una falsa passione, procura soltanto guai, opposizione ed irritazione. Ricorda, “rispolverare”, “nutrire” e “lucidare” quotidianamente il rapporto con entusiasmo, non chiudere il partner in gabbia, essere aperti ai brividi, al nuovo e all’avventura, rende la coppia solida, brillante e felice … l’amore, con i suoi mediatori chimici dopamina e serotonina, apre la mente e rende felici … mentre solitudine, noia e senso di colpa portano spesso a scegliere “cose” non in linea con se stessi. Molte persone confondono le relazioni felici con quelle tranquille. Il timore di battibecchi non fa bene alla coppia perché lo rende troppo lineare: addormenta completamente il rapporto nelle “buone maniere”. Per molti, non c’è niente di meglio che condividere - a casa o in ufficio - gli stessi principi, le stesse cose, lo stesso orientamento politico, gli stessi gusti … una ricerca ossessiva - più vagheggiata che reale - di pace, di sicurezza e di protezione che si può ricavare da una qualsiasi relazione … spinta da un eccessivo buonismo. Rinunciare ad esprimersi in maniera chiara e diretta, evitare volutamente screzi e litigi, oltre ad ostacolare la propria naturale evoluzione, rende insoddisfatti e dipendenti dagli altri. Una sana divergenza di punti di vista, invece, stimola e porta vivacità in ogni rapporto. Il confronto aperto e dirsi ciò che si pensa nel modo giusto - senza controllare, dominare e far degenerare la discussione in un litigio sterile, violento e selvaggio - favorisce la conoscenza reciproca, può portare alla luce un dissidio che si covava da tempo, rimette in discussione le proprie priorità e fa emergere importanti esigenze che, se non direttamente espresse, potrebbero venire oscurate (dal finto “buonismo” a tutti i costi!). Una buona discussione è sempre una scossa benefica, rimette in moto la vita, rompe i blocchi mentali, rigenera una mente stagnante, troppo statica e banale. Diminuendo i propri spazi di libertà e di autonomia ci si allontana da se stessi e si entra, inevitabilmente, nel tunnel della confusione, dell’insicurezza, dell’infelicità e della sfiducia in se stessi … disistima. Se ci si adatta ai modi e alle esigenze di chi sta accanto, se ci si lascia controllare dal timore di affrontare argomenti chiarificatori, di ferire, di perdere tutto e dalla paura di restare soli, si volta le spalle a se stessi, si perdono di vista le cose più preziose dell’esistenza umana: naturalezza, talento, creatività, unicità, autonomia e … libertà!!! Quando si trasforma il quotidiano in un palcoscenico in cui si recita la parte del manichino, del sissignore e si rinuncia a ciò che si desidera veramente, la salute è a rischio: il corpo “tradisce”, prima la schiena poi la pancia … ma proprio perché non vuole farsi mancare nulla anche la testa può uscirne malconcia e le preziose difese immunitarie possono diminuire improvvisamente. Il ruolo “subordinato” trasforma lentamente il soggetto in un essere debole, inutile, vuoto, goffo e inadeguato. 

na maschera grottesca che, oltre a “manipolare” le relazioni e soffocare ogni desiderio, nasconde una profonda e devastante aggressività rimossa. In questo modo, con l’accumulo di tensione, rancore e rabbia che acceca - spesso compressi da obblighi e da comandi umilianti e non rispettosi - si rischia di esplodere all'improvviso, in questioni futili o di poco conto, sulle persone più vicine che non centrano assolutamente nulla… un fenomeno gestito da modelli mentali rigidi che spengono la gioia di vivere, fanno tacere i veri desideri e spingono a svuotare il frigo completamente ogni sera. Da ciò non derivano unioni felici, ma nascono anzi discordie e contrasti insanabili … cresce per compensazione, se non si vuole “esplodere”, una gran voglia di “trasgredire”, innescando così - per i più sensibili - un ennesimo senso di colpa. Se ci si ostina, inoltre, ad adeguarsi ad uno stile di vita altrui, diventerà sempre più faticoso capire quel che si è in realtà e cosa si desidera veramente per il proprio benessere. Si finisce in una recita continua: “Va tutto bene, sono felice, una vita perfetta, tutto procede per il verso giusto … non vedi che sorrido, tutto ok - tutto ok … come recita quel famoso ritornello … quando invece non se ne può più, tutto diventa faticoso e nulla è perfetto!!! Così la vita noiosa, prevedibile e senza passione non scuote più, brucia i “sogni” e fa ammalare … il corpo modificandosi dice no, si ribella (ipotalamo e ipofisi materializzano - attraverso gli ormoni - il rancore represso). Lentamente la situazione sfugge di mano, al controllo e si deteriora: testa pesante, riflessi rallentati, poca memoria e umore incerto … avvolti in una specie di ottundimento emotivo niente interessa più e nulla attrae. Le giornate sono scontate e tendono a somigliarsi tutte. Il déjà-vu si ripete all'infinito. Dove è finito quel desiderio straordinario di avventura, quell’intensa smania di vivere e tutte quelle iniziative che un tempo davano una profonda scossa, facevano battere il cuore, travolgevano dalla passione, sorprendevano, sbalordivano, stupivano … rendevano forti e curiosi ... e così ci si ritrova improvvisamente in silenzio a giustificare ogni cosa, a dire che sono tutte cose di altri tempi, passate, superate … cosa vuoi mai, sono illusioni da mentalità fanciullesca ... il disagio, il tormento e il malessere però aumentano con prepotenza e una certa insistenza!!! E’ una sofferenza che arriva non perché sei “sbagliato” ma semplicemente perché quella “fanciullezza” negata vuole tornare in campo. Distruggere quei vissuti che ormai sono diventati una gabbia: un vestito elegante ma, col tempo, è diventato troppo stretto: una vera prigione!!! … ci vuole cambiare, traslocare da quella palude emotiva in cui ci si è impantanati e che sovrasta ogni cosa buona e felice: spingono ad entrare in scena, a cercare “volti” nuovi e situazioni diverse. Chi è calato in una dimensione di “spontaneità”, autenticità e sincerità percepisce - moderni studi di neurofisiologia lo confermano - più intensamente le sensazioni corporee che fanno sentire a casa proprio, sicuri, forti, vivi completamente: danno benessere ed energia; sperimenta uno stato di maggior lucidità e consapevolezza delle proprie capacità sia fisiche sia psichiche … è davvero più sereno e meno influenzato dalla fatica psicofisica e dallo stress. Il quieto vivere coercitivo, obbligato, forzato come abbiamo più volte sottolineato, diminuisce la fiducia in se stessi e la possibilità di esprimersi liberamente, di muoversi autonomamente … spegne ogni iniziativa e pian piano porta l’autostima su un binario morto. Un gesto privo di libertà e di autonomia che allontana dalla felicità: di essere attore principale nelle proprie decisioni e libere scelte … anche nel scegliere le cose più banali ... ciò che si sperimenta, si prova davvero, entusiasma e fa vivere bene. La mancanza di conflitti non è mai un segnale di un’unione perfetta, magari di saggezza come molti credono, ma spesso è solo una modalità reattiva spinta dalla paura di deludere, di ferire o il timore di far “scappare” il partner … di restare soli!!! Un’azione che non ha niente a che fare con la spontaneità e la naturalezza del vivere insieme: la sola finalità è quella di farsi accettare, far bella figura e sentirsi più “bravi” agli occhi degli altri … rimanere vincolati a quei vissuti anche se creano un senso di desolazione, di estraneità e di lontananza da se stessi. Un atteggiamento rivolto più a soddisfare un bisogno di consenso che una reale volontà di dare un’impronta genuina alla propria esistenza e spessore al rapporto. 

uando si chiude la vita nel recinto del “buonismo” i disturbi come ansia, desolazione, amarezza, tristezza, depressione mascherata, rabbia, panico, ossessioni e paure, fanno visita per aprire dei varchi in un’esistenza cieca, spenta e bloccata. Un fenomeno più vasto che va ascoltato, interpretato e capito per riesumare quella vera naturalezza e spontaneità; ritrovare quel benessere psicofisico generale, vivo e inaspettato; l’emozione allora si trasforma in consapevolezza, guida l’armonia interiore e fa riscoprire i veri talenti interiori. Riconoscere e prestare attenzione ai propri bisogni e desideri, con il rispetto che meritano, ricorrendo all’aiuto di un esperto qualificato quando si è disorientati e “storditi”, è sempre un investimento salutare e benefico … si diventa così dei veri protagonisti, si vive senza mai rinunciare ad essere felici. Attenzione anche ai rapporti colmi solo di lamenti continui; piangersi addosso continuamente si rischia di creare una “coppia sfortunata” … l’errore imperdonabile nel rapporto è quello del confronto, del paragone, di far rivivere un amore idealizzato, alla larga dalla minestra “riscaldata”: può avere un buon sapore all'inizio, ma ha perso le vere caratteristiche “organolettiche”, il gusto del nuovo, della prima volta e, soprattutto della novità. Il quieto vivere - prodotto da abitudini, luoghi comuni e modi di fare - non solo favorisce un equilibrio fermo, statico ed immobile, ma condiziona sempre la creatività, blocca energie preziose e grandi risorse interiori: tutto diventa scontato, ci si allontana dalla passione, dai piccoli piaceri … dalla vita … lo stare zitti e tutti buoni, per non scontentare nessuno, per il timore di perdere stima ed affetto di coloro che sono a fianco, non significa vivere una valida storia o “prova d’amore”, ma solo rapporti striminziti, dipendenti, trattenuti e sofferenti. Ricorda, quando non si confusi e non si è in grado di valutare correttamente il meccanismo “dare e ricevere” non solo si rischia di perdere il potere decisionale, ma si è in balìa degli altri … si diventa completamente dipendenti!!! … quando si rinuncia a vivere i rapporti, prima o poi, diventano difficili e la rabbia, dopo un po', alza la voce. Nella mia professione capita spesso di incontrare persone che si buttano a capofitto nel volontariato annullando completamente i propri interessi, aspirazioni e desideri. Non dobbiamo dimenticare che Il volontariato è sempre un gesto nobile e altruista che uno possa fare per se stesso e la gente: avvicina le persone e rende migliori. Questo è vero fino a che non si confondono le proprie esigenze con quelle degli altri. In questo modo si crea un mondo senza piaceri, entusiasmo e poche soddisfazioni. E' giusto aiutare gli altri, ma prima dobbiamo pensare a noi. 

e “cadiamo” chi ci sorreggerà e chi aiuterà gli altri? Alcuni lettori hanno frainteso - leggendo qualche riga sul volontariato - quanto scritto nell'articolo precedente; probabilmente hanno pensato - secondo la loro visione - di avere a che fare con un professionista insensibile, egocentrico e, soprattutto, egoista. Anche se lo scopo di questa iniziativa culturale non è quella di convincere la gente, ma di informarla su alcuni temi di medicina psicosomatica, penso che le mie opinioni espresse, in quella occasione, siano state del tutto travisate … sicuramente ben diverse e lontane dall'intento di irritare o essere irrispettosi verso qualcuno (Si ricorda che tutti gli articoli finora pubblicati, servono esclusivamente a stimolare il lettore alla ricerca e, soprattutto, ad approfondire i vari argomenti trattati … volenti o nolenti, diventa, anche questa esperienza, una forma di volontariato culturale!!!). Il volontariato è, ripeto ancora una volta, un'attività che non solo aiuta a condividere interessi, valori ed esperienze comuni, a migliorare la vita nelle varie comunità, aiutare le persone che si trovano in un momento difficile e di vulnerabilità, ma rende anche aperti, generosi, disponibili, liberi e sensibili ai bisogni altrui … apre le porte a sensazioni di appagamento e gratificazione per entrambi i soggetti coinvolti in tale iniziativa e, soprattutto, migliora la salute mentale ... è, quindi, un servizio che ricambia con soddisfazione e piacere ogni cosa elargita naturalmente, gratuitamente e spontaneamente; eleva senza dubbio l'animo, il pensiero e la mente di ogni individuo, apre il cuore, rende il mondo più responsabile, empatico, sensibile e migliore!!! E' un fenomeno, comunque, che non ha niente a che fare con il “buonismo” e il “senso di colpa”. Il “buonismo” è un atteggiamento forzato e coercitivo; attraverso il quale si è indotti ad essere sempre disponibili e buoni nei confronti di ogni cosa e situazione; rinunciando a ciò che si prova davvero, in contrasto con i propri desideri e bisogni; il soggetto agisce attraverso l'annullamento, la sottomissione e il servilismo per compensare quell'affetto primordiale mai ricevuto nel giusto dosaggio dalle figure di riferimento (amore) … si applicano all'ambiente circostante attuale, i vecchi insegnamenti acquisiti … sarà allora la nostra vera storia affettiva a mostrare i muscoli verso le cose e le situazioni incontrate: attivare quella personalità sensibile oppure fredda o indifferente ... ciò che facciamo, nel bene o nel male, è connesso alle nostre esperienze passate … è il prodotto di forze genetiche ed ambientali che nel tempo ci hanno strutturato: hanno modellato la nostra personalità; occupandosi degli altri, con tale bagaglio culturale ed affettivo, diventa un modo di fare frenetico e disperato che serve solo a riempire il proprio vuoto interiore; si diventa, allora, senza saperlo, il “bravo personaggio”, sostenuto da quella irragionevole e devastante logica del dovere a tutti i costi per farsi accettare, considerare e rispettare; si diventa allora incapaci di sperimentare aggressività, provare piacere per se stessi e gli altri in modo genuino, perché tale rinuncia diventa un valore assoluto. Il senso di colpa è, invece, uno stato emotivo su cui non ci dilungheremo molto, perché è piuttosto conosciuto (vedasi ad esempio il peccato originale); ognuno di noi, nel corso della propria vita lo ha conosciuto, sperimentato direttamente: “scontando” personalmente un qualcosa di immaginario; è la percezione di essere incompleti, la sensazione di aver commesso qualcosa di sbagliato, di grave e di irreparabile; il solo pensiero di essersi comportati male attiva - inconsciamente - un senso profondo di disistima e, quindi, di essere un personaggio da tenere a debita distanza, da evitare assolutamente: poco credibile, sbagliato, pericoloso e cattivo … che deve espiare, riparare un qualcosa che non esiste, perché solo pensato … un atteggiamento che non solo è nella nostra testa, ma diventa un fastidioso ed invalidante tarlo mentale ... azzera completamente l'autostima ... sempre pronti a rimediare con sacrificio e dolore ogni situazione costruita solo nella mente in quanto non è stato commesso un bel nulla!!! Ci sono due principi fondamentali nei rapporti con gli altri da rispettare: il primo è che nessuno può fare le cose al posto dell'altro, il secondo è che le nostre esigenze e bisogni devono essere sempre al primo posto. Non farti mai influenzare dal complesso del messia (stato mentale in cui il soggetto è convinto di essere il salvatore di ogni cosa … destinato a salvare il mondo intero). Ricorda sempre quella famosa locuzione: “ama il prossimo tuo come te stesso”ma il prossimo più vicino siamo sempre noi!!! … in questo contesto possiamo dare tante cose belle, buone, spontanee e libere in maniera consapevole a noi e agli altri. Ogni rapporto non deve mai essere a senso unico … deve permettere libertà di espressione e la possibilità di agire in modo libero, autonomo e responsabile per entrambi … non devi farti controllare e manipolare, ma nemmeno cedere al bisogno di assumere un ruolo dominante ... a certe manie di protagonismo!!! 

on si devono usare gli altri, ma semplicemente coinvolgerli, fare qualcosa insieme, stimolare interessi e costruire progetti liberamente … amarli per quello che sono!!! Non farti MAI influenzare dai saccenti di turno, da chi vuole spegnere la tua vita, da chi vuole bloccare la tua gioia e voglia di vivere, da chi cerca di ostacolare i tuoi desideri: la tua vera natura … il tuo vero talento!!!; fai attenzione ai loro TRUCCHI, alla loro INVADENZA, non aprire le porte alle personalità “estrose”, ai “camaleonti” eccessivamente gentili, compiacenti ed assecondanti che mutano opinione facilmente, ma alla prima difficoltà, ti abbandonano come una zattera in balìa della bufera; ai perfetti incantatori di serpenti, ai MANIPOLATORI e opportunisti, non cadere nella loro trappola perché ti sfruttano, ti usano, ti obbligano a fare la “crocerossina”, ti mettono fuori gioco, ti confondono, ti fanno perdere lucidità, serenità e la capacità di valutazione, ti sfiniscono, ti indeboliscono, ti succhiano completamente tutte le energie vitali, ti fanno sentire in colpa, ti convincono che senza di loro sei un perdente e non farai molta strada: sei sempre un partner mignon, insicuro e bisognoso di cure … sono delle vere sanguisughe insaziabili!!! … con la scusa di aiutarti e proteggerti ti ingabbiano e ti annullano: smantellano la tua creatività, ogni idea e progetto, creano dipendenza e rendono gli altri completamente schiavi … ti fanno sentire inutile!!! Prenditi il tuo spazio di libero movimento, ne hai tutto il diritto!!!; non esitare nemmeno un attimo a mantenere la giusta distanza, ALLONTANATI da questi sabotatori, imbonitori ed imbroglioni che decantano solo i pregi della loro “merce” … avariata e di poco valore. Il loro punto “forza” si basa esclusivamente sulla minaccia, inganno e ricatto affettivo: compromettono ogni capacità di espressione e di autodeterminazione; in mano a loro diventi un perdente, vulnerabile e fragile ... lentamente spengono ogni tua iniziativa, anche quelle in cui sei sempre stato un “campione”; ti fanno sentire diverso dagli altri, che non vai bene: disattivano ogni risorsa e potenzialità ... la tua vera personalità!!! ... ti convincono che, senza la loro costante presenza, vali poco o nulla; chiedono sottomissione, obbedienza, devozione assoluta e sacrifici assurdi, se non inutili: ti fanno AMMALARE sia nel corpo sia nella mente … sono personaggi che non sanno far altro che svilire, e sminuire ogni tuo gesto; qualsiasi cosa che fai o cerchi di realizzare la boicottano, ti fanno credere che ogni risultato ottenuto sia un caso fortuito, solo per pura “fortuna” o, peggio ancora, merito loro … confondono continuamente la fantasia con la realtà!!! E' facile individuarli, riconoscerli o smascherarli: appaiono con una discreta fluidità verbale, sono egosintonici (convinti che nessuno sia in grado di stanarli, capire il loro progetto diabolico ed ingannevole); nonostante la loro sicurezza apparenza, sono ansiosi, insicuri, rigidi, controllano ogni cosa e, soprattutto, interrompono continuamente l'interlocutore; per mantenere alta la loro autostima e nascondere la loro fragilità diventano “esperti” nel condizionarti e annullare le tue idee; sono astuti manipolatori affettivi, altezzosi, con grandi immagini mentali di onnipotenza, pieni di sogni grandiosi e fantastici, ma sempre strani, caotici, bizzarri, assurdi, insoliti ed irreali … bisogna affrontarli e zittirli il prima possibile!!! … sicuramente, sei in grado di farlo, li puoi smascherare quanto prima, affrontare e gestire, in modo efficace, solo con poche mosse e semplici strategie: attraverso le tue azioni quotidiane concrete, con le tue sane convinzioni, certezze e pensieri basati sulla realtà oggettiva!!!

i presentano come superiori ed altruisti, sono bravissimi ad illudere ed “alleggerire” la vita “pesante” dell’interlocutore; molti, nel tempo, diventano parassiti, sono astuti nel convincere e confondere gli altri di essere, se non incapaci, almeno difettosi; altri, invece, più “raffinati”, si fa per dire, sono dei veri campioni nel sedurre con mille lusinghe, infinite strategie filantropiche ed apparentemente altruistiche ... veloci a promuovere la felicità ed il benessere altrui, amanti del prossimo e sempre pronti a sacrificarsi per chiunque … sempre apparentemente disponibili e cordiali, ma alla prima difficoltà abbandonano il campo, ogni cosa, lasciando l'altro con un pugno di mosche … subito pronti, comunque, ad una nuova recita, a distribuire nulla e promuovere il peggio!!! … presentano un comportamento “tossico” spinto da una profonda disistima, insicurezza, egoismo e crudeltà … avvelenano ogni rapporto, anche il più solido!!!; una cosa è certa, sono bravissimi nell’individuare i punti deboli dei soggetti in difficoltà affettiva, amplificare il malessere e i dolori altrui, usano gli altri per diventare più forti e sicuri, sono davvero maestri ad illudere, nel compensare qualche estemporaneo vuoto affettivo, fingendo di essere ottimisti e migliori nel saper gestire i momenti difficili e di disagio emotivo … creano sempre una rete di rapporti deludenti, falsi e misteriosi … appaiono sicuri, altruistici, veri e reali, ma sotto, sotto, sono sempre lì pronti a ferire ed annullare ogni cosa con pratiche ingannevoli e strategie relazionali finte; poco convincenti nella loro disponibilità, perché non lasciano spazio, sono controllori e dominanti su ogni cosa e situazione ... i loro contenuti mentali sono piuttosto assurdi e falsi; se presti attenzione ti accorgi, però, che il rapporto con loro è il peggior incubo della tua vita: sono noiosi, fastidiosi, invadenti, pedanti e soffocanti ... alimentano continuamente false speranze, confusione, disagio e rabbia: esasperano con il loro “saper tutto”sono odiosi ed insopportabili, dei perfetti narcisisti: sono saccenti, sempre perfetti e migliori!!! Per sopravvivere hanno un costante bisogno di ammirazione, attenzione e considerazione; il loro concetto di valore è completamente deformato ed irrealistico; hanno un'idea grandiosa di loro stessi e, soprattutto, non tollerano mai richiami e critica di nessun genere: di essere messi in discussione; se sei attento è facile smascherarli!!! … ti accorgi che difficilmente traggono piacere dalle loro attività … sono tristi, arroganti e perennemente insoddisfatti: dominati dal senso di vergogna e paura. Sono incapaci di sviluppare legami affettivi e la loro insensibilità è, ai bisogni altrui, pur essendo mascherata, piuttosto evidente; si aspettato dagli altri ammirazione, favori e trattamenti speciali … devono trovarsi sempre al centro dell'attenzione!!! Perennemente immersi in fantasie di successo e potere illimitato, sopravvalutano le loro capacità e abilità: una perfetta distorsione cognitiva!!! … prestano attenzione all'altro solo per l'applauso e per ricevere affetto ... evitano sempre opinioni o considerazioni negative. Attento, se ti trovi davanti ad un personaggio simile, non esitare, evitalo … non rinforzarlo con il tuo sguardo!!! Esci il prima possibile da questo MALEFICIO, rompi questo diabolico sfruttamento: INCANTESIMO infantile; lo puoi fare rispolverando gli aspetti piacevoli della tua vita, risvegliando la tua sana emotività, le tue vere sensazioni e creatività, dando spazio alla tua autonomia, alle tue scelte, ai tuoi entusiasmi, alle tue passioni e alle tue libere decisioni; SOLO così puoi delimitare il tuo territorio e salvaguardare la tua salute: fisica e mentale; all’inizio sarà faticoso perché non sei abituato a questo tipo di autonomia e libertà, ma pian piano, aumentando l’autostima e la tua sicurezza, non sarai più in balia di illusionisti, di incantatori di serpenti, di oppressori che si rinforzano solo quando hanno una platea calorosa e attenta di fronte; finalmente, con le giuste mosse, allontanerai dal tuo raggio d’azione parassiti e “vampiri” emotivi, potrai sconfiggere questi strani personaggi che, anch’essi, purtroppo, per sopravvivere sono costretti a recitare questo copione di vita, questa dolorosa “farsa” … solo così, tornando in possesso delle tue energie profonde e risorse più autentiche, sarai immune dalla loro influenza malefica, potrai uscire da questi labirinti tortuosi, da fitte ragnatele e rapporti veramente malsani ... eviterai sofferenze inutili e, soprattutto, cosa più importante, MALATTIE croniche ed invalidanti.

icorda, comunicare bene rende il rapporto migliore e più soddisfacente. Le parole sono importanti diceva quel famoso regista, non solo nei soliti rapporti interpersonali, ma anche, soprattutto, dico io, nel rapporto di coppia. Anche il continuo tormentare, punzecchiare con battute al vetriolo, taglienti come una lama appuntita da macellaio, non sono da meno, sono modalità comunicative che nuocciono e fanno andare alla deriva il rapporto. Certe parole usate in maniera inopportuna - come quelle non dette fanno male dentro - possono diventare velenose, scatenare un senso di vuoto diffuso, profonde insoddisfazioni, confusione, malumore e far esplodere litigi improvvisi, inutili e, spesso, ingestibili. Possono diventare un pretesto per aggredire, isolare e allontanare le persone, soprattutto, quando certe frasi sono concentrate sul vittimismo, sul sacrificio e sulle lamentele continue oppure possono spegnere completamente il rapporto quando le usiamo per colpevolizzare o accusare l’altro. Anche le opinioni espresse attraverso un’impronta apparentemente positiva possono diventare disastrose, far vacillare anche la relazione più solida, rendere infelici e malati, come ad esempio l’uso di certe espressioni apparentemente innocue: insieme siamo una forza invidiabile, una coppia PERFETTA, solida a qualsiasi “bufera”, andiamo sempre d’amore e d’accordo, in ogni momento della giornata siamo sempre lì, instancabilmente, a tubare cipicip, cipicip e, ancora, cipicip; poi, non dimenticare mai che per mettere in piedi questo rapporto ho lasciato tutto, ho rinunciato a ogni cosa, persino cambiato lavoro, regione e città, ed ora tu non puoi mandare a ramengo tutto quello che ho fatto, il MIO GRANDE investimento (occio, il narcisista sta tessendo la tela per intrappolarti!!!).Tutte parole piene di amarezza, rabbia e livore che rendono gli animi tesi ed esplosivi, anziché placarli … modi di pensare carichi solo di aspettative, di rinunce e di sacrifici … ma la coppia naturale e spontanea si nutre davvero di questo? TUTTE le cose che spengono, svalorizzano, inibiscono la coppia, vanno affrontate e dette … dirle ovviamente, nel rispetto dell’altro e con le dovute maniere … solo in questo modo ciascun membro potrà evolversi e occuparsi autonomamente dei propri bisogni … risvegliare passione, creatività e talento … tutti elementi indispensabili al funzionamento della coppia libera che sa amarsi, scegliere e decidere senza influenze esterne.

atteggiamento di ogni singolo individuo di fronte alla sessualità affonda le sue radici in un passato più o meno “glorioso”: inizia la sua avventura, il suo percorso evolutivo nell’infanzia; esso viene influenzato da differenti e complessi fattori umani che si intrecciano ed interagiscono tra loro: quadro ormonale, clima culturale, relazioni sociali, età e credenze religiose. Ogni cosa che si assorbe nel proprio ambiente circostante, compresi i vari insegnamenti proposti dalle figure di riferimento, possono favorire o meno la sua espressione futura: il suo sviluppo completo, sano, armonioso, libero ed autonomo; spesso, però, si prende coscienza della realtà esterna e consapevolezza del proprio corpo, solo attraverso richiami, divieti, punizioni, minacce, ricatti, penitenze, giudizi di valore e mortificazione della carne … l'esito di tale processo è, comunque, sempre in funzione della conoscenza diretta acquisita attraverso l'osservazione, il confronto, la pratica e l'uso della realtà; la presa di coscienza di se stessi e dell'attaccamento possibile con i propri simili, può favorire uno sviluppo sano e felice; il legame affettivo che unisce il piccolo a chi si prende cura di lui - caratterizzato da un senso di vicinanza, rispetto e capacità empatica - non solo gli crea una discreta protezione, supporto, conforto e sicurezza, ma influenza anche il modo di stabilire un forte legame affettivo e gratificante in età adulta … la reciprocità diventa, in ogni caso, un requisito fondamentale nel costruire rapporti affettivi solidi!!! Non meno importante è l'atmosfera e l'influenza della posizione dominante o meno dei vari membri in quel preciso gruppo sociale: posizione di sorveglianza, di potere e di controllo sugli altri … la reale distribuzione delle responsabilità e l'assegnazione dei compiti nei membri in quel preciso nucleo familiare!!! Tale “orientamento”, all'inizio, può essere ostacolato, bloccato o boicottato a seconda dell'atmosfera culturale in atto … un apprendimento difficile che vieta la libertà di espressione ... un “inciampo” evolutivo piuttosto importante, che crea confusione e disturbi psicosomatici: una mente che parla attraverso il corpo … il suo malessere!!! I più fortunati possono, invece, continuare la “ristrutturazione”, il “completamento” evolutivo o risoluzione del “trauma” - nel bene e nel male - attraverso nuove abilità, buone conoscenze, maggiore approfondimento, con l'aggiunta e l'integrazione di ulteriori elementi socio – culturali più rispettosi: favorire un'impronta libera, gradita, desiderata e soddisfacente ... realizzare la sua giusta espressione futura senza l'aggiunta di fastidiosi conflitti affettivi e relazionali … dare spazio alla propria unicità, alla vera natura; un apprendimento equilibrato e sereno, “assimilato” nell’infanzia, approfondito e rielaborato ulteriormente nelle varie fasi evolutive, dovrebbe garantire, nell'età adulta, scelte autonome, felici, soddisfacenti, gratificanti e, soprattutto, rispettose verso se stessi e gli altri … si deve realizzare senza condizionamenti “crudeli” e sempre secondo una visione personale, un proprio modo di pensare e di sentire!!! Da un eventuale “errore” di percorso l'individuo potrà liberarsene - qualora tale atto fosse fonte di imbarazzo, solitudine, isolamento sociale e disistima - soltanto orientando la sua personalità verso una nuova meta, un percorso diverso più vantaggioso a livello di soddisfazione personale e relazionale: per una vita buona e felice … rispolverando il suo forte e reale temperamento, riscoprendo la vera bellezza della sua unicità!!!. … con nuove esperienze più vicine e coinvolgenti al suo benessere psicofisico … promuovere uno stile di vita salutare secondo le proprie sensazioni e desideri!!! Questi meccanismi relazionali ed educativi, tuttavia, non necessariamente porteranno a manifestazioni patologiche, aberranti e anormali della sessualità; alcuni la vivranno in maniera frenetica altri con diffidenza e sospetto … molti, ancora, attraverso singolari strategie di evitamento o di rifiuto!!! 

na “sana” educazione emotiva, sicuramente, ci insegnerà a reagire e muoverci con un senso di soddisfazione immediata, curiosità, stupore e piacere, ma sempre con rispetto verso ogni cosa: potrà stimolare sorrisi, atteggiamenti positivi e buoni sentimenti di affetto verso se stessi ed il mondo intero … rispettosi, ma sempre aperti ad ogni esigenza ed esperienza!!! … attivare, comunque, comportamenti e sentimenti che avvicinano e non allontanano mai dagli altri … come vediamo e consideriamo l'ambiente circostante con i nostri occhi e reali necessità psicofisiche … in futuro svolgere una funzione essenziale, di riguardo, devozione, di stima e ricerca delle persone ... nelle relazioni amorose!!! Con tale “impronta”, infatti, ogni individuo comincia - applicando le conoscenze acquisiste - a relazionarsi con tutto ciò che gli si presenta davanti, con cui viene in contatto, in un modo soggettivo, specifico, originale ed unico (scuola, lavoro, famiglia, amicizie) … esprime il suo talento, mette in pratica i “buoni” consigli ricevuti, costruisce e si orienta nei vari rapporti sociali, secondo le regole e la natura del legami affettivi vissuti. Reagire alle situazioni della vita nel suo insieme e non ad un solo aspetto di essa che può venir deliberatamente presentata con tale identità. Risulta davvero difficile ingannare i bambini su quello che li circonda (dinamiche affettive, relazioni interpersonali, comportamenti). In linea di massima, possiamo dire che i fanciulli di ogni generazione esprimono o amplificano nel loro comportamento le varie “difficoltà” che affliggono le figure di riferimento. Il grado di rivalità che esiste fra i due sessi si può già percepire osservando l’attività ludica dei bambini: una lotta fra maschi e femmine per la conquista del potere. Un attrito piuttosto vivace, continuativo, giudicante e surriscaldato, ad esempio, tra i genitori avrà naturalmente l’effetto di rivelare al piccolo gli aspetti sgradevoli, ostili e pericolosi della relazione amorosa ... di inserirsi, più o meno facilmente, nel mondo!!! … non solo come interagisce e si relazione con l'altro, ma anche in altre attività specifiche: svago, studio e scelta lavorativa!!! La forte supremazia di un genitore sull’altro può creare, nel fanciullo, pensieri negativi, immagini mentali irreali e catastrofiche ... riflettersi sulla valutazione che il bambino dà alla propria immagine corporea e al ruolo sessuale … le sue risposte emotive, comportamentali, i suoi atteggiamenti saranno formulati attraverso un filtro giudicante estremo: positivo o negativo!!! Se la figura severa, intransigente e dominante è il padre, il figlio può avere la sensazione che non sarà mai in grado di competere con lui: eguagliare o “superare” la sua autorità e virilità; in quelle condizioni psico - fisiche immature, ancora in piena fase evolutiva, non potrà mai “misurarsi” o cimentarsi in un “duello” ad armi pari, se non viene tranquillizzato, rassicurato, aiutato a gestire le trasformazioni fisiche che condizionano ed influenzano il comportamento … la vita!!!; una metamorfosi - del corpo e della mente - profonda e complicata, accompagnata sempre da una rabbia silenziosa, una forte inquietudine, infiniti timori e incessanti risentimenti personali … sarà sempre dietro le quinte, non metterà mai in campo il suo talento e le sue reali capacità!!! Con quel singolare e “ristretto” bagaglio affettivo, piuttosto striminzito, infantile ed incompleto, di fronte alla forza di quel “gigante” - che può fare, disfare e demolire ogni cosa - gli sembrerà impossibile “battersi”, affermarsi, avere la meglio ... siamo di fronte ad un fanciullo in sospeso, in uno stato psico - fisico di tensione perenne, incertezza, dubbio paralizzante ed ansia senza fine; una struttura affettiva e relazionale carente, incompleta ed insufficiente anche per gestire anche con le cose più banali … tutto si fa complicato non solo relazionarsi con se stessi, ma anche con gli altri; un fenomeno prodotto da chiusura, isolamento ed emarginazione sociale … siamo di fronte ad un soggetto privo di iniziativa ed interessi propri; in quel preciso contesto emotivo difficile è meglio desistere nel mettere in campo il primo passo, qualche iniziativa o progetto perché si parte già con la sensazione di essere feriti e delusi ... sconfitti!!! In quel rapporto a senso unico, per nulla equilibrato, sentirsi fuori posto è inevitabile: la “scalata” diventerà, comunque la si giri, impraticabile ... chi soccombe è sempre l'immaturo … il più “debole”!!! 

n'immagine simile scoraggia ogni idea, competizione, creatività, individualità, passione, iniziativa e voglia di fare; con questo pensiero ermetico aggrovigliato, colmo di confusione, titubanza ed incertezza il fanciullo potrebbe sviluppare non solo stress, ma anche apatia, insicurezza e profonda disistima; non gli rimane altro che mettere in pratica quel modello comportamentale di altri, assunto e strutturato senza un ascolto, una reale condivisione reciproca delle cose e una chiara consapevolezza ... propinato con forza, con scarso coinvolgimento, soddisfazione, entusiasmo e felicità ... fenomeno inculcato senza mezze misure, attraverso scarsa considerazione, poco rispetto, sensibilità, ed attenzione ... poche parole buone, comprensive e di sostegno hanno forgiato quel singolare prodotto relazionale - educativo - sociale pieno di trappole e carenze affettive; da adulto, con quel tipo di vissuto, rischia parecchio, metterà in mano la sua vita affettiva - culturale, a seconda dei casi specifici, ad un partner altrettanto duro ed inflessibile: distaccato, insensibile ed autoritario. Per questo motivo, molti figli di persone “importanti” sono spesso delusi, scoraggiati e condizionati nelle loro scelte future. Ricordo perfettamente le parole di Enrico nei primi incontri di psicoterapia: “Sa dottore, io sono diventato la copia perfetta di quello che voleva mio padre, ho dovuto seguire le sue orme (medico di base), ma la mia vera ambizione e passione era “sfogliare” libri e scrivere … mi trovo bene solo con gli aforismi!!!" Enrico lavorò nello studio del padre, dopo il suo pensionamento, per quindici anni; alla sua morte, invertì il senso di marcia professionale, si liberò finalmente, a suo dire, di quel marchio troppo invadente ed apparentemente indelebile, cambiò completamente attività e realizzò il suo sogno abbandonato e nascosto nel cassetto per troppo tempo: ora produce e divulga opere letterarie ... pubblica libri di scrittori esordienti e poeti sconosciuti. Ognuno di noi, comunque, è sempre unico ed irripetibile … guai fare confronti!!! Coloro che sono stati “controllati” e “gestiti” fin dall'inizio hanno, spesso, notevole difficoltà a scegliere anche un semplice piano di studio, trovare degli amici, cambiare professione o peggio ancora “imbarcarsi” in “percorsi” pericolosi, in rotte a rischio turbolenza … al confine con il giusto o sbagliato!!! Se invece chi controlla e domina è la madre, mentre il padre è succube, il figlio a volte può opporsi a lei con “successo”, “rinforzandosi” … oppure sperimentare un profondo sentimento misogino verso tutto il genere femminile; spesso troviamo che i grandi uomini hanno avuto madri con una personalità eccezionalmente forte. Altre volte il figlio può soccombere e rimanere per tutta la vita fragile, debole, viziato, insicuro e dipendente da questa figura dominante. La ragazza, inoltre, che si sente detronizzata da una madre simile, rivolge la sua attenzione al padre, lo prende come modello, e sviluppa dei tratti particolarmente “virili”

e il padre è debole ed irresponsabile e il nucleo familiare è mandato avanti solo dalla madre, la ragazza svilupperà nella sua mente l’immagine che le donne possono benissimo bastare a loro stesse e quindi assumerà una fiducia in se stessa di tipo maschile. Quando una ragazza vede che sua madre ottiene dal partner tutto quello che vuole con le carezze ed effusioni amorose, può prendere esempio da lei su come si deve trattare il “sesso forte”. I ragazzi che hanno imparato il modo di farsi amare dalla madre, si scelgono delle mogli dalle quali si fanno amare nello stesso modo; le ragazze, invece, che hanno combattuto contro il loro padre saranno portate a scegliere un marito contro il quale esse potranno continuare la “battaglia” da tempo iniziata … sarà una lotta continua per affermarsi … un tentativo per risolvere quel conflitto passato, ma mai dimenticato!!! Un marito che ha una moglie infedele può essere un soggetto che è stato trascurato dalla madre. Queste ripetizioni si verificano per un bisogno piuttosto antico ... diventa una vera necessità per “alzare” un po' l'asticella dell'autostima (anche se è un po' lenta ed “arrugginita” ...) ... indispensabile, comunque, per mantenere e continuare il proprio stile di vita così come stato a suo tempo somministrato, programmato nei vari dettagli ... quel mondo affettivo – relazionale, però, è instabile e fragile, può sprofondare per un nonnulla da un momento all'altro, perché tutto è stato costruito su un terreno paludoso ... d'argilla!!! La difficoltà che incontra un fanciullo quando viene detronizzato da una sorella più giovane o di un ragazzo unico maschio in una famiglia di donne, o viceversa una fanciulla spodestata da un fratello più giovane e privilegiato, rappresentano l’ennesima testimonianza della lotta continua che ogni figlio deve sostenere e che può scoraggiarlo nel raggiungimento della sua posizione sociale e del ruolo sessuale. Non bisogna mai dimenticare che la nostra immagine viene costruita “semplicemente” attraverso sensazioni ed atteggiamenti sperimentati direttamente sul campo … a nostra insaputa e, soprattutto, nel tempo!!! L’idea della superiorità e della virilità sono così strettamente connesse che un fallimento in un settore anche diverso da quello sessuale può far sorgere nel fanciullo il dubbio di non essere abbastanza “forte” e determinato. Nel linguaggio comune usiamo spesso metafore sessuali. Per esempio alla frase “è un debole” è stata sostituita una locuzione più efficace e colorita “è una femminuccia”. Questi modi di dire possono essere resi ancora più efficaci ed offensivi usando dei confronti fisici. Non usiamo forse per esprimere dolore “il mio cuore sanguina” oppure raffigurare la paura con l’espressione “ è come se le mie gambe fossero di gelatina” o ancora esprimere un turbamento affermando “mi gira la testa”? Tutti gli organi del corpo, non solo quelli sessuali forniscono parecchio materiale analogico: per esempio il ragazzo che manifesta il suo scoraggiamento con la frase “mi sento una femminuccia” può spingere più oltre il suo paragone, può avere la sensazione e comportarsi come se stesse dicendo “i miei organi genitali non sono virili”. Così la bambina può esprimere, in base alla sua formazione culturale, la sua “delusione” di non essere un maschio dicendo “Non lo so, ma sento che mi manca qualche cosa …”. L'onanismo pediatrico è un fenomeno che non deve preoccupare nessuno e tantomeno pensare che possa provocare danni irreversibili al sistema nervoso centrale; si tratta di una manifestazione normalissima - quando è occasionale - e assolutamente non nociva; una tipica tappa di sviluppo psicofisico, piuttosto comune, sia nei maschi sia nelle femmine; è un piacere che non fa male a nessuno ... un gesto in cui si cerca di consolidare e stabilizzare la propria immagine corporea; attraverso il processo conoscitivo, di “fortificazione”, il fanciullo apprende una modalità relazionale più moderata, maggiormente rispettosa e meno aggressiva verso il proprio organismo … impara ad apprezzare quello che il fisico può offrire … gestire e migliorare lo stato di salute del corpo sempre, comunque, nel rispetto delle regole della vita sociale … prendersi cura dei propri bisogni e rispettare gli altri!!!

ttraverso tale azione non solo si porta alla luce la propria soggettività, ma viene abbozzata la propria identità sessuale futura; anche se è un problema difficile da gestire dai genitori non è, sicuramente, un atto “sporco”, impuro e peccaminoso come una letteratura obsoleta ed inutile - ancora oggi in alcuni ambienti - vuol far credere; tuttavia, quando assume un ritmo frenetico, una veste compulsiva, si presenta in modo incomprimibile, ossessivo, con un'eccessiva frequenza e con alta intensità, può creare seri conflitti nell'area affettivo – relazionale: influenzare o rallentare il processo di crescita emotiva; un gesto che, nel suo insieme, può generare isolamento, irrequietezza, frustrazione, iperattività ed agitazione psicomotoria: “scoraggiamento”, scarsa autostima ed improvvisa inquietudine (si veda l’articolo “La solitudine del piacere”) … una somatizzazione ansiosa ... la mente si fa carne … i processi psichici si trasformano in somatici ... diventa un surrogato per far fronte alla poca considerazione, alla carenza di affetto ed attenzione mostrata nei suoi confronti ... una risposta corporea ad un desiderio confuso!!! Una strategia adottata, più o meno “efficace”, che va a sostituire la suzione del pollice, utile per gestire la tensione, difendersi dall'ansia costante e dalle preoccupazioni eccessive. L’attenzione smaniosa del piccolo, in realtà, si è concentrata, escludendo dalla propria visione, molte altre attività socio – culturali importanti, sul corpo; prende atto, con una certa precisione, quale parte del corpo è fonte di piacere; con questo atto egli esprime un vissuto soggettivo di piacere sorprendente e piuttosto gradito … un'eccitazione persistente attraverso il linguaggio degli organi!!! Una soddisfazione che, più tardi, dovrà essere “clandestina”: vissuta in segreto. In forma eccessiva è, comunque, un fenomeno psicosomatico che parla di una situazione di “emergenza”: un “dolore emotivo”del cuore e della mente; una risposta fisica (ormonale) ad una esigenza psicologica invadente ed indefinita!!! Naturalmente non bisogna preoccuparsi di questo quando il piccolo lo mette in atto per conoscersi, entrare in contatto con la propria intimità, sperimentare i vari “ingredienti” della soddisfazione e del benessere … scoprire nuove zone erogene del corpo che danno sensazioni piacevoli e creano buonumore … che, alla fine, esiste un corpo sessuato!!! Un tipo di educazione equilibrata consiste nel saper incanalare nel modo giusto questo istinto; niente minacce, dunque, che potrebbero favorire la ripetizione dell'abitudine e generare una condizione ansiosa ancor più penosa e pericolosa; non bisogna minacciare punizioni assurde e terribili … che si ha a che fare con un vizio infame, disgustoso e vergognoso. Un comportamento normale da parte degli adulti potrebbe essere quello di “distrarre” l’attenzione del piccolo da se stesso e dirigerla verso interessi esterni più favorevoli e gratificanti per il suo sviluppo affettivo – sociale armonioso e, soprattutto, tranquillizzarlo che non si ammalerà, non diventerà un idiota, non “perderà la vista” e non avrà i brufoli. In breve, tale attività, non sarà causa di danni psicofisici, come recita quella famosa leggenda metropolitana, ma lo aiuterà a conoscere meglio il corpo e gestire i suoi pensieri, costruirli più equilibrati e realistici; rassicurarlo, inoltre, che i ragazzi crescono e diventano degli uomini e le ragazze delle donne proprio attraverso la conoscenza, il rispetto e il piacere del proprio corpo e quello degli altri.

uando la figura di riferimento rimane impressionata dalle prime “oscillazioni” ormonali e dà troppa importanza a quell'azione grossolana e goffa, il piccolo è portato a sopravalutarne il significato. Magari quella persona si preoccupa eccessivamente ... tenuta sotto scacco, al momento, da un pensiero noioso ed irrefrenabile; è un po’ spaventata da quel estemporaneo, prematuro e maldestro gesto; imbarazzata ed impacciata di fronte a questo modo di fare impulsivo, frenetico ed, al tempo stesso, platealmente “tormentato” da puro “esibizionismo”; a volte è giustamente allarmata perché i problemi intricati ed invadenti non fanno sconti a nessuno, sono sempre lì, attenti, dietro l'angolo; le brutte situazioni non lasciano scampo, sono pronte a colpire in modo spietato … è normale che la sua mente si scontri con certi campanelli di allarme presenti nel mondo urbano in continuo fermento … in quello stato di tensione eccessiva, però, anticipare eventi spiacevoli e complicati può essere un atto mentale piuttosto destabilizzante e del tutto irrazionale in quanto si creano una infinità di pensieri automatici negativi, confusi ed indesiderati … molto spesso inopportuni perché allarmano, producono incessantemente solo tensione, relazioni tese e portano lontano dalla realtà. In altri momenti, mette le mani in avanti, lo vuole proteggere, indicargli un percorso più semplice e favorevole per la sua felicità, offrirgli regole adeguate per gestire certi tormenti difficili, insegnargli a trovare gli strumenti giusti e la forza adeguata per iniziare a difendersi da solo … cominciare a pianificare e riflettere sul futuro!!! Parla con lui di queste cose e, a seconda, della sua storia educativa, e bagaglio culturale, può fare molto, sia nel bene sia nel male: rassicurarlo, tranquillizzarlo e allentare la tensione, ma anche smascherarlo, richiamarlo, sgridarlo, mortificarlo e svergognarlo; esporlo inutilmente al biasimo, ad una severa censura, ad una decisa disapprovazione ed ingiustificata “condanna” per questa condotta che crea, per alcuni, disagio e confonde solo le idee. Questi ultimi atteggiamenti possono sfociare in una improvvisa, movimentata ed interminabile conflittualità familiare; una reazione grave che rende tale istinto complicato da capire, di difficile gestione ed accettazione da parte delle figure di riferimento perché risveglia e mette in gioco la loro stessa identità sessuale; convinzioni, atteggiamenti ed emozioni sono tratti distintivi importanti, diventano un libro aperto, a portata di mano, ben visibili a chiunque … nonostante i vari tentativi di censura su se stessi, sono molti gli indicatori preziosi che rivelano questo tipo di condotta adulta; i primi elementi che trapelano, attraverso semplici indizi, in modo piuttosto vistoso, sono il pensiero, atteggiamenti e i loro sentimenti (apertura o chiusura)!!! La famiglia è un grande specchio, può “ingrandire” o far vedere il mondo ribaltato: riflette immagini buone o cattive, rassicura o fa paura ... può fare miracoli, ma anche danni irreversibili; mette a nudo la realtà e invia segnali ben precisi: testimonia cose “concrete” … sempre, comunque, apprese attraverso prodotti e rielaborazioni mentali soggettive … secondo il proprio punto di vista, modo di pensare e di sentire … ogni cosa, però, il più delle volte, viene passata a setaccio da un grave pregiudizio inconsapevole e stereotipi immaturi che influenzano il rapporto … il soggetto percepisce, vive e filtra il mondo sempre attraverso le sue esperienze personali … il suo modo di pensare!!! Un figlio è sempre spettatore della “verità”, di certi modi di reagire, di alcuni comportamenti e dei vari ruoli che l'interlocutore adotta nel relazionarsi con lui e il mondo; di tutti quei gesti e parole espresse da quelle figure di riferimento con cui vive … di quella precisa e singolare “unità sociologica”!!! Se i figli sanno di appartenere ad un certo genere (maschio o femmina) lo sanno perché hanno davanti dei modelli fisici e comportamentali ben precisi ed inequivocabili: madre e padre; il tutto è sempre - nel bene o nel male - in funzione delle loro esperienze dirette, cosa rappresentano, come vedono e vivono l'altro … continuamente sotto uno sguardo attento e scrupoloso … a volte davvero giudicante e severo!!! 

gni fanciullo necessita, per la sua crescita armoniosa, di un fondamentale, indispensabile e prezioso “nutriente”: una “vitamina” importante di nome amorevolezza … un “integratore” che non deve mai mancare per nessuna ragione!!! Hanno bisogno di tenerezza, di un ambiente tranquillo e libero, ma anche di una giusta fermezza, autenticità ed autorità; chi pensa di allevare un figlio senza avere alcun problema, deve aspettarsi sempre una forte e devastante delusione!!! Abbiamo a che fare sempre con due mentalità e varie opinioni … non è possibile evitare lo scontro, escludere questi modi di pensare diversi dal campo relazionale … tocca a noi fare in modo che un conflitto non diventi una “guerra”!!! Un bambino che cresce si scontra con la famiglia e le regole sociali in cui vive. Un ambiente aperto e caloroso dà la possibilità al fanciullo di aprirsi, di esprimere le osservazioni ed i pensieri che gli passano per la mente. Al contrario, invece, la reticenza, il clima teso, severo e il silenzio dell'adulto gli faranno presto capire che è piuttosto scabroso parlare di certi argomenti … di questioni che possono distrarre e turbare sia il corpo sia la mente … mettere in agitazione il pensiero, provocare scontro ed aggressività!!! Se non fa direttamente domande non dobbiamo mai credere che sia un'anima “pura” o che quel “dibattito” non gli interessa … non convinciamoci che sia del tutto “innocente”!!! Nulla sfugge alla sua attenzione … passa ogni cosa al setaccio!!! Non fa certe domande su questo tema, semplicemente perché pensa che sia un qualcosa di proibito, un tabù persino pensarlo … per alcuni adulti, infatti, gira voce che non bisogna mai innescare inavvertitamente quel tipo di dialogo … occorre sempre prudenza nel trattare tale materia “complicata” e scabrosa!!! Se non fanno domande può darsi che non sia stato permesso loro di farle … probabilmente è stata una “dimenticanza”, forse una disattenzione … un lapsus memora … domande imbarazzanti che hanno volutamente “evitato” di menzionare (sentire). Ricorda, un fanciullo è come una spugna: vuole imparare, “assorbire” tutto ciò che incontra nel suo cammino in salita o in discesa … sapere da dove viene, dove si trovava prima, come fa a nascere un bimbo; è affamato di notizie, non si stanca mai, non demorde di fronte a nulla … vuole conoscere e non si ferma se non ha raggiunto e completato, a modo suo, quell'impresa iniziata ... deve andare oltre, anche a certe domande timide e silenziose. Non dobbiamo mai dimenticare che, ancora oggi, nella nostra società, la sessualità è avvolta completamente da un muro di inibizioni e di proibizioni ed è strettamente legata alla coscienza morale di ogni singolo individuo. La sessualità viene vissuta come buona o come cattiva, pura o impura, tollerata o proibita, come un qualcosa di pulito o sporco, per cui, spesso, le figure di riferimento devono togliersi la maschera, “denudarsi” dei vari meccanismi di difesa adottati per sopravvivere nella gestione di questo fenomeno: esprimere la loro vera natura verso se stessi e gli altri … a volte, affrontare quel terribile senso di colpa che hanno sperimentato, a suo tempo, loro stesse, diventa davvero difficile!!! Esse provano, quindi, fastidio ed imbarazzo a parlare di quello che per loro è drammaticamente legato al “male” o al proibito; difficilmente riescono a operare un taglio netto, a fare una precisa differenziazione tra sessualità e i suoi veri contenuti: sconvolgimento ormonale, nudità, ruolo, intimità, eccitazione, piacere, erotismo, pornografia … non meno difficile è accennare il sentimento di affetto che unisce gli uomini, li rende importanti, indipendenti e, soprattutto, appagati da tale attività: il vero piacere dell'amore che rende unici ed irripetibili!!! Anche se i genitori sanno perfettamente che questa singolare curiosità infantile è del tutto naturale, non possono girarsi dall'altra parte, di emozionarsi e mostrare una certa inquietudine quando sorprendono i loro figli con le mani nella “marmellata”giocare con il corpo!!! 

er i genitori è tanto difficile ed imbarazzante riconoscere la sessualità nei loro figli, quanto a questi accettare quella dei genitori. Attenzione, però, niente azioni repressive, ma neanche cadere nell'equivoco della superficialità e dell'eccessiva permissività!!! Ora sappiamo che a molti bambini piace essere al centro dell’attenzione e spesso insistono nelle loro abitudini proprio perché queste sono oggetto di rimprovero continuo … vengono richiamati e sgridati con tono energico, deciso, fermo ed autorevole!!! … nonostante l'atmosfera familiare sia tesa e punitiva, si sentono, “finalmente”, ascoltati e considerati!!! Hanno bisogno di essere tranquillizzati e di essere rassicurati, che qualcuno si occupi di loro … anche con un semplice sorriso!!! A volte, infatti, il potere di tale espressione può fare davvero bene al cervello e acquietare gli animi: riportare uno stato di calma e tranquillità sia nel corpo sia nella mente. E’ molto meglio non sopravvalutare tale espressione corporea infantile, ma trattarla come un fenomeno naturale e, se non ci si dimostra impressionati o imbarazzati, tutto riesce più facile concentrarsi su altri aspetti importanti della vita affettiva, sociale ed educativa; per superare, senza conflitto, questo fondamentale e speciale processo evolutivo sono necessari strumenti semplici e “pacifici”; lo scontro deve essere gestito, sempre, con fermezza, empatia e rispetto … la comunicazione può diventare creativa solo se viene inserita in un clima caldo, rilassato e, soprattutto, senza giudizi di valore; pertanto, niente confronti con chicchessia, mai attaccare le debolezze e il soggetto, ma sempre il problema, guai viaggiare a senso unico: tutti devono avere la possibilità di esprimere la propria opinione, soprattutto i più piccoli che non hanno ancora una attrezzatura idonea ed adeguata per combattere i vari “giganti” del mondo sociale. E’ durante l’adolescenza che si nota se il bambino è stato adeguatamente rispettato, addestrato e preparato al ruolo sessuale che gli compete ... manifesterà e adotterà “liberamente” in futuro quel determinato tipo di comportamento che lo renderà autonomo, libero, soddisfatto e “felice”!!! Per quasi tutti i ragazzi, l’adolescenza - spesso manifestata con baldanza e grande esuberanza - significa soprattutto una cosa sola: dimostrare che non si è più bambini. Molte manifestazioni adolescenziali sono semplicemente il risultato del desiderio di dimostrare forza, potenza, indipendenza, eguaglianza con gli adulti, virilità o femminilità. Il carattere di queste manifestazioni dipendono dal significato che il bambino ha attribuito a certe esperienze vissute in passato ... in quel singolare ambiente sociale ... particolare modello familiare!!! Un bambino che non è stato preparato ad affrontare la vita in modo adeguato in questo settore è - di fronte alle sue reazioni fisiche e psichiche - disorientato e confuso ... può sperimentare, in futuro, una profonda incertezza nel concretizzare il suo ruolo e la sua identità di genere. Nei rapporti sociali appare timido e riservato, con la tendenza a chiudersi in sé, isolarsi restando chiuso in casa e, a livello professionale non riesce a trovare un'attività che lo attragga e lo gratifichi perché si sente indefinito, disorientato, privo della capacità di agire; incapace nel realizzare anche le cose più semplici: meglio rinunciare, perché il fallimento può risvegliare un fastidioso senso di impotenza e vergogna!!! Nei riguardi dell’amore e del matrimonio mostra insicurezza ... è ostacolato dal suo imbarazzo nei confronti dell’altro sesso con cui evita di avere contatti. Se qualcuno gli parla arrossisce e non trova parole per rispondere. Altri, invece, possono diventare arroganti, ipercritici nei riguardi dei loro genitori, e possono spingere la loro ribellione sino al punto di cacciarsi in pericolose e brutte avventure … anche di natura sessuale. Essi possono mettersi “volutamente” nei pasticci per dimostrare ai genitori di aver ancora bisogno di attenzione e protezione oppure per rassicurarsi, come il figliuol prodigo, del continuo affetto dei genitori e della loro fiducia (parabola del figlio perso e ritrovato: l'amore consolerà chi ha sbagliato, si è perduto e alla fine è tornato a casa ... torna pentito ed è accolto … perdonato)ma anche che “valgono” e sono “autonomi”!!! La sessualità può rappresentare la via più breve per dimostrare una certa indipendenza senza per questo dover affrontare le vere responsabilità dell’età matura. 

i solito, comunque, gli adolescenti cercano di tenere in disparte la sessualità, almeno in un primo tempo (proprio per le sensazioni devastanti che essa evoca: insicurezza, vergogna, morale, fallimento ...), e preferiscono gli amori romantici, specialmente quelli che si configurano come una relazione impossibile. La tendenza comune agli adolescenti di innamorarsi di eroi, cantanti ed attori non dev’essere boicottata o derisa dai genitori. Tale “infatuazione” ha lo scopo di far guadagnare il tempo necessario per l’adattamento a queste nuove turbolenze emotive. Anche il “piacere solitario”, che generalmente compare a ritmo accelerato in questo periodo, dev’essere considerato un mezzo per prendere tempo e, soprattutto, conoscersi meglio. Soltanto se tale attività si presenta in forma ossessiva - compulsiva ed è accompagnata da forte senso di colpa e, quindi, motivo di sofferenza, bisogna intervenire con le dovute maniere: rispetto, franchezza ed autenticità. Se il fanciullo medita, invece, su questa “debolezza” e considera la masturbazione come prova di una propria preesistente mancanza di volontà, sorge quindi il problema di come riuscire a controllarsi; questa dipendenza non fa altro che accentuare le sue fantasie tentatrici, e scoppia un profondo conflitto interiore tra il “bisogno” e la “volontà” con il risultato che la necessità di masturbarsi e l’autocondanna si accentuano sempre più. La sessualità, allora, da un problema oggettivo diventa una lotta soggettiva contro i propri desideri intimi. Questo conflitto interiore rappresenta un’evasione dal vero problema della sessualità e deve essere quindi considerato un alibi di natura emotiva. Il soggetto può dire a se stesso: “Se soltanto non avessi questa debolezza, quante cose potrei fare”. In generale i disturbi emotivi di natura sessuale possono essere considerati un mezzo per evitare di affrontare l’esperienza diretta e per procurarsi un alibi in caso di fallimento. Questo fenomeno, quando si verifica in un adulto, denota un certo grado di insicurezza. Egli affronta il problema in uno stato di estrema tensione, terrorizzato dal pensiero di perdere il proprio prestigio qualora fallisse. La sua mente è perciò concentrata unicamente su se stesso, mentre dovrebbe essere concentrata sul partner: godersi senza vincoli questa singolare “folle passione”: liberamente questi attimi unici ed esplosivi!!! Qualche volta egli adduce pretesti irrilevanti; si lamenta perché le situazioni e le condizioni non sono come - a suo dire - dovrebbero essere, oppure perché la compagna ha detto o ha fatto qualcosa che gli ha dato fastidio.

gli può quindi attribuire il suo fallimento a questi fattori che l’hanno “fuorviato" (attività masturbatoria anziché il rapporto sessuale “adulto”, impotenza), così il suo prestigio è salvo. Spesso il suo interesse tende a diminuire quando si accorge che l’attenzione della compagna sta invece aumentando, perché il suo atteggiamento è vissuto come una incalzante competizione o invadenza, e non è raro che certi uomini preferiscano una donna “imbranata” e passiva, che non prenda iniziative e che non ostacoli la loro “supremazia”. Non dobbiamo dimenticare che in questo periodo storico, in cui le donne possono, finalmente, liberamente prendere in mano la situazione, scegliere e decidere autonomamente, i disturbi sessuali maschili sono aumentati in maniera impressionante: il macho (maschio) è stato messo all’angolo. L’impotenza, come ogni “debolezza”, si converte gradualmente nella sua compensazione e può essere usata per creare negli altri uno stato di ansiosa aspettativa. Altre volte si può avere il desiderio di vendicarsi della donna lasciandola insoddisfatta e dimostrando un disprezzo per il suo “fascino” … e non meno importante, la sua autonomia ... il potere, la voglia di scegliere e decidere lo manda in crisi!!! L’impotenza può anche essere l’espressione di un rancore, di un risentimento profondo verso la compagna; può essere, per esempio, una reazione dell’uomo di fronte a una donna troppo possessiva, “invadente”, autonoma, “avida” o dominante. Per la donna è abbastanza rassicurante constatare che il maschio è “inferiore” alla femmina nell’ambito sessuale. La donna può compiere, o almeno permettersi, l’atto sessuale ripetutamente e in qualsiasi momento, mentre l’uomo è spesso condizionato dalle sue condizioni fisiche, dallo stato d’animo e dalla situazione del momento; gli organi femminili, inoltre, rimangono pressoché “uguali”, mentre quelli maschili sono ben visibili e, quindi, esposti a valutazione … a qualche critica, a un giudizio di valore “severo”!!! ... Ne consegue che “tutti” gli uomini, chi più chi meno, sono sempre più ossessionati dalla paura del fallimento e dall’impotenza … esposti anche ad un “controllo” visivo. L’eccessiva importanza che viene attribuita alla potenza sessuale, produce, nell’uomo che fallisce, una immensa vergogna, che sembra invalidare tutta la sua personalità, e che lo può inibire per lungo tempo dal tentare nuovi rapporti sessuali. Un’altra ragione di fallimento può essere rappresentata dal fatto che la donna venga influenzata dalle angosce dell’uomo; se poi essa considera il fallimento come un’offesa personale, di non essere più attraente, sensuale ed erotica i guai non finiscono più.

e cose si aggiustano sono se c’è rispetto, comprensione, desiderio e volontà nel risolvere tali problematiche. E’ necessario soprattutto che si attenui questa paura, questa infinito stato di tensione e che ogni eventuale fallimento venga minimizzato - da entrambi - con affettuoso umorismo. Al fine di evitare fastidiosi equivoci, alcuni malintesi interpretativi e varie distorsioni cognitive su questo tema tuttora tenebroso, attorno al quale, purtroppo, ruotano, ancora oggi, profondi pregiudizi e stereotipi di genere, si invita - prima di passare all'articolo vero e proprio - a leggere, attentamente e più volte, questa breve introduzione. Ogni testo narrativo non deve fare solo chiarezza mentale e sorprendere il lettore, ma anche, e soprattutto, fornire importanti spunti di riflessione, stimolare curiosità ed un vivace dibattito. Le ragioni di questo invito sono tante; cercare, comunque, di fare il più possibile chiarezza e “scremare” alcuni contenuti rendendoli più semplici e scorrevoli. La principale è quella di non imporre un “menù” culturale preconfezionato, propinare elementi di certezza e verità perentorie; in breve, descrivere la vita affettiva senza influenze esterne o suggerire come viverla ... ancor meno regolamentarla!!! Ogni coppia libera ha un suo stile creativo inconfondibile, un modo di dialogare preciso, efficace e spontaneo; a quelle più fantasiose, autonome ed innovative, poi, sicuramente, non mancano idee flessibili, ottime convinzioni ed iniziative originali per gestire e vivere in armonia questo sentimento davvero speciale che avvicina e placa gli animi ... fondamentale, comunque, per il proprio equilibrio psicofisico, facilitare la comunicazione, muoversi liberamente e con facilità nel mondo sociale: stimolare l'autostima e la capacità di amare se stessi e gli altri. Questo nucleo, se non è condizionato da pregiudizi ha, per migliorare la sua crescita in modo libero ed autonomo, tutte le cosine al posto giusto e, certamente, non gli mancano strumenti di sopravvivenza di buona qualità, senza ricorrere, ovviamente, a suggeritori “fuori campo”. Queste poche righe, pertanto, sono formulate proprio per evitare di banalizzare, confondere e semplificare eccessivamente questa meravigliosa esperienza umana; un'avventura relazionale - affettiva così fantastica e speciale, che non solo dovrebbe essere inquinata da credenze bizzarre, spogliata del suo significato univoco e ben determinato, ma avere anche il posto che merita in ambito sentimentale e sociale: il suo giusto candore, la vera originalità e, soprattutto, la sua potenza “curativa”; questa esperienza magica e misteriosa diventa, se ben “dosata”, un elemento costitutivo, fondamentale di ogni organismo, parte integrante della vita, che fa bene al corpo e infiamma l'anima: rende più produttivi, felici, spalanca le porte al prossimo, riscalda i cuori freddi ed insensibili … è il sale della vita!!! Molti sono i punti che mi hanno indotto a chiarire e sottolineare quanto finora scritto. Il primo elemento è quello di non voler insegnare niente a nessuno, ma solo far riflettere su alcuni meccanismi relazionali che aiutano a star bene con se stessi e gli altri … non confondere mai la felicità con la tranquillità (vedasi “Pro bono pacis”); aiutare a diventare, comunque, se lo si vuole, padroni di se stessi: affidarsi ai propri sentimenti, decidere autonomamente della propria vita sempre, però, nel rispetto dell'altro. Secondo, non si vuole sobillare nessuno ad azioni fedigrafe, anche se, a dire il vero, qualche “scappatella” potrebbe - secondo una accreditata fonte scientifica - non nuocere, far bene alla “salute” … tantomeno istigare a fuggire dai propri doveri e responsabilità; articolo che può, comunque, aiutare a diventare più fantasiosi, creativi ed amorevoli con quello che si ha già a portata di mano!!! Terzo, elencare i vari effetti benefici di questa intimità direttamente sul tessuto nervoso; l'aspetto curativo e protettivo dei vari ormoni utili a risvegliare la passione assopita ... esperienze relazionali che non solo attivano la chimica dell'eros, ma aiutano a condividere, con l'altro, sentimenti, pensieri ed emozioni … un atteggiamento di empatia, fiducia ed accettazione del partner senza remore (testosterone – uomini … estrogeni – donne); un esercizio che oltre a far bene all'umore, potenzia le difese immunitarie e stimola il tessuto cerebrale ... i neurotrasmettitori poi fanno il resto … sono anche un potente analgesico (serotonina, dopamina, endorfine). Tieni presente, comunque, che le passioni travolgenti e le grandi sbandate, arrivano il più delle volte - se non ci sono patologie serie in atto - per smantellare una relazione spenta … alla deriva, oramai al capolinea!!! Per segnalare che la fiamma dell’eros non brucia più con la stessa intensità e passione di un tempo ... una situazione che non solo apre nuovi orizzonti e fa pensare a cose belle, ma stimola la fantasia, spinge a cercare nuove sensazioni, un giaciglio diverso, originale, misterioso, magico, caldo di brividi e passioni travolgenti.

ra, però, detto questo, dobbiamo tornare all'argomento principale: “Gli amori estivi”. L’estate non è soltanto la stagione più calda dell’anno o il periodo di vacanza più desiderato dai lavoratori, ma anche un momento di intensa ed incontrollabile passione stimolata da un importante cambiamento fisiologico; la stagione estiva, infatti, con la sua massima espressione di luce solare, favorisce la trasformazione e la produzione ormonale (riflessi fisiologici che diventano un buon antidepressivo, rinforzano il sistema immunitario, fanno bene ai muscoli, alle articolazioni e all'umore); in estate abbiamo un picco produttivo altissimo di alcuni ormoni tra cui il famoso testosterone; alcune malattie croniche, se non trattate adeguatamente, riducono in maniera significativa, il livello di testosterone nel sangue: ipotiroidismo, diabete, cirrosi epatica ed insufficienza renale … anche l'età avanzata riduce di parecchio questo ormone; i sintomi di una sua carenza sono piuttosto evidenti: inappetenza sessuale, umore ballerino accompagnato da ansia, riduzione della massa muscolare, affaticamento e aumento di peso. Possiamo gestire, comunque, la sua carenza, non solo attraverso una continua esposizione alla luce solare, camminando sulla battigia, ma anche attraverso un corretto e preciso nutrimento come broccoli, cavolo capuccio, cavolfiore, cavoletti di Bruxelles e alimenti ricchi di zinco, omega 3 e selenio … utile anche la Vit. D. Attenzione al “troppo” calcio perché può interferire con l'assorbimento di alcuni minerali come ferro e zinco; un suo eccesso può essere responsabile anche della formazione di dolorosi calcoli renali. L'assunzione di integratori è, comunque, sempre in funzione delle esigenze individuali … mai improvvisare!!! Un loro eccesso può causare problemi negativi sulla salute: interferire comunque con altre sostanze. Ricorda, le sostanze in eccesso, anche se naturali, possono creare sinergie patologiche, quindi, rivolgersi sempre a persone qualificate, mai lasciare questa materia all'improvvisazione!!! Bisogna assumerli sempre dietro suggerimento di professionisti qualificati. Quando si entra nell'atmosfera vacanziera, tutto muta, ogni cosa cambia, diventa magica; il sorriso, non dura un istante, diventa permanente, radioso e si colora di gioia, non conosce limiti; col suo linguaggio non verbale, si trasforma in una potente arma di attrazione e seduzione … nemmeno le grinze lo frenano!!!; improvvisamente, si fa più bello, attraente ed intrigante: comunica apertura, cordialità, e seduzione; ogni incontro diventa frenetico, avviene in breve tempo, l’attrazione sessuale e la liberazione erotica scoppiano improvvisamente travolgendo le persone in pochi istanti. Per alcuni è il momento giusto … bisogna approfittarne, assecondare gli eventi, è meglio non aspettare (“Carpe diem” direbbe ancora una volta Orazio); è proprio il momento di lasciarsi andare ad incontri diversi, trovare nuovi partner freschi e novelli, provare emozioni intense, travolgenti e forti: il corpo improvvisamente si surriscalda e la mente esplode. Alcuni amori fanno la loro comparsa in modo repentino e divampano come un enorme falò sulla spiaggia di notte in piena estate. Questa grande passione si può esprimere con la stessa rapidità ed intensità di un fulmine a ciel sereno, lasciando emergere quelle componenti emotive segregate, imprigionate, tenute a debita distanza e sotto controllo durante tutto l’anno ... spesso, per il cheto vivere!!! Quando la vita di coppia è caratterizzata da abitudinarietà, da azioni ripetitive, vuote, noiose e da stanchezza diffusa, in vacanza (e in altri luoghi … direbbero alcuni lettori più attenti e “sfacciati”), lontani dai ritmi banali, dagli occhi indiscreti e dalle “regole” della città, la sessualità spesso mostra i suoi denti, il suo vero volto aggressivo, selvaggio ed esplosivo, per certi versi sconvolgente ed ingestibile ... per molti, considerata la sua irruenza, può trasformarsi in un “disagio”, in una momentanea instabilità emotiva … sentimenti difficili da controllare; un attimo di sbandamento in cui quella componente soggettiva, naturale, viva e senza barriere, che raramente si esprime nell’amore consolidato, se non attraverso qualche gesto svogliato ed esausto; fa la voce grossa, viene catapultata, senza alcuna riserva, nel corpo e nella mente … crea, al momento, una situazione eccitante, surreale, a volte confusa, ma sempre infuocata e difficile da gestire ... una profonda voragine emotiva per dare spazio ad una sessualità aggressiva, brillante, esuberante, focosa e, al tempo stesso, “spaventosa” e senza controllo, ma anche libera ed immediata … sempre comunque gioiosa e fantastica.

abitudine è bene ricordare - in qualsiasi settore della vita quotidiana - smorza gli entusiasmi, annulla ogni iniziativa, spegne la curiosità, fa perdere lucidità, blocca la creatività e la freschezza intellettuale … attenua la concentrazione, isola, boicotta i progetti e gli impegni in ciò che si sta realizzando; in breve, fa sentire, spesso, incompleti, scontenti, insoddisfatti, frustrati e non del tutto indipendenti … in ogni cosa che si mette in cantiere manca sempre qualcosa … anche la fiducia in se stessi viene meno!!! La vacanza è, volenti o nolenti, un momento di rottura con i soliti schemi mentali disfunzionali o maladattivi … tiene a bada quel nemico interno piuttosto capriccioso e severo; smantella automatismi, stimola la ricerca e la curiosità, salva da una vita assolutamente banale, monotona, ripetitiva e spenta … aiuta a rompere le catene, a gustare il sapore della libertà, dare al cervello una sana alternativa e un giusto orientamento, insegna ad aprirsi a se stessi e al mondo intero; può togliere finalmente dal “pantano”, dal grigiore, dal banale e dalla routine quotidiana inconcludente, negativa ed ottundente, smuove vissuti antichi entusiasmanti e travolgenti: importanti sensazioni dimenticate o assopite da tempo; un vero tuffo nel nuovo e nella libertà più assoluta; aiuta a riscoprire il gioco allegro e spensierato della vita, risvegliare le sensazioni corporee nascoste tra le pieghe di un corpo ormai atrofizzato dalle banalità. Tutte le incertezze e le proibizioni, come d’incanto, sembrano - dopo una breve esitazione - svanire completamente sotto l’influsso del solleone … non lasciano traccia; appare, all'improvviso, un mondo fantastico, vivace e colorato, pieno di vigore che travolge ogni cosa … anche le promesse date!!! Tutti elementi estivi che promettono bene, alleggeriscono i pensieri, diventano complici nella “scappatella” occasionale: sofisticati istigatori di false promesse, veri e propri maestri della “manipolazione” … ogni cosa si trasforma in uno scenario fantastico che apre al nuovo: amici, incontri speciali e pieni di magia. … esperienze uniche ed infuocate!!! Sembra di vivere in un altro pianeta, in una dimensione parallela … di volare, felici e contenti; la parola d’ordine è voglia di fare, di esprimersi, di incontrare, di lasciarsi andare, di allegria, di totale abbandono, di ridere con gusto e spensieratezza, fantasticare in piena libertà … desiderio di aria fresca e di cambiamento: di vita, di vita e ancora di vita … di arricchirla di esperienze nuove ed entusiasmanti!!! 

uando si smantellano le transenne che delimitano i percorsi emotivi forzati, cadono i piccoli “divieti” e le reciproche proibizioni, immediatamente l’amore estivo ne approfitta per allungare le mani, liberare la forza dell'immaginazione e il potere della fantasia; allargare i propri spazi, i propri confini, i propri territori naturali tanto sognati e desiderati … andare oltre alle concessioni stabilite, ad un quotidiano mediocre!!! Per molte persone la vacanza diventa realmente l’unica occasione per ascoltare la propria voce interiore, le proprie esigenze, lasciare esprimere e vivere completamente la propria istintualità e, soprattutto, dare spazio alle fantasie erotiche più nascoste ed invadenti; scenari mentali impressionanti che mutano ed evolvono velocemente senza sosta. E’ un comportamento compulsivo caratterizzato dalla ricerca di un piacere ormai sopito all’interno di un rapporto di coppia bloccato, quasi infastidito, noioso, stanco e lacerato … privo ormai di vere passioni e spogliato della vera creatività istintuale … siamo di fronte a dei desideri spenti, a pensieri che si perdono nella mente, non fanno più rumore e non agitano più … anche impegnandosi con surrogati affettivi di buona qualità!!! Questo fenomeno ha un profondo coinvolgimento emotivo ed è nettamente in contrasto con l’abituale atteggiamento apatico e noioso che contraddistingue l'amore cittadino … ovviamente, quello “vecchio”, avvizzito, che emana, da tempo, odore di stantio … non quello vivace, gioioso e creativo che si rinnova continuamente!!! E’ proprio in questo breve e fuggevole momento vissuto lontano dal quotidiano ripetitivo e noioso, che si riscoprono non solo emozioni di un’intensità ineguagliabile, ma anche momenti indimenticabili che lasciano un segno di benessere profondo … sentimenti frizzanti, eccitanti, davvero esplosivi sia nel corpo, sia nell'anima … come dire, un vero e proprio “Carpe diem quam minimum credula postero”. L’atmosfera della vacanza coinvolge anche la ricerca frenetica di indumenti freschi e singolari, spesso, succinti; una strategia adottata non solo per mascherare alcune “lievitazioni” improprie e snellire la propria figura, ma mettere anche in bella vista alcune parti del corpo più sensibili all'occhio altrui … che fanno rumore, mettono in primo piano e stuzzicano di più!!! 

n abbigliamento che in altre occasioni non si oserebbe mai e poi mai indossare in pubblico … farsi vedere in giro con quel vestiario troppo vistoso, rivoluzionario e a dir poco licenzioso; poi, tali indumenti potrebbero essere oggetto di discussione con qualcuno: infastidire, far saltare su tutte le furie l'accompagnatore. Sono abiti che hanno, per alcuni, una valenza, troppo “trasgressiva” e libertina … saranno magari un po’ audaci e provocatori, ma non dobbiamo dimenticare che sono in sintonia con lo spirito vacanziero, spensierato e “libertino” del momento. Finalmente ci si può vestire in maniera diversa, spontanea, disinibita e libera; un modo per piacere un pochino agli altri, ma soprattutto a se stessi … liberarsi finalmente delle catene, sottrarsi da stereotipi e pregiudizi … chiudere la bocca ai benpensanti. Anche il trucco del viso si modifica fino a sembrare più visibile, marcato, appariscente, un continuo e naturale pavoneggiarsi per richiamare l’attenzione e segnalare la propria presenza, comunicare una certa gioiosità, disponibilità ed una passione sfrenata: apertura a nuovi incontri eccitanti … relazioni che, anche se brevi, sono sofisticate, gustose, frizzanti, intense ed infuocate. Il fascino della notte di mezza estate, poi, con la luna piena e il cielo stellato, facilita questo clima passionale, libertino e trasgressivo. La notte buia, la luna piena, il cielo notturno incantato, i profumi, il caldo, le atmosfere strane, magiche e fiabesche portano a vere “follie” … lasciano spazio all'istinto, conducono alla spensieratezza e felicità. Tutte sensazioni che fanno sognare e neutralizzano quella parte “diurna” dominata da regole, pregiudizi e, spesso, colma di desideri repressi … sono questi elementi estivi i veri traditori, i capri espiatori, i responsabili di quelle notti trasgressive in totale relax e senza fine ... travolgenti, avvolte e colme di dolci passioni. Poiché le vacanze bramate e tanto sospirate sono brevi, molte persone desiderano vivere le varie esperienze romantiche in maniera originale, frenetica, veloce ed intensa il più possibile. Il luogo di villeggiatura, infatti, diventa un palcoscenico rumoroso, illuminato a festa, con colori che incantano, comunicano gioia, serenità, giovinezza, amore e lussuria; un palco aperto, libero ed intrigante, con attori gentili, accomodanti, ma scatenati; una realtà su cui verranno realizzati i desideri più profondi, enigmatici e nascosti; quelle parti che, in realtà, si vorrebbe far vivere, ma che per qualche ragione di natura morale, educativa, culturale e, a volte, di convenienza, non sempre è possibile “recitare” in città … ma, qui, lontano dagli occhi indiscreti è possibile concretizzare lo spettacolo estemporaneo, mettere in scena liberamente quegli amori proibiti, per certi versi impossibili!!!

a come in tutte le belle favole, anche in questo momento magico, in queste notti di mezza estate, l’incanto svanisce, l'idea del rientro si fa sentire, crea angoscia, mette alle corde e, in prima linea, la sindrome dell'abbandono: ci si sente vuoti, smarriti ed incompleti!!! Il pensiero del ritorno interrompe drasticamente questo clima fiabesco, queste emozioni uniche, davvero speciali e fantastiche; all'improvviso ci ricordiamo che dobbiamo tornare alle vecchie abitudini, ripartire dalle cose in sospeso, mettere in campo gli stessi atteggiamenti di un tempo, anche se, a dire il vero, la voglia di iniziare, metterci in gioco, ce n'è davvero poca. Le vacanze stanno per finire, dobbiamo abbandonare il “palco” e lasciare le poltrone ad altri spettatori … a nuovi personaggi magari più interessanti e vivaci!!! A questo punto, come recita quella famosa locuzione, possiamo proprio dire, nel bene o nel male, con un certo grado di avvilimento operativo: “Chi ha preso ha preso chi ha dato ha dato” … e nulla più!!! L’aspetto fondamentale è, in questa esperienza estiva “capricciosa”, la consapevolezza che, dopo un po', tutte le forme “trasgressive” sono delimitate e circoscritte a questo periodo festoso e di riposo: le vacanze libere, esclusive e abbandonate all'istinto hanno un termine … la tristezza lentamente prende corpo perché si sa perfettamente che, al ritorno in città, ogni cosa deve essere “cancellata”, tutto deve cambiare, apparire come prima. Non esiste, pertanto, in questo fenomeno estivo la dimensione di continuità che spesso è fondamentale per gli incontri duraturi e sperimentati in altri luoghi … sia in città sia in periferia direbbe, ancora una volta, il lettore attento e lungimirante!!! La sua fine precoce è, già in partenza, ben presente; bisogna spegnere velocemente questo fuoco dell’istante, arginare completamente la marea ormonale prima che diventi uno tsunami e la passione esplosiva travolga vecchie fiamme. Ogni incontro, infatti, con l’avvicinarsi della fine delle vacanze, è accompagnato da un senso di precarietà e di frustrazione, ed è per questo che fino all’ultimo minuto, tra promesse, pianti ed abbracci, si deve godere in fretta e il più intensamente possibile questi grandiosi momenti che non torneranno più; forse altri, ma mai con queste caratteristiche estive: intensità ed entusiasmo liberatorio; gli attimi sono davvero preziosi ed indimenticabili, da gustarseli fino in fondo e subito … all'ultimo sguardo, prima che lo spettacolo finisca!!! 

l tempo sembra non bastare mai e tutto si carica di un alone di tristezza perché si ha la sensazione di perdere qualcosa di veramente importante, di unico, che forse non farà mai più la sua comparsa … abbandonare queste esperienze uniche, all'aria aperta emozionante, lasciare quei momenti fantastici che accendevano di ardente passione ogni cosa, fa davvero soffrire, si sperimenta un doloroso episodio depressivo, ci si sente completamente abbandonati e soli. Si cerca in qualche modo di contenere la sofferenza della perdita e dell'abbandono, ed è proprio in quel frangente che si scambiano promesse, confidenze, oggetti e numeri telefonici … tutti ricordi da attingere nei momenti grigi, tristi e di profonda solitudine. Il corteggiamento estivo è, come abbiamo visto, caratterizzato da ritmi e tempi diversi: non c’è tempo, se il “fuoco(amore) brucia, la “freccia” (Eros) con la punta d’oro deve scoccare all’istante. Questa esperienza, accompagnata sempre dalla spirito fantasmatico vacanziero, se priva di sensi di colpa è, spesso, davvero diagnosi e cura: una discreta terapia; toglie il ronzio mentale, rende malleabili, ammorbidisce la rigidità e annulla le diffidenze che normalmente accompagnano le relazioni interpersonali nel corso dell’anno … togli persino l'artrite cervicale!!! Ecco perché, spesso, al rientro in città, oltre ad un pizzico di nostalgia, si porta anche un po’ di “apertura”, di flessibilità, di vera eccitazione, di ottimismo e di vivacità nei rapporti interpersonali (partner compreso). Il fatto curioso in tutta questa vicenda è che l’amore del focolare (calore, sicurezza, continuità) e quello passionale (trasgressione, eros, liberazione dell’istinto) possono tranquillamente coesistere. Ma cosa più importante è che tutte queste esperienze fatte lontano dalla città e da occhi indiscreti, possono mettere in discussione, stimolare o far rinascere, se non è stato fatto a tempo debito, un rapporto ormai congelato dall’abitudine, dalla routine e intrappolato nei vecchi “sapori”. Per molti, può essere veramente un’opportunità, uno scossone e uno stimolo alla riscoperta e alla continuità del rapporto: riscoprire nuove sensibilità … la salvezza di un rapporto ormai logoro e sfilacciato … ricucire e rimescolare nuovamente - se ovviamente brucia ancora qualcosa sotto la cenere - amore e sesso. Cosa fare. Poiché la coppia - se formata da individui spontanei, creativi ed autonomi - è fonte di felicità, il lavoro terapeutico principale sarà quello di ripristinare e “sollecitare” questo stato di soddisfazione, favorire un dialogo più vantaggioso, migliorare la comunicazione, affrontare e risolvere meglio i conflitti. L’amore ben vissuto - con quella passione che mette le ali - produce creatività, una grande energia che trasforma attimo dopo attimo la vita, una forza che vivifica e mantiene in salute: un grandioso e potente farmaco naturale che con la sua cascata ormonale rende incredibilmente più giovani, ringiovanisce dentro e fuori … senza timore di smentita, con i suoi processi biochimici, CURA ogni malessere sia fisico, sia emotivo: tiene lontano tutti i mali esistenziali (stimola le difese immunitarie e rinforza il processo di AUTO – GUARIGIONE), fa evolvere, potenzia e riattiva il cervello con la sua reazione ormonale, rende davvero felici e creativi… sprigiona in ogni momento una grande leggerezza, gioia e voglia di vivere … ha davvero un grande potere curativo che fa scomparire (dimenticare) cefalea e (scordare) ogni dolore fisico e tormento mentale, tonifica e lucida la pelle, risana il cuore, ripara le cellule nervose e rinforza il sistema immunitario, risveglia i sensi … BLOCCA i vari automatismi, i pensieri spazzatura, giudizi di valore, calcoli, aspettative e ideali perché ingabbiano il cervello … BASTA vituperio, direbbe ancora una volta quel lettore attento e spigliato, maltrattare l’eros o nascondersi dietro i finti amori perché lo soffochiamo!!! 


Questo articolo rientra, come tutti gli altri finora pubblicati, in un programma informativo ed educativo, non prescrittivo; è rivolto alla persona curiosa che vuole liberamente approfondire i vari argomenti, di volta in volta, proposti. Tale narrazione, infatti, per niente esaustiva, vuole stimolare la ricerca e ulteriore conoscenza; ad essere – se lo si vuole – più preparati, consapevoli, responsabili per il proprio benessere, e soprattutto, attivi nel gestire la propria salute … riflettere e decidere liberamente … sapere cosa si vuole realmente e favorire, nel contempo, il dialogo con lo specialista in maniera appropriata e più vantaggiosa possibile per entrambi.


Dott. Claudio BonipozziTel. 349.1050551 - E mail: bonipozzi@libero.it