
Autostima … un mondo meraviglioso, ma spesso sconosciuto ed irraggiungibile
uante volte abbiamo pensato che stiamo trascinando, a seconda delle circostanze, una vita infelice, piena di fallimenti, scontri inutili, caratterizzata da una sofferenza incessante, tribolazione continua e tormenti a non finire? Un sentimento di estraneità diffuso che fa sentire fuori posto, cancella e corrode, lentamente, la personalità, spegne vitalità ed entusiasmo; sottolinea una esistenza banale, vuota, artificiosa, non autentica e priva di spontaneità; non riconoscendosi più nei propri ruoli, ci si convince, anche per un solo attimo, che quello che si sta portando avanti non ha niente a che fare con la vita reale, viva, piena, dinamica, stimolante e ricca di significati ... quella desiderata intensamente, colma di esperienze e passioni!!! Sembra che qualcun altro sia al posto di comando, abbia preso completamente il controllo e la gestione del proprio modo di vivere: indicare la direzione e come guidare tra le onde burrascose dell'esistenza … gestire sfide e momenti difficili!!! ... sembra che tutto proceda con il pilota automatico!!! Nonostante sia presente questa acuta sensazione e profonda consapevolezza della propria reale condizione emotiva ed affettiva, si lascia passare inutilmente - aiutati dalla percezione continua di un futuro “straripante” di apprensione, pessimismo ed immobilismo davvero da campioni - ore, giorni, settimane e mesi, senza far nulla; in disparte, disorientati, abulici, impalati, inerti, fissi, fermi e bloccati, con la speranza di un avvenire migliore!!! Il futuro, essendo una dimensione “fuori tempo” può terrorizzare, apparire inquietante, pieno di pericoli e minacce, oppure anticipare con spirito ottimistico, speranzoso, gioioso e gratificante, un mondo - sempre attraverso una visione mitizzata - completamente roseo, spettacolare e glorioso; certe volte con contenuti “straordinari” e promettenti, in altri momenti, invece, da pensieri e scenari catastrofici, ma sempre, in entrambi i casi, con aspettative e contenuti eccessivamente deludenti, bizzarri, “intempestivi” e fuori luogo.


ostruzioni anticipatorie che alterano la realtà “narrativa” (prolessi); vissuti ed eventi in “lista d'attesa” che creano suspense, illusioni percettive e situazioni immaginarie ... fenomeno prodotto e “confezionato”, sempre e comunque, direttamente dal nostro stato d'animo!!! Prevedere un mondo simile, pieno di prosperità e felicità oppure carico di drammi e sconfitte, attraverso il solo presentimento pessimistico o ottimistico, dettato direttamente dalla nostra sensibilità emotiva, porta ad una visione del mondo interiore ed esteriore, monocolore, in bianco o nero, fuorviante ed incompleta dei fatti, perché viene ignorata e travisata la realtà dei fatti, della vita reale, prendendo per “buono” quello che non è … anticipare esperienze in funzione del proprio umore!!! Il vero disastro è che, il più delle volte, ci si concentra solo su presagi funesti, sconfitte, risultati deludenti, aspettative sgradevoli e fallimentari, mai sulle cose “buone” che potrebbero accadere e, quindi, rassicurare, portare equilibrio e serenità; il tutto vissuto attraverso la lente ansiogena e stressogena, da quel “filtro semantico” che trasforma ogni cosa, sia in modo fantastico e meraviglioso, sia attraverso un'atmosfera inquietante, minacciosa, difficile e drammatica!!! Un automatismo psichico che invita ad isolarsi ed estraniarsi, può bloccare completamente il processo evolutivo, boicottare ogni iniziativa sana, uccidere il presente, rendere sordi e ciechi di fronte alle esperienze concrete di vita; può far perder preziose opportunità, successi e conquiste, ma anche distruggere speranze, schiacciare interessi e potenzialità creative … produce uno stato di allarme, indecisione ed insicurezza, perché è una dimensione temporale “anticipata” con elementi “immaturi”, “ipotetici”, “inesistenti”, “irreali”, creata a “tavolino”, non disponile qui e ora, impossibile viverla al momento concretamente se non alterando i scenari reali con preoccupazioni croniche o anticipazioni fantasiose … ci si organizza per gestire problemi inesistenti … manifesta solo drammi oppure esclusivamente contenuti buonisti ed illusori ... si presenta nel momento sbagliato ingannando la mente ed il corpo.


essuno è in grado di predire quello che realmente sarà o accadrà, se non attraverso immagini prodotte e stimolate dal proprio stato d'animo confuso o conflittuale; una forma mentis disfunzionale che trasforma, improvvisamente, il pensiero nel prendere decisioni, mettendosi di traverso, con “profezie” drammatiche o presagi “sereni”: limitando o esaltando le prestazioni attraverso l'effetto “pigmalione” o “Golem” ... sensazioni ed esperienze anticipate cariche di ansia e stress!!! In breve, produrre aspettative di eventi drammatici oppure diventare - visto con occhi senza paura, sereni, tranquilli ed impavidi - un prezioso potenziale creativo e, quindi, generare nuove idee: diventare un “serbatoio” emotivo stimolante, colmo di serena speranza, pieno di cose buone e originalità; quando si presenta in maniera estrema, rimane sempre un fenomeno indecifrabile, ambiguo, enigmatico e carico di tensione, impossibile leggere le sue sfumature, interpretarlo concretamente, sapere in anticipo cosa ci riserva, quale dramma porterà, se non attraverso pregiudizi o tendenze assolutistiche, caratterizzate da inquietudine e tormenti tragici … è la forza della “proiezione” e non della realtà effettiva!!! Un meccanismo che stimola comportamenti di evitamento, genera angoscia, tensione, ansia, minacce, incertezze e rimuginio continuo; stati d'animo “buoni” o “cattivi” che, con sfumature diverse, si presentano al cospetto del tempo presente influenzandolo, dominando la scena quotidiana, spegnendo completamente la voglia di fare, progetti, passione e vitalità; presenta sempre un “conto salato”: destabilizza, distrugge, improvvisamente, le certezze, fa crollare l'impalcatura emotiva portante!!!


er comprendere meglio questi concetti, ci viene in aiuto la storia di Mario. Una bella mattina parte, di buonora, in bicicletta, per partecipare a un concorso pubblico: Vice Ispettore della Polizia di Stato. A metà percorso gli taglia, improvvisamente, la strada un enorme gatto nero, che andava da destra a sinistra; un fenomeno, a suo dire, di cattivo auspicio e, soprattutto, che poteva annunciare una tragica sventura; classico, simbolo drammatico della sfortuna e della malasorte!!! Il soggetto essendo, da tempo, superstizioso, un po' “ossessivo” - convinto che tale evento potesse influenzare il suo destino (concorso) - fa un brusco dietro front e ritorna immediatamente a casa con la convinzione di sostenere l'esame non appena usciva un altro bando. Non ci furono, nell'immediato e per molto tempo dopo, altre possibilità; passarono gli anni e perse i requisiti per parteciparvi. Mario ora fa il magazziniere in un supermercato della città. Nessuno è in grado di affermare se quella decisione ha davvero cambiano nel bene o nel male la sua vita; nessuno può affermare se quel cambio di rotta ha “determinato” il suo destino: portato nella sua vita serenità oppure disagi e tormenti vari; rimane una esperienza, comunque, mancata, preclusa e volutamente evitata, che ha lasciato spazio ad altri percorsi evolutivi con stimoli, conoscenze ed esperienze diverse. Abbiamo, però, un suo commento circa quella sua “virata”, una riflessione carica di rimpianto, malinconia e profondo rammarico: ”””Quella reazione insensata mi ha fatto perdere l'ultimo 'pullman', mi è sfuggita di mano una grande occasione … un'opportunità che non solo desideravo intensamente, ma anche utile per concretizzare i mei sogni ed ambizioni: chissà poteva, forse, magari, “trasformarmi” in un personaggio diverso, più determinato, sicuro ... nonostante il tempo passato, ancora oggi quel ricordo non mi abbandona un momento ... quella decisione imprudente ed avventata mi tormenta tuttora, i sentimenti di nostalgia e delusione - nei momenti di lucidità - non mi lasciano un istante ”””!!!


uesto
meccanismo di difesa psicologico, però, non si limita solo ad
attivare strategie mentali per proteggersi da conflitti interni ed
emozioni inquietanti, ma stimola ed anticipa anche la produzione di
immagini drammatiche, scenari allarmanti e tragici; crea un clima
diffuso di paura, timore, debolezza e vittimismo, genera
autosvalutazione e profonda disistima!!! Alcune emozioni, messe in
campo da questa “astuzia” mentale, come, ad esempio, la
sensazione diffusa di diffidenza, stato di continua allerta e
profonda timore (deep fear), prendono il controllo della personalità
schiavizzando ed imprigionando completamente il soggetto; un modo di
reagire che diventa un automatismo costante, produce frustrazione,
demotivazione, profonda impotenza psichica e, soprattutto, genera la
sensazione di inefficacia: di non riuscire a controllare i vari
eventi della vita … il tutto accompagnato da una forte instabilità
sia psichica sia relazionale, scoppi improvvisi di rabbia, sbalzi di
umore e violenta impulsività. Gli addetti ai lavori hanno
sintetizzato questa modalità reattiva con una parola originale:
cherofobia. Con tale termine si indica la percezione di un avvenire
gioioso oppure pieno di distorsioni e contenuti negativi: paura sia
del fallimento sia del cambiamento; un meccanismo psicologico,
comunque, che porta dritti dritti all'autosabotaggio e ad una
strategia di evitamento frustrante, limitante ed invalidante; il suo
fine è quello di gestire pensieri conflittuali, allontanare persone
- dal proprio raggio d'azione - vissute come invadenti, pericolose ed
aggressive.


a difesa proiettiva - che consiste nel far scivolare
divergenze, dissenso interiore, tratti personali inaccettabili ed
ambivalenti sulla gente, oppure trasferire atteggiamenti ostili sul
mondo circostante - si diffonde ed espande, con tutto il suo
potenziale negativo, anche in ogni settore della vita quotidiana:
professionale, sociale ed affettiva; ecco perché ogni reazione o
decisione presa, è sempre soggettiva, mai uguale a quella di altri
individui!!! Un fenomeno che si presenta con tonalità e sfumature
diverse a seconda della sensibilità psichica di ognuno di noi!!!
Tutte le scelte fatte sono sempre condizionate ed in funzione del
nostro stato d'animo; decisioni dettate dall'umore, dai nostri
vissuti più o meno sereni, drammi personali e conflitti dolorosi
interiori. Ogni cosa prende forma a seconda della varietà ed
intensità dei vari sentimenti “buttati” sul campo: ansia,
gelosia, orgoglio, speranza, nostalgia, amore, serenità, autostima,
compassione, risentimento, invidia, rimorso, senso di colpa,
pacatezza, buonismo, paura, disgusto ... sempre a seconda, comunque,
del “ventaglio” emotivo e all'insieme dei sentimenti attivati
in quel preciso istante!!! Ricorda, la realtà non ha nulla a che
fare con la pura immaginazione!!! Ricordiamo ancora una volta che
siamo un po' tutti “difettosi”!!! Abbiamo, sempre, bisogno - chi
più chi meno - di continui riconoscimenti sociali: apprezzamento
costante, approvazione ricorrente, lodevolezza continua e, perché
no, anche plausi persistenti … non si fermano nel tempo nemmeno
altre esigenze come attenzione considerazione e conferme!!! La scelta
del partner o di un amico, ad esempio, non è mai casuale; che il
rapporto si consolidi o non si consolidi, dipende sempre dalle nostre
risorse interiori: valenze emotive che possono avvicinare o
allontanarci dall'altro ... determinare attrazione o repulsione,
influenzare preferenze, decisioni e qualità della relazione ... sono
sempre gli elementi inconsci a determinare gli incontri!!!


nsegnamenti, convinzioni, blocchi, fantasie ed esperienze passate
che orientano oppure cambiano profondamente la direzione, il nostro
cammino: indicano il copione da seguire o subire. Esperienze passate
e percorsi formativi o culturali che, agendo come potenti filtri
invisibili personali acquisiti, condizionano scelte e alterano percezioni: come
la nostra “immaginazione” “plasma” realmente il mondo
circostante!!! In breve, un navigare senza sestante!!! … procedere
con una “guida” e conoscenze “preconfezionate” senza
originalità, prive di spunti ed iniziative personali!!! Qualcuno già
si chiederà, ma davvero l'aspetto fisico non è più una forza
attrattiva per favorire incontri e relazioni? Ma davvero gli occhi
azzurri, capelli biondi, labbra carnose e pelle color pesca non
contano più nulla? Sono scaduti, non valgono più questi tratti
fisici che un tempo erano un proverbiale richiamo relazionale e il
pilastro della pubblicità, utili per promuovere, vendere, far
scattare il colpo di fulmine o meno? Certamente, nessuno si sceglie a
caso e alcuni elementi fisici possono favorire o ostacolare gli
incontri e il desiderio di vicinanza, ma sono le interpretazioni e i
significati dei “tratti” che fanno la differenza: attirano verso
una persona anziché un'altra. Cosa rappresentano davvero per noi, a
livello interiore, quegli elementi fisici attrattivi coinvolti nei
vari incontri: sicurezza, completezza, ammirazione, seduzione,
vanità, autonomia, dipendenza, manipolazione ... Torniamo al nostro
tema principale. Quante volte ancorati nel passato abbiamo - vincolati
dall'atmosfera emotiva opprimente e deludente del momento presente - ritagliato
un “pezzo” di quel tempo burrascoso pieno di ricordi negativi,
obblighi e rancori, rendendolo contemporaneo, attuale, attivo ed
esplosivo, generando solo rimpianti e rimorsi? Molti si
fermano qui, tormentati e
fissati su scene, esperienze e scelte di
vita del passato. Per alcuni un'eruzione
incontenibile e violenta che blocca ogni esperienza di vita; una
visione fatta sopravvivere per espiare, eventualmente, un torto
magari mai fatto, solo pensato; un
rievocare qualcosa dal passato continuamente, concentrati
completamente su scelte “sbagliate” o strane convinzioni di aver
perso importanti opportunità ... dovevo fare questo, quello, perché
mi sono comportato in quel modo, non dovevo, ma perché, perché e
ancora perché … o come ripeteva spesso quel paziente - rievocando
certe sue esperienze - con una pronta, assoluta e perentoria
locuzione: ”””Sa
dottore, io il treno l'ho perso da tempo, ormai è fatta … la
situazione è questa qui ... ora le cose stanno in questo modo e non
cambieranno mai!!!”””


uai pensarla in questi termini, il presente offre ANCHE
opportunità e, soprattutto, a “costo zero” (entusiasmo,
soddisfazione, gratificazione, gioia, slancio, passione, cambiare
rotta … sono i i “fatti” fuori tempo che “masturbano” la
mente) ... dipende sempre da noi!!! Sono i vissuti relativi ad un
tempo inesistente, “impregnati” di nostalgia e contenuti illusori
che ci torturano: fanno sentire inadeguati ed infelici. … una
cosa è certa, solo i fatti passati, non si possono modificare o
cambiare!!! In questo modo, allontanandoci dalla vera esistenza e
necessità, prendendo le distanze da quello che si vive nel tempo
presente, essendo estranei a noi stessi, ci lasciamo “invadere”
da cose inesistenti: obsolete ed anacronistiche nostalgie… un meccanismo
rievocativo attivato perché quello che stiamo vivendo in quel
preciso “istante” non ci gratifica o soddisfa più: manca
coinvolgimento, slancio emotivo, calore, interesse, passione ed
entusiasmo in quello che si sta realizzando in tempo reale ... un
momento di delusione, indifferenza profonda, in cui mancano
interessi, creatività e forza di volontà, per decidere o agire
autonomamente. In breve, viviamo un atteggiamento mentale non reale,
lasciando spazio a tempi “inesistenti” come passato (pieno di
tratti depressivi) o futuro (colmo di ansia). A volte siamo - dando
spazio a questi automatismi mentali - davvero decisivi nel rovinarci
con le nostre stesse mani, sprecando, nel contempo reale, le grandi
occasioni che “rinfrescano” e rendono vivace la vita.
L’autostima, infatti, oltre ad essere parte integrante di una vita
di buona qualità, significa piacere di vivere, sentirsi bene con se
stessi e gli altri, adesso, ora, in questo attimo. Il presente è
l’unico momento in cui è possibile sentirsi bene perché si è
direttamente in contatto con le proprie sensazioni, quello che
proviamo veramente in quel preciso istante … ciò che è ora nel
bene e nel male!!! E’ una grande apertura mentale attraverso la
quale si attivano zone cerebrali e mediatori chimici che portano
lontano da stress, solitudine, sofferenza e insoddisfazione.
vere
una buona stima di se stessi significa non solo piacersi, essere
appagati, compiaciuti, soddisfatti di come si è o di ciò che si ha,
ma avere anche fiducia nelle proprie “risorse” cognitive e
spinte motivazionali; abilità mentali che alleggeriscono la psiche,
aiutano a superare conflitti e momenti quotidiani difficili,
favoriscono un adattamento sociale continuo, sereno ed efficace. In
breve, gestire i cambiamenti improvvisi ed inaspettati, affrontare le
“scosse” della vita con flessibilità e resilienza; rimanere in
piedi, rimbalzare dalle avversità e paralisi mentali in modo
costruttivo e determinato senza problemi: trasformare i sintomi in
azioni creative, in energia utile per la propria lucidità e
benessere evolutivo ... reggere alle bufere emotive improvvise
attraverso la capacità critica autonoma e consapevole!!! ... un
fantastico “equipaggiamento” interiore sano che modula
sentimenti, dirige il comportamento quotidiano verso scopi ed
obiettivi piacevoli e gratificanti: migliora umore, mentalità e
relazioni!!! Le caratteristiche emotive e psicologiche, appena
citate, sono capacità interiori utili per gestire ansia, stress, se
stessi e gli altri: pilotare la propria vita liberamente e
autonomamente, ma sempre nel rispetto del proprio benessere interiore
e del mondo circostante!!! I fenomeni emotivi armoniosi e positivi,
sono sempre legati a sensazioni piacevoli, ad uno stato di equilibrio
e serenità interiore; migliorano le nostre esperienze di vita,
producono armonia e stabilità psicosomatica, aiutano a coltivare
buone relazioni e, soprattutto, delimitano i confini in modo chiaro,
netto, fermo e preciso: farsi rispettare e comunicare - se necessario
- anche un deciso “no” senza incorrere nei sensi di colpa e,
soprattutto, far rispettare le proprie priorità!!! Vanno accettati,
inoltre, anche i propri eventuali “limiti”, osservare e
selezionare consapevolmente, quindi, quello che si può o non si può
fare: non arrendersi, ma riconoscere la realtà nuda e cruda dei
fatti, così com'è; si tratta “solo” di mettere a fuoco lo stato
d'animo e prestare attenzione ai suoi inconfondibili segnali di
disagio, per riconoscere che non è un gesto passivo, di debolezza o
di resa, ma acutezza di pensiero, equilibrio e vivacità mentale; la
chiarezza e la comprensione di questo fenomeno in profondità ci
rende sciolti e dinamici: stimola ad agire in prima persona, in modo
autentico e spontaneo; aiuta ad assumere pieno potere e libertà
d'azione, annullando “dipendenze” bizzarre, strane e pasticciate:
formare nuove idee, opinioni libere e non vincolate ... essere
padroni delle proprie scelte e decisioni, in modo critico ed
equilibrato, senza essere sopraffatti o travolti da minacce,
cattiverie, rivalse, forzature e giudizi sfavorevoli altrui!!!
uai
cedere a stimoli e provocazioni in modo impulsivo - escludendo
completamente i propri meccanismi psichici di controllo - senza
riflettere attentamente sulle conseguenze!!! In breve, essere in
grado di autogovernarsi in maniera del tutto autonoma, evitando di
subire sabotaggi, imposizioni e coercizioni assurde da chicchessia;
basta subire, rimanere al palo, in balia del propri tormenti e altrui
… spinti a procrastinare, differire i veri bisogni per paura del
fallimento, insicurezza o critica!!! Mai tirare i remi in barca,
lasciarsi sopraffare dall'indolenza, cedere alla rassegnazione, alle
“piccole imperfezioni” dell'anima, perché si rischia di perdere
il controllo, sovranità del proprio territorio e “destino”,
rimanere vincolati a comportamenti, pareri, sentenze e dettami di
“sconosciuti”: smarrire il proprio modo di percepire e “sentire”,
sempre unico e personale … una visione soggettiva del mondo, non
migliore, ma che differisce, sempre e comunque, da quella degli
altri, rendendoci sempre singolari, esclusivi ed irripetibili!!!
Mancare di rispetto a queste semplici “regole” significa non solo
consegnare la propria vita in mano ad “estranei”, ma anche
rimanere continuamente delusi per le nostre aspettative “esagerate”:
bisogni di attenzione, ammirazione, considerazione ed accettazione;
un conto è collaborare - che è sempre un atteggiamento sano e
vantaggioso per chiunque - un altro è aspettarsi e agire in funzione
degli “applausi” ambientali: quello che “pensiamo” noi non
corrisponde mai a quello che “pensano” gli altri!!! E' importante
non lasciarsi influenzare, ma “sopportare” con lucidità e
determinazione certe nostre “carenze” o punti deboli
trasformandoli, magari, con le mosse giuste, in una preziosa forza,
buone opportunità da metterle al servizio della crescita personale,
senza accanirsi o fissarsi su certi “richiami” severi ed
inflessibili: alla banalità e frivolezza sociale … ricordiamoci
sempre che nessuno è perfetto e tutti possono “migliorare” e
raggiungere posizione soddisfacenti, se non apicali, sia a livello
umano sia relazionale!!! Se necessario accogliere, “inchinarsi”,
ma sempre onorando e rispettando bisogni, opinioni e valori
personali: credere nelle proprie capacità e forza personale,
stabilire confini relazionali precisi, opporsi quando è necessario
alle imposizioni e prepotenze altrui; tutti devono difendere
direttamente le proprie idee, bisogni e sentimenti con chiarezza,
lucidità e determinazione … guai rinunciare ai propri principi, ai
sogni nel cassetto, negare il ruolo emotivo e sociale, ma nemmeno
distorcere le proprie responsabilità!!!
osa di estrema importanza è
capire, inoltre, in modo chiaro e preciso, quando è il momento di
potenziare le proprie risorse interne, chiedere un supporto
terapeutico qualificato nei momenti difficili e di crisi: sconfitte,
problemi quotidiani, blocchi, pensieri inaccettabili ... disturbi
persistenti che destabilizzano, influenzano scelte e relazioni!!!
Volersi veramente bene e tollerarsi significa non cadere nelle
trappole mentali di autocritica con giudizi di valore negativi,
schemi di pensiero pessimistici e punitivi; un atteggiamento troppo
severo verso se stessi crea un'atmosfera di insicurezza, incertezza,
confusione, precarietà, scoraggiamento, tristezza, vergogna e paura;
uno stato emotivo destabilizzante che apre le porte all'instabilità
psicofisica e, quindi, deve essere smantellato, affrontato o gestito
immediatamente, al suo nascere senza esitare; riconoscere e capire
anche cosa ci vuol segnalare questo singolare “censore” interno …
questo “giudice severo” interiore che ci sminuisce, crea
disistima e blocca l'azione; la conoscenza, infatti, ci aiuta a
modificare o gestire le direttive oppressive interne, ma anche
insegnare a non subire passivamente i momenti difficili, rinunciare a
sfide, ostacoli e vicissitudini esistenziali; se ci prendiamo cura in
modo consapevole
e autonomo del nostro benessere sia fisico sia mentale, diventiamo
responsabili del futuro, padroni della sorte e artefici del destino:
””Faber est suae quisque fortunae”” … una cosa è,
comunque, certa, lavorare su se stessi responsabilmente porta ad un
profondo miglioramento a livello di crescita personale e sviluppa
buone capacità e raffinate qualità: perfezionarsi ed evolvere sia
nella mente sia nel corpo è, quindi, davvero possibile!!!! Con
questi atteggiamenti si diventa indubbiamente più determinati,
sicuri, creativi e più rilassati; si diffonde, dentro e fuori,
un'atmosfera contagiosa, carica di energia, felicità e buonumore. Al
contrario, basta una piccola delusione per creare disistima,
incertezza e malumore. Il benessere del corpo e della mente, non
vanno mai a velocità diverse, ma sempre di pari passo, una mente
felice fa bene a tutto il corpo: “mens sana in corpore sano”,
commentavano gli antichi romani … una buona salute fisica riduce
ansia, migliora umore, influisce positivamente su concentrazione e,
soprattutto, produce autostima ... si risanano a vicenda!!! Una vita
confusa, piena di insoddisfazione, con la sensazione di continua
incertezza, la convinzione di non fare mai le cose giuste,
caratterizzata da lunghi ed interminabili periodi di scontentezza,
crea un drammatico sconvolgimento biochimico all’interno
dell’organismo. I rischi più immediati sono indebolimento del
sistema immunitario, depressione, sovrappeso, colite, gastrite e
ipertensione.
’autostima
può essere definita, secondo l'orientamento scientifico dello
scrivente, come la base di una “saggia”, autentica e consapevole
sicurezza emotiva, attraverso la quale è possibile raggiungere
obiettivi e traguardi rilevanti, con forza, determinazione e
soddisfazione. L'amor proprio e la cura diretta di se stessi è, in
teoria, un atto consapevole, una spinta interiore “senza”
coercizioni, pressioni e condizionamenti ambientali: stimola ad
ascoltare attentamente i propri bisogni per costruire una vita piena
e felice. In breve, vivere non solo il momento presente in linea con
i propri interessi, ma anche coltivare passioni, riscoprire
nuovamente curiosità, riattivare desideri autentici e profondi:
ascoltare il cuore, connettersi con le emozioni autentiche!!!
Un'accettazione di sé libera, autonoma e spontanea, rende sicuri e
determinati, perché si è consapevoli dei propri meriti e qualità …
conoscere il proprio valore reale e intrinseco!!! La valutazione
mentale soggettiva, realistica, è uno strumento cognitivo
incondizionato che permette di considerare attentamente e con estrema
pregi e difetti: definire, comprendere ed accettare il proprio mondo
emozionale interiore; riconoscere potenzialità, virtù e audacia
personale, richiede sempre, comunque, responsabilità, sincerità e
onestà intellettuale; strategia mentale fondamentale volta ad
“accettare” anche i propri limiti e contrarietà esistenziali con
umiltà e consapevolezza: riconoscere e valutare accuratamente i dati
del mondo reale. Analizzare e mettere in discussione la propria
identità, convinzioni e ruoli, può aiutare a ridefinire, superando
schemi mentali “fastidiosi”, alcuni aspetti della personalità
rigidi, ripetitivi e disadattivi … prendere le distante da
rimpianti e rancori!!! Attenzione, non significa essere perfetti, ma
in grado di effettuare un corretto esame della realtà, valutare sia
l'ambiente interno sia esterno con i suoi pregi e difetti ... precisi
tormenti, conforti e passioni, senza escludere nulla!!! Un processo
psichico che non
solo mette in risalto punti di forza e aspetti “limitanti”, ma
tiene anche sotto controllo e bene in vista, sentimenti di superbia,
orgoglio ed egoismo … nonché aggressioni ingiustificate e
proiezioni insolite!!!
repara ad affrontare le cose a schiena
dritta, con coraggio e dignità, superare con “energia” barriere
comunicative statiche e persistenti, incomprensioni, avversità e
conflitti quotidiani, ad essere fieri, più appagati, responsabili,
fiduciosi e sinceri verso se stessi e gli altri … accettare e
riconoscere anche i propri limiti e contrarietà esistenziali,
abbandonando altezzosità e superbia, senza mai sminuirsi …
rinunciare ad atteggiamenti che portano a rifiutare, dominare e
disprezzare, coloro che non la pensano come noi … unico scopo è
gestire tormenti e proiettare sugli altri le nostre difficoltà!!!
Quella ben consolidata, radicata e stabile (autostima), porta lontano
da questi atteggiamenti svalutanti, indica, determina la strada
maestra, con sicurezza e controllo, libera dalle aspettative altrui,
a non arrendersi mai di fronte al primo ostacolo, trasformare le
difficoltà in opportunità ed apprendimento!!! Condurre battaglie e
sfide della vita, con realismo e forza d'animo, senza mai
nascondersi, rassegnarsi, evitarle, negarle o perdere la “speranza”
nel proprio operato; non “educa” a scavalcare a piè pari le
difficoltà, ma ad affrontarle e reagire ad esse con perseveranza,
fermezza e tenacia ... stimola l'impegno e incoraggia a riflettere,
dare il giusto valore e reale significato, alle cose!!! Col tempo
diventa non solo un solido “pilastro” psicologico che permette di
concretizzare progetti e passioni profonde, ma anche gestire con
estrema lucidità, perizia e maestria, ogni tranello o ricatto
emotivo ingannevole, mascherato di buonismo a scapito della pura
sincerità, volto esclusivamente al controllo e alla manipolazione
... un comportamento di facciata che nasconde atteggiamenti
egoistici, per nulla utili e, soprattutto, di cattiva ed insana
educazione sentimentale ... scarso interesse a livello relazionale ed
affettivo che porta a quadri clinici seri come tratti depressivi o
schizoidi!!! Un modo di agire che fa sentire a proprio agio,
soddisfatti e completi, senza il bisogno di voler cercare la
perfezione, dimostrare di essere senza difetti o eroi a tutti i costi
... raggiungere per forza standard di vita impossibili o
insostenibili!!! Attenzione, quindi, al perfezionismo “patologico”
ed a quel famoso “grillo parlante” che dà sempre consigli mai
richiesti, invadenti e demotivanti: “censore” interiore che
critica, spegne entusiasmo, sabota e svaluta, senza sosta, ogni
iniziativa possibile, ignorando le vere necessità emotive primarie.
na percezione sincera e realistica di sé, che coinvolge ed
influenza, dunque, non solo lo stato emozionale e relazionale, ma
anche l'equilibrio fisiologico, fondamentale per sentirsi bene,
rilassati e felici; un sofisticato processo dinamico psicofisico che
fa funzionare al meglio e in profondità l'intero organismo: rende
attivi, dinamici, funzionali, capaci, pieni di interessi e risorse
creative. Quando siamo sereni e in buona salute è facile ridurre
biasimo e il giudizio di condanna, liberare la mente piena zeppa di
“cianfrusaglie”, sviluppare curiosità, sensibilità coinvolgente
e profonda, verso ogni cosa; un prezioso “impulso innato” che fa
riflettere, spinge ad esplorare e conoscere “terreni” inediti,
scoprire ed imparare qualcosa di nuovo, a cogliere il significato e
il senso profondo degli eventi: interpretare, apprendere, comprendere
e decodificare correttamente i segnali del proprio ambiente
circostante. Tale potente motivazione esplorativa, genera idee
fresche ed originali, in grado di scoprire “tranelli” emotivi,
messaggi nascosti ed “impercettibili”: trovare, spesso, soluzioni
inaspettate ed impensate che ribaltano completamente ogni pregiudizio
e prospettiva erronea … allontana da immagini distorte, alterate e
deformate a livello cognitivo!!! … spinge verso una crescita
personale matura e gratificante ... migliora la vita!!!
iuta a
conservare stabilità ed armonia nel corpo e nella mente, attraverso
una corretta e regolare produzione ormonale, idee fresche e
originali. Anche la psiche può, dunque, operando in sintonia, allo
stesso tempo insieme ai processi fisici, creare una condizione di
calma interiore e tranquillità, fare in modo che ogni individuo
abbia un proprio posto e ruolo, una adeguata e precisa collocazione,
nel bene o nel male, in questo mondo; avere più consapevolezza dei
propri valori e principi, di essere non migliore o peggiore, ma
fiducioso, sempre unico, originale ed irripetibile … sincero e
“onesto” verso se stesso!!! L’autostima spontanea nasce,
dunque, dall'interno, non si basa su elementi esterni come ad esempio,
denaro, potere e bellezza o nel diventare importanti, ma si sviluppa
attraverso stimoli rispettosi dei propri principi e valori personali,
affermare la propria integrità e mantenere fede a se stessi:
indipendenti da pareri o conferme esterne … si fonda sulla fiducia
nelle proprie risorse e capacità, e non sulle conferme ambientali!!!
Non si costruisce su valori confusi ed incoerenti, ma si sviluppa nel
tempo, attraverso mattone su mattone, dentro di noi, superando le
“avversità”, trasformando gli “scontri” in esperienze più
stimolanti, interessanti e solide, in avventure piacevoli, creative e
gratificanti ... non bisogna essere perfetti, ma solo se stessi!!!
Migliorare se stessi, dunque, senza se e senza ma, in modo più
soddisfacente, spontaneo, naturale e reale; il tutto richiede, però,
un comportamento “disciplinato” e costante!!! Tale
immagine è modellata nel tempo, attraverso la “pienezza”
interiore, di cui, solitamente, non abbiamo nessuna consapevolezza di
come può evolvere o orientare a guardare noi stessi e l'ambiente
circostante in cui viviamo … esaminare pensieri e azioni con
obiettività!!! L’immagine di disistima prende forma, si realizza,
invece, anch'essa nel tempo, lentamente silenziosamente e
sottilmente, attraverso un’intensa storia di scontri, avventure
burrascose, abbandoni, rifiuti, insicurezza, accettazioni confuse e
contrastanti. Una volta che questa immagine si è consolidata,
facciamo ben poco per cambiarla, tranne giustificare le percezioni ed
avallare i nostri giudizi di valore … noi stessi o incolpare gli
altri!!! Ci comportiamo così anche se siamo infelici!!!
h
sì, è vero, cambiare o modificare il proprio modo di pensare,
reagire, valutare e interpretare la realtà, è un processo
psicofisico davvero lento, duro, complesso e difficile. Certi
ricordi, ad alto contenuto emotivo, impressi e radicati nella mente,
lasciano, a volte, non solo “cheloidi” vistosi nell'anima, ma
anche profonde tensioni fisiologiche con dolorosi spasmi muscolari
improvvisi e intensi (mioclonie); queste contrazioni involontarie
sono causate dal rilascio di neurotrasmettitori prodotti in risposta
al nostro modo di fronteggiare le difficoltà della vita: tensione,
ansia e stress, la fanno da padroni; una reazione psicosomatica che
coinvolge direttamente alcuni organi, funzioni e distretti corporei
come trapezio, collo, dorso, apparato cardiocircolatorio,
tachicardia, sudorazione e disturbi intestinali ... sono queste le
zone più bersagliate che predilige lo stato di agitazione e
l'angoscia!!! Anche l'età, disidratazione e carenza di minerali,
calcio, potassio e magnesio, possono produrre, inoltre, forti dolori
localizzati e diffusi, aggravare fitte muscolari diurne e notturne,
con una certa insistenza. Il corpo prende, quindi, in consegna,
registra, “archivia” i drammi e tutto ciò che la mente non ha
saputo smaltire o rielaborare, nel tempo … per usare un eufemismo,
quello che il cervello non è stato in grado di “digerire”,
metabolizzare completamente a livello emotivo; per sopravvivere, ha
tenuto in sospeso o rinviato alcuni “residui” emotivi opprimenti
e soffocanti, ad un tempo imprecisato, incerto e indefinito,
ammassandoli in un qualche angusto e tenebroso “sgabuzzino”
cerebrale: nel lobo temporale mediale del sistema limbico
(amigdala)!!! Quella “fastidiosa” ed ingombrante reminiscenza
infantile continua, però, ad avere i suoi effetti, a fare
inesorabilmente le sue vittime, influenzare profondamente
l'esistenza, attraverso la produzione ormonale e improvvise
alterazioni fisiche: operare in modo sfavorevole su atteggiamenti,
affetti, relazioni sociali e lavorative. I ricordi possono, lo
sappiamo per esperienza personale, riaffiorare all'improvviso,
ritornare con una forza incredibile, esplosiva e travolgente!!!
a
rinvangare o richiamare alla mente, un evento migliore o peggiore
passato, può essere, come abbiamo già sottolineato più volte, una
truffa, una trappola mentale, una vera e propria distorsione
cognitiva, perché il nostro cervello è - essendo a volte fazioso e
animato da spirito di parte - in grado di inventare e riscrivere
minuziosamente - colpevolizzando o idealizzando la narrazione -
vecchie storie attraverso il filtro emozionale. Un fenomeno
nostalgico complesso in “agrodolce” piuttosto frequente -
caratterizzato da desideri struggenti e a senso unico - che affiora,
inevitabilmente, con una certa insistenza ed irruenza, quando il tempo
presente ci appare estraneo, lontano e distaccato psicologicamente,
controllato e gestito da noia profonda, senso di vuoto e banalità
... ci visita con una certa insistenza, quando nel nostro quotidiano
mancano, stimoli, interessi, progetti, desideri, curiosità e
passioni!!! Si procede con il pilota automatico, agendo ed elaborando
informazioni utilizzando schemi mentali non aggiornati: modelli di
pensiero obsoleti, vecchi, antichi, in disuso, superati e confusi. I
ricordi sono capricciosi, non solo possono boicottare, modificare o
cambiare il percorro di vita, ma anche interferire o influenzare la
salute in generale. Una conferma di quanto appena evidenziato, ci
viene dalla storia di Patrizia. Fin da piccola, il padre, ad ogni sua
banale ed innocente “marachella”, la minacciava e la richiamava
all'ordine con brutalità e la veemenza di un temporale, puntando il
dito indice verso di lei con severità e disprezzo inaudito; una
comunicazione non verbale, con uno sguardo agghiacciante, duro,
freddo, brutale e accusatorio, che intimidiva, pietrificava ogni
pensiero e gesto: spegneva qualsiasi iniziativa, interesse e passione
personale. Quell'immagine minacciosa non si è dissolta, cancellata
completamente nella sua mente, ma impressa come un marchio infame
nella sua anima; una rappresentazione vissuta come desolante,
angosciante, straziante e vergognosa, che rievocava ogni qualvolta
vedeva agitare in alto, a prescindere dall'interlocutore, l'indice
della mano destra.
ino a poco tempo fa era terrorizzata persino dal
marito quando “muoveva” semplicemente le mani per accompagnare un
normale e banale colloquio; un gesto che - nonostante fosse un
tranquillo, pacato e comune scambio di idee - la mandava
completamente in confusione, creava irrequietezza diffusa e ansia
generalizzata, con disagi fisiologici importanti come: tachicardia,
sudorazione, crampi muscolari e disturbi digestivi … non mancavano,
in quelle occasioni, scariche diarroiche acute … un tentativo di
eliminare, a livello simbolico, l'immagine terribile e
indesiderata!!! Patrizia ha portato quel gesto emblematico minaccioso
e intimidatorio, anche sui banchi di scuola, bloccando il suo breve
iter formativo. Non è riuscita a conseguire grandi successi e
importanti risultati scolastici; si è fermata al secondo anno di
alberghiero per attacchi d'ansia che la limitavano sia a a livello
cognitivo sia a livello relazionale: scarsa memoria, capacità di
concentrarsi, rapportarsi con gli insegnanti e interagire con i
compagni. Ogni volta che il professore agitava le mani o alzava
l'indice, anche solo per consolidare o rafforzare il senso della
lezione, entrava nel panico: si bloccava in un bagno di sudore
sgradevole e nauseante (parole sue). Ora, Patrizia sta meglio, il suo
comportamento non è più pilotato da quella “immagine
terroristica” destabilizzante e, spesso, ironicamente, per creare
un clima più spiritoso, aperto e sereno relazionale, spazia con la
fantasia, alza e agita il dito, in modo vivace, anche verso di me,
sorridendo, divertita e spensierata. Abbandonare vecchie abitudini,
adattarsi a nuove circostanze e situazioni ambientali è,
sicuramente, un'impresa immane … o eroica a seconda della reale
condizione emotiva!!! Un processo che richiede adattamento, pazienza
e continuità, perché il nuovo può essere percepito come un
un'aggressione alla propria sicurezza e stabilità!!! Nonostante si
stia solcando un mare in burrasca, continuiamo a navigare,
ridimensionare la realtà, attivando strategie mentali di evitamento
per sfuggire a pensieri e situazioni travolgenti; rimescoliamo le
carte indossando ingombranti “salvagenti” che ridimensionano
gioia, felicità, spontaneità e riducono lo spazio di libero
movimento: rallentano l'andatura esistenziale e bloccano la crescita
personale. Resistiamo ai cambiamenti di rotta, spesso, per paura del
nuovo e dell'ignoto; siamo talmente ripetitivi, controllati da
comportamenti stereotipati, “allenati” alle abitudini negative e
rituali familiari disfunzionali, che ci è difficile separare le cose
“gradevoli e piacevoli”, da ciò che è “orribile o deforme”
… quello che accade realmente dentro di noi!!!
bbiamo
già evidenziato varie volte, descritto, approfondito, in maniera più
dettagliata possibile e, soprattutto, analizzato in profondità, come
forza trainante di questo progetto culturale, l'atteggiamento freddo
e indifferente, legato all'equilibrio psichico quotidiano: variazioni
repentine dell'umore, mancanza di entusiasmo e motivazione. Reazioni
complesse, non solo difensive e “protettive”, ma anche connesse a
rapide variazioni fisiologiche e biologiche … comportamenti di
chiusura mentale verso interessi, progetti e nuove idee!!! In breve,
è stato sottolineato che se conviviamo con questo malessere psichico
persistente e prolungato, perdiamo il senso della vita, soffriamo le
pene dell'inferno “terreno” e “celeste”: nuociamo gravemente
alla salute sia fisica sia mentale. Può interferire e colpire,
negativamente, in maniera sistematica, i rapporti sociali ed
affettivi. Certi momenti emotivi intensi, dolorosi e insopportabili,
limitano il percorso evolutivo e compromettono, seriamente, in modo
severo, spesso impressionante, i propri spazi di libero movimento,
spirito di iniziativa, autonomia decisionale e indipendenza. Lo so,
sono concetti fastidiosi, noiosi da ascoltare, che possono, per
alcuni, diventare sgradevoli, irritanti e insopportabili: difficili
da metabolizzare!!! Se vogliamo raggiungere un certo grado di
equilibrio, serenità e tranquillità, dobbiamo, però, analizzare
ogni vissuto interiore, passarlo al setaccio con serietà, impegno e
determinazione; guai trascurare sfumature e piccoli dettagli, meglio
applicarsi immediatamente, concentrarsi e riflettere, sul proprio
stato d'animo reale … argomenti e schemi mentali ripetitivi,
confusi e devianti, che ingabbiano iniziativa e compromettendo ogni
azione!!! Scoprire tranelli e trappole mentali silenziose, è sempre
e comunque vantaggioso, doveroso per mantenere il proprio equilibrio,
chiarezza, stabilità e lucidità; a conti fatti, può diventare
utile per scegliere tra diverse opzioni, quel tipo di progetto
specifico per una adeguata ristrutturazione dei vari comportamenti
disfunzionali ... vantaggiosa e peculiare strategia risolutiva!!!
icorda, provarci non basta, bisogna tentare, ritentare e ancora …
insistere!!! Intraprendere un accurato viaggio introspettivo, capire
come i vissuti passati e i bisogni attuali, si scontrano
violentemente - creando evidente instabilità, stanchezza,
irritabilità e disordine mentale - significa cominciare a riflettere
sulle proprie risorse, condizioni concrete e, quindi, mettere in
campo, seppur con un approccio lento, silenzioso e incerto
all'inizio, un cambiamento radicale chiaro e consapevole!!! ...
capire fin dove si può arrivare da soli o con un aiuto
qualificato!!! Mai ignorare o lasciare il mondo emozionale in
disparte, perché prima o poi si farà sentire con tutti i sospesi!!!
… sfide bloccate, oscurate, non risolte torneranno, prima o poi, in
modo aggressivo e violento, riprendersi il centro della scena!!! Come
è possibile, mi chiedeva Giulio con tono ironico e incredulo, che a
questa età, forte, grande, grosso e robusto come sono, possa farmi
ancora influenzare, mettere nel sacco, da pensieri contorti, simili
dicerie e stravaganze mentali? Ho creato e gestisco tuttora
un'azienda con 30 operai e, secondo Lei, non sarei in grado di
coordinare o assumere un ruolo di regia e guida consapevole, della
mia vita, proprio non ci credo, ma mi faccia il piacere (proprio come
alla Totò) … io sono un protagonista, non sarò mai un gregario,
spettatore … non ci posso proprio crederci, impossibile, è
assurdo””” (sic!). Vediamo di capirci un po' di più, di tirare
fuori - senza sconfinare nella saccenteria - il ragno dal buco. Non
dobbiamo mai dimenticare questo paradigma: “La genetica propone e
l'ambiente dispone”. Ma cosa vuol dire o ci insegna questa
singolare espressione? In breve, è una semplice formula che
riassume, in modo profondo e preciso, il legame tra natura (DNA) e
ambiente circostante (insegnamenti, interazioni, cultura, esperienze
dirette e indirette).
oi ereditiamo un bagaglio genetico specifico
dai nostri genitori e, nel contempo, siamo calati in un mondo sociale
che ci modella a seconda del clima emotivo, affettivo e relazionale.
Un impatto ambientale inevitabile, in funzione e caratterizzato da
continui atteggiamenti come considerazione, attenzione, serenità,
morbidezza oppure un'atmosfera psicologica pesante, indulgente,
severa!!! Diventiamo unici e originali, diversi l'uno dall'altro,
proprio perché gli stimoli ambientali sono “inediti”, magari
simili, ma sempre esclusivi e mai uguali … ogni individuo li vivrà
e reagirà sempre seguendo un progetto personale ... percependoli a
modo suo, secondo il periodo storico e il bagaglio culturale!!! ... a
volte felici, altri momenti infelici, spesso “storditi” da
segnali contradditori e conflittuali … un'interazione ambientale,
comunque, mai identica a se stessa!!! … bersagliati continuamente
da improvvisi e vivaci stimoli provenienti dai vari rapporti
interpersonali, che si intrecciano continuamente; un contesto sociale
e culturale, che può plasmare, realizzare o bloccare, dunque,
iniziativa e l'intero metabolismo: l'espressione dei vari elementi
biologici, nel bene o nel male; stimolare il nostro percorso
evolutivo, fin dalla tenera età, attraverso la curiosità, passione
e soddisfazione oppure creare un mondo aggressivo, inospitale e
ostile: elevare o inaridire, “ingessare” completamente mente e
corpo … distruggere flessibilità e capacità di adattamento!!!
Queste interazioni continue, possono stimolare interessi, gioia,
allegria oppure tristezza, avvilimento, amarezza e sconforto,
potenziare o riscrivere completamente l'assetto fisiologico ...
condizionarci, tormentarci, renderci felici, addolorati o angosciati;
un fenomeno che coinvolge direttamente complesse reazioni
biochimiche, riconducibili e mutuate, sempre, dal nostro sistema
nervoso centrale e periferico; può produrre salute o covare
patologie silenziose, accendere la vita o spegnerla completamente.
a
realtà, comunque, è piuttosto articolata e intricata, vediamo, di
seguito, il perché. Abbandonare o interrompere, all'improvviso,
azioni o modalità relazionali disfunzionali già consolidate nel
tempo, che causano tensione, agitazione e dolore, significa chiudere
definitivamente col passato; lasciare andare certe condizioni emotive
e vari stati affettivi, in modo tale che non ci influenzino mai più
… semplicemente perché fanno a botte con il presente!!! Facile a
dirsi ma difficile a farsi, perché certe “nostalgie” pur avendo
bloccato o danneggiato in profondità l'immagine e ostacolato la
crescita personale, le abbiamo trasformate in elementi
“rassicuranti”, in un opportuno, e “vantaggioso” equilibrio
emotivo (ut ita dicam); è un processo piuttosto complesso e arduo,
una situazione senza via di uscita immediata, un insieme di reazioni,
gesti, eventi che si autoalimentano senza portare alcuna soluzione al
disagio; richiede una svolta decisiva, impegno costante e forza
d'animo, per superare le varie resistenze emotive. Quello che si vuol
cambiare appare, pur essendo “patologico”, infatti, ai nostri
occhi, un agire adeguato, migliore e rassicurante; ci si illude che
questi schemi mentali portino “alleggerimento”, conforto e
immediato autocontrollo, ma si crea solo rigidità e una falsa
sensazione di sollievo temporaneo; abbiamo a che fare, però, con un
individuo che “simula”, “finge”, “nasconde” i suoi
sentimenti ed affetti profondi; tutto a sua insaputa, perché il
pensiero è diventato un automatismo, inconscio … uno schema
mentale rapido e non intenzionale!!! Un personaggio “smascherato”,
però, dalle sue stesse reazioni fisiologiche, dai suoi timori e
cambiamenti corporei improvvisi: sudorazione, tremore, vertigini,
tachicardia e agitazione … nonostante sia una modalità reattiva,
per certi versi, bizzarra, irrazionale ed illogica, si continua a
perpetrarla, creando ulteriore disagio e prosciugando ogni risorsa
energetica!!!
n meccanismo di difesa psicofisico “silenzioso”
che tenta di fare il suo lavoro: “mantenere” la calma e non
creare bruschi squilibri di fronte alle avversità ... tenere
lontano, il più possibile, dall'ansia!!! Non è semplice, mai di
facile soluzione e realizzabile in un attimo; abbiamo a che fare con
un processo mentale inconscio, forte, apparentemente “protettivo”,
istantaneo e inconsapevole, radicato in profondità, che offre,
all'istante, qualche apparente conforto, un precario rifugio e
illusoria stabilità emotiva: “ripara” e “difende” da
emozioni forti, complesse, difficili e da ricordi invadenti. In
breve, cerchiamo di ribaltare la situazione reale con una veste
diversa, tentiamo frettolosamente di “rattoppare”, sempre in base
alle proprie risorse, un po' alla meglio, alcune situazioni affettive
invadenti, mettere in atto azioni correttive improvvisate, create al
momento senza alcuna pianificazione, compensare lo sconforto prodotto
da quelle ferite e esperienze antiche, fortemente radicate, delicate
e critiche, con strategie estemporanee; una soluzione mentale
pasticciata, attivata per gestire quei tormenti, sfide affettive e
scontri prodotti dai vari incontri relazionali passati … un modo
sbrigativo ed immaturo di prendere le dovute distanze da tormenti
ansiogeni e allontanarsi rapidamente dallo stress. La scorciatoia
utilizzata per rimediare a questo inferno interiore sembra, per
alcuni, semplice e priva di pericoli, meglio quindi intervenire
subito: travisare e correggere velocemente la realtà!!!
itorniamo,
ancora una volta, in careggiata, a rimettere sul tavolo ulteriori
analisi e nuove riflessioni, legate al “mondo fantastico” della
mente umana: pensiero, fantasia, sogni, percezione, immagini,
credenze, ricordi, interpretazioni, giudizi, paure, attenzione,
emozioni, relazioni e comportamenti vari. Elementi base che agiscono
come pilastri portanti e costitutivi della psiche: guidano pensieri,
emozioni e relazioni con se stessi e gli altri ... aiutano a formare,
strutturare e determinare l'intera personalità!!! Fattori innati e
acquisiti - genetici, ambientali e stili di vita - che determinano
chi siamo realmente e come ci muoviamo nel mondo; caratteristiche
biologiche, esperienze sociali, educative e interazioni affettive,
semplici o complesse, con sfumature diverse, vissute, direttamente,
da ciascuno di noi ... hanno formato la nostra “impronta
esistenziale”!!! Un processo dinamico e continuo che ha orientano
il nostro sviluppo, condizionato l'evoluzione!!! Tutti passiamo,
“volenti o nolenti”, attraverso questo “tunnel” del caos
esistenziale: a volte con scarse certezze, certi momenti girando a
vuoto, altre volte, invece, in modo facile, con buone aspettative e
speranze!!! Ogni processo mentale, infatti, temporaneo o persistente
che sia - caratterizzato da ansia, vuoto interiore e tristezza -
influenza e ostacola completamente la vita quotidiana e, soprattutto,
la capacità di rielaborare e organizzare, in modo costruttivo e
creativo, le informazioni ricevute dall'ambiente, interiore e
circostante … un mondo soggettivo e spazio esterno, che la fanno
sempre da padroni!!! Può isolare, boicottare percorsi formativi,
annullare scelte personali, non più in base ai propri principi,
bisogni, necessità, valori, desideri e convinzioni, ma attraverso
rigidi, inflessibili automatismi e “stravolgimenti emotivi”
severi … paralizza lo sviluppo dell'immagine corporea e mentale,
ostacola la costruzione di una personalità libera, impedisce
l'espressione di se stessi, naturalità e spontaneità ... confonde e
rende difficile identificare o fare una cernita consapevole tra cose
“buone” e “cattive”!!!
rea uno stato di diffidenza,
incertezza, esitazione, sfiducia e allerta costante, blocca la
capacità di prendere decisioni in modo responsabile, la possibilità
di risolvere problemi o superare ostacoli con fiducia e “ottimismo”;
ci si trova improvvisamente catapultati in un mondo frenetico,
completamente disorientati, agitati e tesi ... altera improvvisamente
l'intero funzionamento cognitivo ... non si è più in grado di
riconoscere i propri bisogni reali, culturali, sociali e affettivi!!!
… un fenomeno che trascura e oscura, esigenze e desideri personali
autentici!!! Senza interessi, curiosità, entusiasmo e passione, la
vita lentamente si spegne!!! Se riusciamo a prendere in esame,
commentare e analizzare in modo “disinvolto”, sospendendo
etichette morali, il nostro mondo interiore e esteriore, con
“sincerità” e alta concentrazione, possiamo accrescere la
consapevolezza e migliorare la comprensione dei vari segnali
psicofisici e, soprattutto, individuare, più facilmente, distorsioni
cognitive, riconoscere schemi mentali che influenzano e attivano,
direttamente, atteggiamenti malsani; azioni e abitudini, reattive,
spesso, sottovalutate, ma che danneggiano seriamente la salute
psicofisica e l'autenticità delle relazioni affettive. La conoscenza
profonda e veritiera, permette invece di agire in modo trasparente e
consapevole, indispensabile per interrompere automatismi negativi,
spegnere il rimuginio e disattivare il pilota automatico ... gesti
che influenzano e limitano, il potere mentale!!!
bbiamo a che fare
con un meccanismo psicologico di difesa complesso, il quale tenta di
pianificare e superare, certi momenti esistenziali dolorosi, oscuri,
confusi e difficili; esprime la sua massima forza, quando ci troviamo
in uno stato di agitazione mentale e noia profonda, scarsa
concentrazione e ridotta capacità attentiva; una fitta “nebbia”
cognitiva accompagnata da apatia e ridotta lucidità, in cui,
nonostante ci siamo impegnati a fondo nel fare le cose, manca sempre
qualcosa in più per sentirsi soddisfatti. Rielabora un insieme di
ricordi e sensazioni stravolgenti, spesso contraddittorie, alterando
e ribaltando, l'impronta emotiva, in modo poco chiaro e confuso; il
suo scopo principale è trasformare, l'esperienza conflittuale, in un
momento apparentemente tranquillo, sereno e di pace: un qualcosa
vivibile, ma non certo più quieto e tranquillo … il malessere,
infatti, affiora sulla pelle, segnala e scrive lì, la sua storia, il
suo vero tormento!!! Mette di fronte, comunque, attivando tensioni e
lasciando una mente in disordine, a scelte di vita e decisioni
importanti: rivedere priorità e modificare comportamenti!!! … si è
convinti di controllare la situazione, ma, in realtà, rimane sempre
- anche se si pensa di gestirla attraverso una momentanea riduzione
ansiogena - una profonda illusione … e insoddisfazione!!! Una
strategia incompleta per difendersi dalla cruda realtà emotiva, che
non riesce a trovare una soluzione efficace al problema!!! Se
riflettiamo attentamente sui vari aspetti di questi meccanismi
psichici - mantenendo una visione onesta, trasparente, obiettiva,
sincera e un giudizio imparziale, nel cercarli - non è poi così
difficile stanarli, comprenderli, farli uscire allo scoperto …
rielaborarli e gestirli attivamente con saggezza!!! Quante volte
compiamo, ad esempio, gesti automatici e meccanici, spinti o
manipolati dalla noia, da un impulso rivolto alla gratificazione
immediata, riempire, colmare dei “vuoti affettivi o esistenziali”,
come ad esempio l'abitudine quotidiana di prendere spesso il caffè o
qualche altro surrogato senza una vera necessità? La frequenza di
questi gesti quotidiani, senza trasporto, è davvero elevata e
evidente!!!
ensandoci su un attimo, molti sono i riti e i
comportamenti meccanici consolidati nel tempo che, inconsapevolmente,
anche se banali consumano eccessivamente energia, sono guidati dal
“pilota automatico”, anziché da un pensiero pratico, conscio e
realistico; la consapevolezza e facoltà mentale aperta alle
sensazioni reali, ci permette, invece, di essere presenti a noi
stessi, conoscere le vere capacità cognitive e, quindi, raggiungere
obiettivi concreti, evitando di agire in modo automatico e senza
alcuna riflessione …una modalità reattiva che esclude un'azione
attiva finalizzata e concreta!!! Mettere
in campo esercizi di inversione di marcia richiede, comunque, forza,
costanza, determinazione e atti concreti; quando le cose si
complicano, invece, bisogna ricorrere, sempre e comunque, all'aiuto
di una persona qualificata, accreditata e aggiornata ... richiede
serietà e abilità professionalità nei quadri clinici seri o nelle
situazioni molto articolate e complesse!!! Promuovere un cambiamento
di atteggiamento occorre sempre buona fermezza d'animo, determinazione
e continuità; nel perseguire gli obiettivi della vita, non deve mai
mancare una valida motivazione, curiosità, chiara consapevolezza,
lucidità e sincerità, flessibilità mentale, solida coerenza e
gratitudine!!! In breve, una notevole agilità e abilità emotiva,
senza rimanerci intrappolati!!! Significa riconoscere, accettare,
interpretare, saper prendere decisioni in modo efficace e solerte,
con cura e attenzione, ma sempre liberi da trappole mentali, secondo
le proprie risorse, contenuti e valori, in modo tale da rendere ogni
azione interessante, naturale, soddisfacente, gradevole e più
appagante possibile: vivere consapevolmente anche i propri limiti e
stati d'animo, nel bene e nel male. Avere mille occhi aperti, agire
in base ai propri valori e muoversi, naturalmente, secondo quello che
vogliamo essere realmente senza alcuna contaminazione esterna e
forzature inutili, no procrastinare alle calende greche il “restauro”
emotivo, ingannandosi con quella famosa parolina “quando”, perché
è una trappola mentale: ”””Quando avrò questo … Quando
arriverà quello … Quando sarò più sicuro””” … è
fondamentale avere una visione del mondo aperta e dialogare con
esso: confrontarsi con varie idee e prospettive diverse!!!
enessere,
felicità e qualità della vita, sono condizioni emotive complesse e
sfaccettate, ma sempre e, comunque, influenzate dalle nostre
“braccia”, dal nostro modo di agire e pensare. Stati d'animo
“modellati” da gesti, posture, azioni e abitudini quotidiane!!!
Il cervello prende in consegna ogni movimento corporeo e, quindi, se
“bendisposto”, può agire positivamente sul nostro umore,
trasformandolo in sensazioni più leggere, gioiose, serene e felici.
In pratica, placare i tormenti dell'anima o ridurre di intensità, in
modo più equilibrato, alcuni sentimenti come rancore, diffidenza,
paura, sensi di colpa e rabbia!!! La risposta neuronale, la potenza
metabolica, la forza energetica e la capacità di agire, variano in
funzione del clima emotivo e secondo la durata degli stimoli
ambientali; un fenomeno, ad ogni modo, insidioso, influenzato e
sollecitato, dal contesto sociale, convinzioni, valori e
atteggiamenti: dalle risorse interne disponibili e utilizzabili per
gestire stress e affrontare sfide continue della vita con
determinazione!!! A volte si è bloccati, purtroppo, in un loop di
aspettative catastrofiche, di profonda insicurezza, rassegnazione e
impotenza. Un muoversi e un comportarsi che, se realizzati in modo
libero, autonomo, piacevole e soddisfacente, aiuta invece a scaricare
la tensione, ridurre il peso emotivo generato da ansia, timori e
tristezza, svuotare la mente da pensieri automatici e disfunzionali;
se ludici e spontanei ancora meglio, perché agiscono come un potente
meccanismo distensivo, facilitano la padronanza di sé, aiutano a
gestire e modulare i pensieri intrusivi o ossessivi: restituiscono la
nostra immagine più autentica, spontanea e vitale … mettono a
fuoco in modo adattivo e più funzionale, i propri comportamenti più
sani!!!
icorda sorridere e sapersi divertire allontana disagi e
patologie: la risata rimane sempre la migliore medicina naturale,
accessibile e gratuita per tutti!!! Attraverso l'azione produciamo,
infatti, le famose endorfine che “spezzano” il senso di
spossatezza e fiacca fastidiosa, quella routine monotona, piatta,
invadente ed aggressiva, che ci imprigiona nel pessimismo e limita la
possibilità d'azione. Messaggeri chimici che bloccano insicurezza,
allontanano svogliatezza e apatia: ci regalano la giusta energia e
vigore!!! In breve, riducendo le distrazioni e con una mente allenata
all'ascolto e all'empatia, si diventa più attenti, reattivi,
concentrati e dinamici!!! Attraverso attività stimolanti e
gratificanti, si generano, dunque, sentimenti di fiducia, speranza e
buonumore … e, naturalmente, ulteriori “neurotrasmettitori” che
- immessi nel circolo sanguigno - sono essenziali al nostro benessere
psicofisico!!! Chi si presenta con una “postura aperta” - testa
alta, mento alzato, schiena dritta, spalle larghe, petto in fuori e
pancia in dentro - ad esempio, segnala sicurezza, interesse,
curiosità, fierezza, fiducia e disponibilità (no orgoglio o
superiorità, come molti pensano, ma naturalezza, pacatezza e
serenità, apertura verso se stessi e gli altri, perché si riduce il
cortisolo e, nel contempo, si producono piccole quantità ormonali
importanti per la nostra salute). Non a caso la figura del depresso
viene rappresentata, ironicamente, con un corpo “chiuso” e
ripiegato su se stesso … descrive un personaggio distaccato,
evitante, isolato, con uno sguardo basso, spento e perso nel vuoto!!!
… segnala un ritiro non solo sociale, ma anche di chiusura
biologica, alla vita stessa!!! Con questa modalità reattiva, non
solo si ostacola la funzione normale e corretta biologica, ma si
spegne anche la propria immagine, speranza, fiducia e volontà: il
corpo si sacrifica la propria funzionalità per contenere il
sovraccarico emotivo insostenibile!!! … lasciarsi andare o
rassegnarsi allo sconforto non è mai salutare!!! Attenzione, ogni
tentativo ristrutturante non deve essere assolutamente uno sforzo, ma
un impegno costante, curioso e continuativo, coinvolgente e
consapevole … significa essere presenti a se stessi, spostare
l'attenzione sul momento, scivolare nel “qui e ora” con lucidità
e continuità.ccogliere in modo aperto e curioso sensazioni senza
giudizi di valore e interpretazioni moralistiche, ci aiuta a vivere
meglio: essere più naturali e disinvolti (scivolare nel “hic et
nunc” … non farsi condizionare o tormentare dal passato o
futuro)!!! Bisogna cominciare a sentire, allenarsi a percepire le
sensazioni, portare l'attenzione su se stessi in tempo reale,
mantenendo un alto grado di consapevolezza in ogni situazione
vissuta. Avvertire tramite i sensi le vibrazioni, il pulsare della
vita, il battito della vera esistenza, significa avere un corpo e una
mente attivi e vivi … agire in prima persona!!! … dare un
significato preciso e rielaborare concretamente i propri vissuti …
capire cosa ci stanno insegnando!!! Ricorda, ogni individuo può, con
una mente libera, autonoma, lucida e focalizzata sul presente,
conseguire traguardi impensabili e scoprire nuove opportunità
creative in ogni angolo del mondo, di gran lunga superiori alle
aspettative precedenti, ipotizzate nei momenti deludenti; impegnarsi
a coltivare stati d'animo gioiosi, “trasformare” ogni azione
quotidiana in gesti unici, genuini, felici e gratificanti, in
direzione del segno positivo, nella ricerca della propria autenticità
e passione, è certamente un obiettivo ambizioso, ma doveroso: un
impegno da perseguire, soprattutto, per rispetto verso se stessi,
valori e in sintonia con le proprie convinzioni profonde. Rincorrere
e raggiungere uno stato di calma, il senso di serenità e ottimismo,
è sempre realizzabile, vantaggioso e sano, semplicemente, perché si
sta facendo qualcosa di prezioso, buono e utile per se stessi: porta,
vivacità, soddisfazione, sicurezza e determinazione ... benefici
concreti alla propria vita!!! … allineare aspirazioni, ambizioni e
desideri alle proprie convinzioni, creatività e talento è sempre
possibile!!!
' vero, non
possiamo cancellare dalla sera al mattino, con un colpo di spugna,
disavventure ed eventi passati; fatti compiuti o subiti diventano
archivi passivi, pietrificati e scolpiti nel tempo, non si potrà mai
riscrivere una storia già vissuta, perché verrà sempre “guarnita”
dallo stato d'animo del momento … arricchita con elementi
fantasiosi o dettagli superflui … spesso, inutili, per la nostra
felicità reale; anche il futuro è un “inganno”, un imprevisto,
un “inciampo” alla nostra evoluzione, in quanto nessuno è in
grado di prevederlo, sapere con certezza cosa accadrà più avanti
in ciascuno di noi, è davvero impossibile … non bisogna
assolutamente fasciarsi la testa prima di rompercela … è solo
energia buttata al vento, sprecata inutilmente!!! E' una faccenda
intricata e seria, che non si sbriga in dieci minuti o con due giri
di mestolo, richiede tempo, silenzio, onestà culturale, allenamento,
determinazione e, ancora, allenamento per “trasformarla” in una
esperienza appagante, gratificante, soddisfacente, felice e positiva,
senza volere essere a tutti i costi precisi e perfetti: riprendere a
sorridere e sintonizzarci sulla giusta frequenza della vita!!! Sono
stati quei rapporti complessi e difficili, ad allontanarci da noi
stessi, creare confusione, manipolare il nostro mondo affettivo,
condizionare in profondità pensieri, ostacolare progetti di vita
importanti, spegnere la speranza, osteggiare serenità e felicità,
avvicinare o allontanare dal mondo: rendere splendida, vivace,
valorizzare, esaltare, inibire o ingabbiare la personalità …
sicuri o insicuri, attivi o passivi, dinamici o indolenti, fiduciosi
o sospettosi … !!!
n nessun caso è possibile modificare, anche
per i più “volenterosi”, quei vissuti, ciò che è stato
terminato, concluso e passato da tempo, ma solo “correggere” o
trasformare il modo di vederli e viverli: agire in tempo reale,
intervenire su quello che accade “ora”; smettere di mentire a se
stessi e colpevolizzarsi; bisogna cominciare, finalmente, ad
“allenarsi” a scegliere e decidere davvero, con determinazione e
responsabilità, sui vari atteggiamenti di facciata, smascherando,
senza menzogne, insicurezze, timori, paure, abitudini, comportamenti
contradditori, giustificazioni banali e irrazionali. Basta vedere
nemici ovunque, raccontarci versioni di vita inesistenti o creare una
realtà fittizia, incolpare il mondo intero!!! Se non abbiamo fiducia
nelle nostre capacità perché siamo terrorizzati al solo pensiero di
non essere in grado di realizzare certi obiettivi o magari ci
percepiamo difettosi, imperfetti e inadeguati, restiamo intrappolati,
incapaci di reagire, schiacciati completamente da esperienze esterne.
Se poi siamo calati in uno stato continuo di allerta, per il timore
di sbagliare o commettere errori a livello sociale e relazionale
(atelofobia), diventiamo ansiosi e, quindi, saliamo sulla “giostra”
dell'infelicità che è fuori controllo, piena di tormenti e
sofferenza (… e di ormoni: cortisolo - insonnia, iperglicemia,
crampi, ipertensione, deficit immunitario … adrenalina - accelera
cuore, eccita la muscolatura volontaria). Si ha a che fare con una
struttura mentale caratterizzata da alterazioni cognitive,
comportamentali e affettive, che non diverte più, toglie
soddisfazione, allontana dal piacere e gioia: compromette o danneggia
tutto il buono che ruota attorno alla vita quotidiana!!!
e percepiamo la nostra vita come un calvario, piena di ostilità e privazioni, piuttosto minacciosa, in modo crudo e lacerante, dominata da un senso di vuoto e apatia, che “spoglia” ogni sensazione dal suo vero significato, motivazione intrinseca ed autentica, disattivando, completamente, la spinta motivazionale, dobbiamo impegnarci a placare ed equilibrare il nostro stato emotivo ambivalente: gestire i conflitti interiori per raggiungere quiete, calma, equilibrio e stabilità!!! Affinare e migliorare, quindi, le proprie competenze relazionali e, soprattutto, la capacità reattiva: imparare un insieme di strategie psicofisiche, idonee per raggiungere una discreta, dignitosa e soddisfacente qualità di vita ... ottenere uno stato di maggiore armonia, attivare soluzioni più vantaggiose, autentiche e felici possibili!!! Essere pronti, con grinta, decisi e motivati, attraverso un approccio costruttivo e sereno, a gestire o affrontare con buon senso - senza applicare alle scelte effettuate, alcun giudizio di valore critico - sfide, imprevisti, ma anche percepire le buone occasioni e opportunità, non appena fanno la loro comparsa. Realizzare una trasformazione, un cambiamento personale psicofisico profondo, equilibrato e armonioso, con impegno concretezza, determinazione e responsabilità. Riprenderci in mano la nostra vita, riappropriarci del “destino”, crescere, evolvere, gradualmente, con armonia e sicurezza, è comunque un percorso di vita non solo fattibile, ma anche doveroso ed indispensabile … per certi versi, adottando, le mosse giuste, “facilmente” realizzabile!!! … migliorarsi sia internamente sia esternamente, aumenta l'autostima e, quindi, la capacità di raggiungere progetti e obiettivi personali importanti … ripartire in “pompa magna”, direbbe qualcuno!!! Fare qualcosa che ci arricchisca emotivamente, con coerenza, impegno e massima “serietà”, in modo fermo, scrupoloso, deciso, disciplinato e continuo, per uno sviluppo personale e duraturo, è sempre fondamentale e di buon auspicio: non possiamo farne a meno, se vogliamo essere, veramente, presenti a noi stessi, gestire impulsi e mantenere lucidità mentale … riconoscere la nostra “voce” interiore e quella circostante!!! accogliere, recuperare le nostre “forze”, canalizzandole verso un progetto di benessere, metterle al servizio del nostro progetto salutistico - da soli o con l'aiuto di un esperto qualificato, nei momenti difficili - si può fare … deve essere un passaggio essenziale e irrinunciabile … senza di esso si rimani incompleti!!! In breve, prendere il posto di comando, uscire dall'anonimato e diventare - attivando le energie più sane e profonde - veri protagonisti della nostra esistenza con responsabilità, costanza e tenacia. E' assolutamente vero che passare da una stato passivo, indifferente e noioso - caratterizzato da insicurezza, preoccupazione e timore - a una vita dinamica, vivace, vitale, avventurosa, consapevole, autentica e ricca di significati, non è cosa da poco, richiede pazienza, resistenza e, soprattutto, gesti mirati, lenti, precisi e risoluti; guai lasciarsi andare o trascurarsi, abbandonarsi all'appiattimento emotivo, per proteggersi dai “mulini a vento” … “inchinarsi” al nemico immaginario o pericoli inesistenti!!! Se ci siamo “conciliati”, scesi a compromessi - per il “quieto” vivere - con le varie “impronte emotive ataviche”, esperienze antiche, radicate nel passato e nell'inconscio, attivando una chiusura psicologica difensiva, al fine di gestire tali vissuti troppo ingombranti, scomodi e invadenti, più “serenamente”, trasformandoci, nel contempo, introversi, distaccati, isolati, indifferenti, non più interessati alle bellezze del mondo, dobbiamo fare, con solerzia, un repulisti radicale, qualcosa di benefico e ben funzionale, utile solo per noi: ritrovare l'entusiasmo, serenità e calma interiore ... decidere dove andare, con chi restare o relazionarci, fare scelte, prendere decisioni in modo libero e autonomo!!! Modificare uno stile di vita consolidato da tempo, è una decisione complessa e complicata che, sicuramente, trova un'infinità di resistenze interiori, in quando ogni tipo di esperienza, dopo un periodo prolungato o ripetuto, si “calcifica” - come processo adattivo - nelle “ossa”: niente si distrugge o scompare improvvisamente, ma tutto si trasforma, accumulandosi sia nel corpo sia nella mente; mai scoraggiarsi, perché cambiare, correggere o migliorare un percorso di vita, in modo appropriato, richiede, sempre, il giusto allenamento, perseveranza, tentativi continui, assidua esercitazione, ripetizione costante e senza sosta!!!
volte ci mettiamo di traverso, perché - restando ancorati alle vecchie abitudini - pensiamo di essere al sicuro, protetti dai vari tormenti dell'anima; “conoscendole”, preferiamo la loro continuità, anche se “avvizzite” o prive di valore, perché pensiamo di avere il controllo, ipotizziamo cosa possiamo aspettarci da loro … da certi gesti ossessivi, vizi e manie!!! In questo contesto si preferisce ciò che è familiare anche se può sembrare, al momento, confuso e agitato, perché appare “rassicurante”, contenuto e monitorato nel tempo … rimane sempre, comunque, un tranello mentale!!! In breve, uno stile di vita che preferisce la “consuetudine”, in quanto basandosi su esperienze note, si pensa di prevenire o gestire sbalzi di umore e tensioni improvvise … una strategia psicologica che non risolve nulla, ma peggiora le cose, perché continua a perpetrare il disagio, mantenere vivo il malessere emotivo con schemi mentali disfunzionali!!! Si ha a che fare con atteggiamenti e comportamenti profondamente radicati sia nel corpo sia nella mente: elementi che sono diventati, nel bene o nel male, parte integrante delle nostre funzioni reattive e comunicative ... dell'intera personalità!!! Un fenomeno psichico che spinge a “sbandare” o restare lì fermi, bloccati, paralizzati, a rimuginare continuamente su cose scadute da tempo, rimanere intrappolati nelle insidie del passato o intestardirsi a voler cambiare il mondo intero, anziché modificare il proprio modo di vedere e vivere, le cose nel modo più corretto, giusto e vantaggioso, per le nostre vere necessità quotidiane … con concretezza, equilibrio e responsabilità!!!
uanto espresso e continuamente sottolineato, non deve suonare come una sanzione, “polemica”, “additamento” o “minaccia”, ma un invito a motivarsi e migliorarsi, trovare spinta, energia e interessi, sociali e culturali, per raggiungere obiettivi più consoni e vicini, alle proprie esigenze reali; concentrarsi su curiosità, vantaggi e benefici di ogni azione, per “restaurare” percorsi o invertire, con discrezione, la rotta: dare una svolta all'esistenza!!! Tale espressione deve essere percepita come un suggerimento semplice e disinteressato, utile per affrontare al meglio, con audacia, cura e zelo, la propria vita, spesso troppo dispersiva e conflittuale: libera, dinamica e autentica. In breve, vivere sempre in prima persona, mettere in campo dedizione, impegno personale profondo e “incondizionato”, nel proseguire i vari obiettivi quotidiani, investendo, nel tempo, sulla propria crescita personale e salute; un movimento vivace e consapevole, orientato e diretto, verso una versione di sé migliore, esprimendo appieno il proprio potenziale fisico e psicologico: responsabili dei propri progetti, risultati ed emozioni sperimentate … dedicare più attenzione e tempo alla cura sia del corpo sia della mente, adottare un approccio rigoroso e “serio” per riconoscere la propria “infelicità” e sofferenza in profondità!!! Solo se si è presenti a se stessi è possibile ricominciare a “sentire” il “gusto” delle cose, scoprire il vero “sapore” dell'esistenza: dare una svolta, un senso personale e valore alle proprie azioni … basta farsi trascinare dagli eventi, bisogna cominciare a decidere se vogliamo diventare regista o attore principale della nostra vita … non più spettatore ma protagonisti della scena!!!
ssendo
prossimi alla conclusione della narrazione sull'autostima, alcuni
lettori potrebbero affermare, dopo aver letto i vari articoli, che
sono interessanti, piacevoli, chiari e scorrevoli. Ad altri, più
analitici e critici, tale contenuto parrebbe “inconsistente”,
“debole”, privo di “incisività“ o mancante di “profondità”;
per i più “sofisticati” o esigenti, invece, potrebbe sembrare
un'astrazione pura, complessa, fantasiosa e difficili da
“metabolizzare" … insomma, lacunoso, manca qualcosa, un “tocco”
finale”!!! In poche parole, una saturazione semantica incessante
che, rimanendo eccessivamente in “superficie”, diventa poco
incisiva, piuttosto approssimativa, abbastanza ripetitiva e troppo
noiosa!!! Molti, più realisti e pratici, dotati di strumenti
intellettuali profondi, sollecitano invece, con una certa insistenza,
risposte pragmatiche e tangibili; cosa si può fare, veramente, di
concreto, per migliorare il proprio umore, arginare questa sofferenza
emotiva fastidiosa, insistente e spaventosa. Basta, a loro dire,
teorie vaghe o concetti astratti, ma indicazioni specifiche, dirette
e “precise”, per cambiare lo stato delle cose in modo più
efficiente e duraturo possibile … indicazioni chiare, semplici ed
inequivocabili!!! Proteggersi, tutelarsi da aggressioni violente e
strazianti, gestire i tormenti improvvisi, affrontare e risolvere i
conflitti quotidiani: controllare ansia, stress e fronteggiare
situazioni gravose … raggiungere una discreta autostima e attivare
l'autoguarigione!!! Quali sono le azioni, strategie e strumenti
psicologici pratici, dunque, che bisogna mettere in campo, per
superare l'impasse psicofisico e uscire dal “pantano” emotivo?
Raggiungere l'equilibrio mente – corpo, costruire un'immagine
positiva e valorizzare la propria identità?
ontrariamente a quello
che si pensa, a volte, basta davvero poco per cambiare “direzione”:
sono sufficienti piccoli e semplici passi, in modo consapevole,
determinato e continuativo; l'approccio mentale dinamico e creativo,
comunque, la fa sempre da padrone ... è ampiamente riconosciuto
come la mossa risolutiva principale, per raggiungere una condizione
di “successo” ... prospettiva personale attraverso cui si vivono,
interpretano e si valutano gli eventi!!! Credenze personali,
convinzioni e filtri cognitivi possono, infatti, in ogni momento,
confondere, boicottare progetti e rapporti interpersonali. Possiamo
migliorare certi stati d'animo complicati, attraverso piccoli e
semplici gesti, con mosse quotidiane svolte regolarmente, adottando
un adeguato stile di vita e atteggiamenti mentali opportuni, come ad
esempio: definire i propri confini, sospendere i giudizi di valore su
se stessi, mai isolarsi, guai ignorare, giustificare o accettare
silenziosamente le aggressioni e, soprattutto, riconoscere i propri
pregi e difetti ... un altro punto forza è quello di impegnarsi a
conservare una buona vitalità!!! La stanchezza crea sempre apatia,
svogliatezza e disistima, spegne curiosità, interessi e
motivazione!!! Coltivare buona salute significa produrre e
raggiungere un profondo stato di rilassamento in tutta la struttura
psicofisica, uno stato di calma benefico che aiuta il “cervello”
a rigenerarsi: riduce il cortisolo e stimola la crescita di nuove
cellule cerebrali; alcuni modelli di comportamento adeguati e
corretti, come alimentazione equilibrata e sana, stile di vita di
valore e attività fisica pianificata, non necessariamente pesante,
ma piuttosto regolare e continuativa, sono indispensabili, se non
vitali, per mantenerci in buona salute … “abitudini” di
primaria importanza, essenziali, che non ci devono mai mancare …
guai “snobbarle con certe banalità, adducendo giustificazioni
ingenue, come “Non ho tempo”, “Non riesco,” “Sono sempre
stato pigro, non posso mica cambiare improvvisamente”, “Fa troppo
freddo o troppo caldo”, “Son sempre stanco” e … Il bisogno
di moto è indispensabile quanto riposo, cibo, acqua e aria;
attraverso il movimento produciamo gli ormoni del benessere:
endorfine, dopamina e serotonina; un bagaglio fisiologico umano che
migliora l'umore, la qualità del sonno, stimola serenità, combatte
ansia, apatia e tristezza.
Attenzione, però, quando il malessere
emotivo raggiunge livelli troppo alti, diventa incontrollabile,
invalidante e persistente, bisogna rivolgersi immediatamente - senza
indugio - a professionisti qualificati e aggiornati, per avere un
aiuto concreto e tempestivo … evitare la cronicità del problema è
sempre la prima cosa da fare!!! Qualunque
sia la domanda, il parere, la volontà di dialogo e di confronto, su
questi articoli relativi all'autostima, mi sembrano tutte richieste -
incluse le perplessità - ragionevoli, pertinenti, sensate, giuste,
“fertili” e utili, per rendere più chiaro e capire meglio il
senso del nostro progetto culturale. Numerosi argomenti e concetti,
seppur fondamentali, sono stati formulati più volte, sottolineati e
ripetuti - in modo velato e costante - proprio per renderli più
familiari, comprensibili e facilmente memorizzabili. Si è cercato di
realizzare un testo, “semplice”, fluido e diretto, senza tanti
fronzoli e “paroline” complesse, in modo tale da non confondere,
raggiungere il maggior pubblico possibile, senza intimidire o
scoraggiare il lettore; attenti sempre, comunque, a non creare -
considerata la complessità del tema e significato clinico -
diffidenza, tensione e noia, ma proporre un contenuto scorrevole,
efficace, chiaro e accessibile, renderlo fruibile a tutti. Mettiamoci
subito all'opera evitando, dunque, luoghi comuni e banalità,
prendendo in esame piccole cose concrete, che possono aiutare a
risvegliare il nostro talento e migliorare il rapporto col mondo
interiore: fare chiarezza sui pensieri tossici, distanziandoci da
essi, rimettere in ordine idee disordinate e confuse … ricostruire
e far evolvere un “nuovo” percorso evolutivo più naturale e
salutare: libero, singolare e autonomo (decluttering mentale)!!!
uel
caffè preso, tranquillamente, anche da soli e in silenzio, può
diventare un vero e proprio “toccasana”: sollevare il corpo, la
mente e lo spirito … migliorare la capacità di prendere decisioni
originali, fare scelte più lucide, mirate e consapevoli … in grado
di valutare, con maggior lucidità, anche le conseguenze delle nostre
scelte e decisioni!!! Un gesto semplice che, staccando e rompendo la
routine, diventa improvvisamente un prezioso rito rigenerante,
vivace, brioso e corroborante, ricco di spensieratezza, soddisfazione
ed armonia: un momento di valore, intimo e simbolico. Tale bevanda
interrompe, se si è presenti a se stessi, non solo il brusio
mentale, smette di essere “anonima”, un qualcosa di comune,
banale, “insignificante”, ordinaria e, soprattutto, mai consumata
per riempire dei “vuoti” affettivi, ma può trasformarsi in una
risorsa preziosa, diventare, improvvisamente, una cerimonia privata
sofisticata, raffinata, prestigiosa e di stile; un'alchimia che
trasforma interiormente, apre orizzonti sereni, va direttamente ad
arricchire la nostra unicità in profondità e potenziare capacità
latenti, colmare carenze affettive e relazionali: un “Aurum nostrum
non est aurum vulgi” … stimola a dare il meglio di se stessi,
realizzare potenzialità e talenti!!! In breve, diventa un “espresso”
di altissima qualità, ricercato, unico, delizioso, potente e
rinfrescante. Un “infuso” di pregio, pieno di stimoli, sensazioni
piacevoli e con proprietà decisamente tonificanti: suscita piacere,
un sentimento di leggerezza, sicurezza e stima profonda; con tutti i
suoi aromi, sapori gradevoli ed esaltanti, distende, rinforza,
conforta, apre la porta alla fantasia e creatività: accarezza,
avvolge, esalta e ritempra. ttenzione, però, tutto questo non è
dovuto all'assunzione dell'alcaloide naturale in questione, ma
semplicemente dall'atmosfera creata, dal nostro atteggiamento verso
di esso (rituale) … stiamo valorizzando la nostra persona,
mettiamo in atto un impronta benefica che stimola a migliorarsi,
cura, un vero e proprio processo terapeutico … ascoltandoci in
profondità diamo priorità ai nostri reali bisogni e necessità …
accettandoci e rispettandoci, senza se e senza ma, per quello che
siamo e facciamo, sempre nel rispetto di se stessi e degli altri!!!
Un gesto semplice e speciale, unico, intenso e non ordinario, solo
nostro, che ci mette in contatto con le sensazioni più genuine,
sincere, naturali e profonde; un sentire che, privo di inganni,
finzioni ed artifici vari, fa bene all'umore, va dritto e “gonfia”
il cuore!!! Quell'esperienza sensoriale perde, però, la sua
“normalità”, diventando “esclusiva”, straordinaria e
speciale, solo se viviamo nel “qui e ora”, in armonia e sintonia,
con noi stessi ... appaga, rallegra, gratifica animo, cuore e
palato!!! Calarsi nel “momento” presente, significa esistere,
avere padronanza di sé, entusiasmo e interessi, essere consapevoli
del proprio ruolo e posizione sociale ... responsabili e dinamici,
agire liberamente ... aiuta a sospendere fastidiose, fuorvianti ed
inutili distrazioni mentali!!! … incoraggia ad agire con
ponderazione e fermezza, in modo chiaro e preciso!!!... mantiene
l'apparato cerebrale curioso, calmo, quieto, fermo, attento,
rilassato e tranquillo!!!
ulla
base di quanto commentato ed analizzato, nell'ultimo articolo,
possiamo affermare che “godersi l'attimo” genera - riducendo
ansia, allontanando pensieri intrusivi e impulsi indesiderati - un
senso di gioia stabile, soddisfazione diffusa e armonia profonda,
all'intero organismo: agevola i rapporti, favorisce la comunicazione,
migliora sia la salute fisica sia quella psichica. Parafrasando
Orazio, potremmo dire: ”””Carpe Diem, quam minimun credula
postero””” o, meglio, “afferra il giorno” e goditi
l'attimo. Mai sprecare il tempo presente, per tentare di interpretare
il futuro (incerto … pieno di ansia), ma cogli - se vuoi mantenerti
sereno - le opportunità del momento: approfitta della giornata e
sfrutta l'istante!!! Adottare questa strategia significa mantenere e
conservare uno stato d'animo placito, pacato e disteso, preservare
calma e tranquillità: rinforza sicurezza e stimola l'azione!!!
Vivere nel presente permette di gestire efficacemente non solo
l'umore instabile, ma anche affrontare e modificare pensieri
sovraffollati, contorti e fastidiosi; un piano d'azione per contenere
impulsi sgraditi, arginare idee invadenti, schemi mentali
disfunzionali e frenare immagini fastidiose ... trovare sollievo,
sostegno e conforto nei vari rapporti interpersonali!!! Se vogliamo
veramente dare una scolta serena alla nostra vita, dobbiamo
immergerci completamente nell'istante attuale: accantonando timori e
preoccupazioni “fuori” tempo ... è l'approccio vincente e
migliore, porta al successo, indica la giusta strada per migliorarsi
e cambiare!!! Una pratica utile, consapevole e responsabile, per
stare bene in profondità e creare armonia all'intera struttura
psicosomatica … raggiugere equilibrio, consolidare la salute e
potenziare il benessere interiore in modo stabile e duraturo!!!
' il
tempo presente che ci permette di esprimere il vero potere d'azione,
consente di prendere decisioni, agire o cambiare le cose a nostro
favore; il passato è immutabile, non si può riscrivere, mentre il
futuro rimane sempre incerto ed imprevedibile, carico di ansia ed
angoscia … può non si modificare quello che è gia stato vissuto,
tantomeno cambiare quello che non esiste ancora!!! Prendere le dovute
distanze dalle preoccupazioni “futuristiche” è, quindi,
sicuramente, un'altra strategia valida ed altamente efficace, per
gestire l'umore, affrontare disagi esistenziali, scongiurare picchi
tensivi, crisi esagerate e torbide, sedare agitazioni diffuse ed
improvvise ... governare situazioni emotive intense, difficili e
travolgenti!!! “Autodistanziarsi” da idee fisse e schemi mentali
invalidanti è un approccio psicologico funzionale che permette di
ridurre l'ansia anticipatoria e, soprattutto, salvaguardare la salute
fisica, mentale ed emotiva; un modello reattivo valido ed efficace,
riconosciuto da tempo, per prendersi cura di sé, dedicare più
attenzione ai propri bisogni essenziali e necessità vere, rendere i
rapporti più sereni e tranquilli: prevenire, curare e recuperare
importanti funzioni vitali!!! Mantenendo una visione realistica del
presente, senza nessun “intermediario mentale” (passato -
futuro), si proteggono i propri valori, l'immagine di se stessi e
l'autenticità, si rinforza il sistema immunitario e si abbassa il
livello di cortisolo … la qualità della vita, migliora senza alcun
dubbio!!! Le previsioni catastrofiche, pensieri pessimistici e
scenari oppressivi ipotetici, evocando uno stato d'animo allarmante,
che genera apprensione, preoccupazione e timori paralizzanti, mandano
in cortocircuito l'apparto cerebrale, confondono decisioni, scelte e
progetti: “modellano” il processo decisionale e ogni sistema
relazionale … un sovraccarico mentale, cognitivo ed emotivo che
blocca completamente il pensiero, spegne iniziative, interessi e
voglia di fare!!!
ttenzione, però, non significa vivere alla
giornata in modo “leggero”, superficiale ed irresponsabile, ma
piuttosto un invito ad essere concentrati e focalizzati, sui “tesori”
del momento che, il mondo circostante, ci può offrire naturalmente e
“gratuitamente” come, ad esempio, apprendimento continuo,
conoscenza dettagliata, trasformazione significativa e la possibilità
di un cambiamento emotivo radicale più sano, libero e spontaneo:
trasformare o “correggere” reazioni impulsive in gesti
consapevoli e costruttivi … convertire ostacoli in vere e proprie
opportunità!!! Non dobbiamo mai dimenticare che l'ambiente è la
nostra “casa”, ci offre sempre cose originali e concrete, di
grande valore emotivo, relazionale ed affettivo ... favorisce uno
scambio sincero ed empatico tra noi, gli altri e tutto ciò che ci
ruota intorno a “costo zero e senza pagare “dazio” …
l'ambiente è un luogo di incontro e scontro che educa e plasma la
mente, stimola curiosità e creatività!!! ... uno scenario
fantastico che incanta la mente, crea un fisico sano, stimola la
riflessione, agevola lo sviluppo personale, la crescita sociale e
culturale … ci dà l'opportunità di acquisire competenze, affinare
e maturare abilità sofisticate!!! Dobbiamo allontanarci anche dalle
ruminazioni mentali ossessive sul passato, pensieri costantemente
focalizzati su offese ed errori, perché - scatenando un'ondata
adrenalinica continua ed improvvisa - compromettono, a lungo andare,
la salute cardiovascolare e la qualità della vita emotiva… si
rievoca solo un inutile e devastante senso di colpa!!! Un picco
ormonale che non solo può creare tensione, palpitazione e tremori
diffusi, ma anche tristezza intensa, nostalgia e malinconia profonda
(depressione): indebolisce la testa e “spezza” il cuore!!! '
fondamentale rimanere, pertanto, concentrati e lucidi, sulle
sensazioni sperimentate al momento presente, “qui e ora”, perché
solo loro - liberandoci da rimpianti, nostalgie stantie e timori
esagerati - ci fanno sentire vivi, curiosi, entusiasti e reali:
attenti a ciò che accade dentro e fuori di noi con consapevolezza!!!
… sono ricche di sollecitazioni sane, impulsi creativi e spunti
cognitivi innovativi!!! Producono cultura, stimolano crescita ed
evoluzione personale. Temperatura, odore, profumo, gusto e sapore,
sono percezioni sensoriali che ci fanno sentire leggeri, soddisfatti,
dinamici, energici, completi e vivi: incidono profondamente sul
nostro umore e benessere generale … anche il processo percettivo
visivo ha un impatto rapido, forte e deciso, sul nostro stato
emotivo, scelte e decisioni quotidiane!!! I colori influenzano,
infatti, profondamente il nostro umore, rendono più vivace,
stimolante, entusiasmante, gradevole e “bella”, ogni nostra
l'esperienza vissuta direttamente, concentrati sul “qui e ora” …
diventa ricca, intensa, variegata, piena, appunto, di colori
vivaci!!! Mangiare in un piatto di porcellana di qualità, raffinata,
di gusto e fattura elevata, con finiture eccellenti, ad esempio, può
impreziosire e gratificare i sensi; un qualcosa di maestoso che rende
il rituale del pasto, più interessante, armonioso e gradevole:
valorizza ed eleva la commensalità. Non solo la “cromaticità”
alza l'asticella dell'umore e rende l'atmosfera serena e gioiosa, ma
crea anche un clima di apertura, sottolinea il piacere dell'unione e
dell'ospitalità. Stimola storia, tradizione, aiuta a scoprire
valori, promuovere curiosità e nuove conoscenze ... essere aperti,
dare e ricevere, scambiare emotivamente esperienze interpersonali!!!
... valorizza e arricchisce i rapporti: aiuta a sviluppare nuove
iniziative ed idee creative!!!
ere in un bicchiere di “cristallo”,
offre e stimola, inoltre, senza alcun dubbio, un'esperienza
organolettica superiore e raffinata, rispetto ad un bicchiere di
plastica dozzinale ed improvvisato: crea una sensazione diversa, di
classe, leggera, gradevole e delicata!!! Che dire poi di quel piatto
di cappelletti ferraresi o tortellini bolognesi che stimola - senza
sconfinare nel campanilismo estremo - palato e cervello, rilasciando
dopamina e serotonina? Se siamo presenti con tutti i sensi, sulle
nostre azioni, non sarà più lo stesso “ripieno”, la “solita
pasta”, ma un capolavoro, una piccola opera d'arte davvero insolita
e saporita, una preziosa, ricercata e “sofisticata” alchimia
culinaria … un gioiello gourmet invidiabile, creativo, delicato,
prelibato ed eccellente … un'esperienza superiore e raffinata che,
nonostante la nostra scarsa preparazione culinaria, può diventare
sensazionale se accompagnata e stimolata da curiosità, interesse,
entusiasmo, brio e passione!!! In breve, se non si inciampa negli
automatismi, la vita può diventare più interessante, deliziosa e
gustosa!!!
e
vogliamo conoscerci a fondo, sentirci appagati per quanto realizzato,
costruire una sana autostima, ripulire la mente da un eccesso di
pensieri intrusivi, raggiungere la piena soddisfazione interiore in
modo duraturo e permanente, dobbiamo promuovere uno stato psicofisico
equilibrato, sereno ed armonioso. La strategia migliore, per
conseguire questi risultati, è stare nel presente. Focalizzarsi
pienamente nel “qui e ora” significa migliorare la
concentrazione, ottimizzare progetti e massimizzare prestazioni. In
poche parole, aiuta a raggiungere - riducendo stress ed eliminando
gesti ripetitivi - traguardi “prestigiosi”, senza sottoporsi a
sforzi inutili e fatiche estenuanti, che non servono a nulla … solo
ad avvilire e confondere!!! Un processo mentale che, eliminando
interferenze, distrazioni e preoccupazioni esterne, produce una
sensazione immediata di serenità, disinvoltura e naturalezza; un
fenomeno accompagnato e confortato, continuamente, da una profonda
percezione di efficienza, leggerezza, soddisfazione e
gratificazione!!! L'equazione è abbastanza semplice ed immediata:
meno trappole mentali, più spontaneità, gioia, serenità e
consapevolezza ... sentimenti intensi e piacevoli che evidenziano un
sano rapporto con il mondo emotivo e, soprattutto, confermano il
riconoscimento del proprio valore nel gestire i compiti quotidiani!!!
L'azione di concentrarsi sul momento presente - consapevolezza di ciò
che si sta facendo mentre lo si realizza - promuove armonia e
benessere tra psiche e soma, rafforza legami sociali, migliora
l'ambiente di lavoro incoraggia fiducia e collaborazione
responsabile: apertura, coinvolgimento, cooperazione e nuove idee
creative.
na impostazione mentale efficace, che non solo migliora la
propria esistenza, capacità di gestire le difficoltà, creare
un'atmosfera fiduciosa, un ambiente sicuro e tranquillo, ma invita
anche a guardarsi dentro, interrogarsi con rigore ed onestà sulle
proprie scelte, ruminazioni, reazioni e motivazioni!!! ... una
“coerenza” psicofisica che permette autoregolazione e benessere
globale!!! Sollecita un dialogo interno costruttivo e funzionale che
trasforma gesti istintivi in “scelte” ponderate e consapevoli!!!
Non è solo una semplice ed improvvisata strategia psicologica, ma
anche le fondamenta su cui poggia e si consolida la vera autostima;
una impostazione mentale efficace, per migliorare la propria
esistenza, capacità di gestire le difficoltà, creare un clima
fiducioso e un ambiente accogliente. Riducendo distrazioni inutili,
si aumenta, infatti, attenzione, apprendimento e voglia di fare ...
eliminando il superfluo, la mente si concentra solo su obiettivi
concreti e creativi!!! Come è stato sottolineato più volte, vivere
nell'istante, è la strada giusta, permette di non lasciarsi
sopraffare, influenzare o manipolare da tutto ciò che è già stato
concluso da tempo o da quello che dovrà accadere … guai farsi
condizionare da nostalgie dolceamare o preoccupazioni futili,
irrazionali e perditempo!!! In breve, sprecare tempo dietro giudizi
di valore, prosciugare inutilmente energie e risorse mentali
preziose!!! Riscoprire l'importanza delle piccole azioni - incluse
quelle accantonate da tempo, apparentemente insignificanti o date per
scontate - è un atteggiamento psicologico corretto, sano,
funzionale, benefico e produttivo. Un approccio mentale, davvero
importante, protettivo e vantaggioso a livello di sinergia mente –
corpo: stimola vitalità, realismo, senso pratico e sicurezza ...
efficace per il nostro benessere emotivo, affettivo e relazionale!!!
… aiuta a costruire in modo deciso e determinato nuove capacità
sociali e abilità cognitive essenziali!!! Questo processo mentale
attivo, partecipa non solo a sviluppare la ricerca costante,
stimolare curiosità, approfondire e aumentare conoscenze, ma anche
trasformare abitudini automatiche in vissuti concreti e attuali …
superare limiti ed approdare su nuovi territori, scoprire stati
d'animo sconosciuti o inesplorati!!! Non ci sono dubbi, allargare il
campo percettivo, sviluppare pensieri critici e pragmatici, ci rende
più forti, sicuri, disinvolti e determinati, accresce il sapere e
sollecita ad andare oltre le cose, al di là dell'apparenza …
stimola il giusto appagamento, la gratificazione immediata, ben
meritata e calibrata!!! Un atto percettivo che permette di
focalizzarsi su fatti veri: quello che si ha davvero e non su ciò
che manca.
assare dal “pilota automatico” ad un pensare come
gestire la propria vita in modo concreto, consapevole ed
intenzionale!!! Consente di riconoscere, interpretare e apprezzare,
direttamente, pensieri benevoli e ottimisti; anche quelli fastidiosi,
intrusivi o percepiti come nocivi, possono stimolare, insegnare
qualcosa, semplicemente, perché possono mettono in luce ciò che è
stato accantonato da tempo … chiudendo, magari, gli occhi per il
quieto vivere!!! … visti da una angolazione diversa diventano una
fonte di conoscenza … sviluppano spirito critico rendendoli
veramente importanti per noi!!! Un fenomeno che può dare, a livello
psichico, impulsi tangibili, spinte rilevanti, rendere più attenti,
liberi e curiosi … influenzare e fornire nuovi piani d'azione per
trasformare - a fini benefici e a nostro esclusivo vantaggio - la
realtà avversa … organizzare e pianificare azioni concrete per
migliorare sia la crescita personale sia i rapporti affettivi!!! Un
impatto diretto sui nostri sensi che risveglia l'anima e fa rinascere
dal torpore: rinnova, trasforma ed evolve … alla prossima, si
cambia, direbbe ancora una volta la persona scaltra!!! Stati d'animo
spesso assopiti da intrighi mentali che boicottano, manipolano la
serenità e alimentano l'insicurezza (overthinking)!!! … pure i
dettagli inconsueti possono sbalordire, incantare e impressionare
vivamente la mente!!! Se vogliamo veramente disinnescare i meccanismi
psichici automatici e prendere il posto di comando della nostra vita,
dobbiamo ritornare a “sentire” in profondità, anche i gesti
quotidiani più semplici e banali, possono diventare creativi e dare
un senso alla vita. Lo strumento principale è percepire ogni cosa
senza esclusione di colpi; per raggiungere i nostri obiettivi,
dobbiamo “sentire”, affinare i sensi, allenarsi, allenarsi e
ancora allenarsi, cogliere ogni cosa ... anche quelle situazioni più
strane, insolite, nuove e singolari, vanno prese in consegna e
sapientemente smistate!!! icorda, sono gli schemi mentali ossessivi
e i lamenti continui che scavano e fanno un “buco” profondo
nell'anima … una voragine emotiva da cui è difficile risollevarsi,
ristabilirsi e rialzarsi!!! Vedo, sento, tocco e annuso, significa
non solo riconnettersi velocemente con la propria dimensione
sensoriale, unica ed autentica, ma anche raggiungere pace, stabilità,
sicurezza ed equilibrio emotivo. Allontanarsi dai ricordi spiacevoli
e preoccupazioni future inutili, aiuta a gestire panico e tarli
mentali molesti!!! … non più perdersi, quindi, nei pensieri
ripetitivi e ossessivi, ma restare ancorati sul corpo in modo
convinto, curioso, dinamico e concreto!!! E' il “sentire” genuino
e schietto, che attivando, in tempo reale, i circuiti cerebrali
legati al benessere e alla felicità, nutre il corpo e l'anima ...
diventa un approccio terapeutico valido e fondamentale, per
interrompere pensieri intrusivi, intensi ed invalidanti ... lascia
un senso di leggerezza, forza, appagamento, piacere, soddisfazione e
pienezza interiore!!! Avere la consapevolezza del momento significa,
non solo essere “svegli” e attenti, a ciò che accade dentro e
fuori di noi, ma anche percepire le cose che possono far bene o male,
avvicinare o allontanare … vivere o non vivere!!! Un chiarimento su
quanto appena descritto ed affermato, ci viene da un colloquio
terapeutico, chiesto da Maurizio, per una persistente “apatia” e
stanchezza cronica.
urante un incontro fu esaminato il fenomeno
mentale intenzionale relativo ai “tempi ingannevoli”; venne messo
in evidenza che questo singolare tipo di percezione poteva essere
fuorviante e creare false aspettative ... un meccanismo psicologico
che può distorcere la realtà e, a volte, rischia di alterare in
profondità la qualità di vissuti e ricordi. Il segnale non verbale
di Maurizio, con la testa, fu immediato, chiaro, preciso e diretto:
indicava disaccordo e dissenso totale … la pensava in modo
leggermente diverso!!! Mi disse, sorridendo: “Sa dottore, con me
sfonda una porta aperta, perché io il “presente” lo vivo fino in
fondo, me lo godo e assaporo appieno ogni giorno. A pranzo e a cena
mangio, regolarmente, “bene” e abbondante, mi bevo una bottiglia
di vino, sono tranquillo, allegro, sollevato, socievole e sereno fino
a sera, la notte dormo come un ghiro … riesco a gestire
tranquillamente e con disinvoltura tutti i miei stati d'animo
difficili, so perfettamente cosa fare o non fare, come e quando
controllare l'umore!!! Per Maurizio, tutto ruota”va” attorno -
con una certa smania e “incoscienza” - a questo rituale o, a
seconda di una visione più attenta, dipendenza severa, piuttosto
dannosa ed invalidante. Chiesi a Maurizio come funzionava il suo
fegato. Bene, bene, non posso certo lamentarmi, rispose
immediatamente con una certa ironia e ostentando disinvoltura. Ma,
purtroppo, non era esattamente così. Dopo un uso prolungato ed
eccessivo, di questa bevanda (pare venti anni ca.), arriva la
diagnosi: “cirrosi compensata”. Parlammo a lungo, in modo
dettagliato ed esaustivo, dell'argomento, consultando una vasta
documentazione scientifica specializzata, della tossicità di questo
“liquido” e in che modo può danneggiare la cellula epatica …
quanto impiega il fegato, inoltre, a metabolizzare un banale
bicchiere di vino!!! … informato sui “fatti” e rischi reali,
rimase a dir poco sbalordito, disorientato, attonito … per quasi
tutto il resto dell'incontro, senza parole!!! Maurizio si era
“concentrato” solo sui “benefici” parziali e sull'euforia del
momento, aveva completamente trascurato o non considerato il lavoro
esagerato che l'alcol impone ai vari organi del corpo.


a
storia di Maurizio è piuttosto comune ed abbastanza classica, mette
in luce un'altra dipendenza chiamata, dai “tecnici” del settore
sanitario, oniomania (shopping aggressivo e sfrenato … disturbo del
controllo degli impulsi ... incapacità di resistere ad una
tentazione). Una forma di condotta dominata da un feroce automatismo,
in cui il soggetto, senza alcun controllo psichico, è incapace di
resistere allo stimolo di acquistare qualcosa ... faccenda piuttosto
seria e delicata, in cui manca, completamente, pensiero razionale e
attenta riflessione!!! Il “malato” da shopping ricerca l’acquisto
per sedare, attraverso il possesso di un oggetto, altri bisogni
insoddisfatti, in genere di tipo affettivo ed ansiogeno. Tale
fenomeno, si manifesta prima con l’emersione del desiderio, seguito
dall’impulso ad acquistare e dal piacere “sfumato” che ne
deriva, poi subentra un devastante e sproporzionato senso di colpa
per aver ceduto a una spesa banale ed inutile. Si tratta, dunque, di
un comportamento sconsiderato caratterizzato da acquisti di beni
superflui; manca completamente consapevolezza situazionale, dove la
valutazione dei rischi e pericoli è alterata o inesistente (vedasi
la “dipendenza” di Maurizio)!!! Questa modalità reattiva viene
messa in atto per gestire ed alleviare, conflitti, stati d'animo
negativi e conflittuali; ansia, stress, rimpianti, rancori e senso di
vuoto interiore, sono le principali cause di questo meccanismo di
difesa psicologico!!! Una dipendenza frustrante ed invalidante, che
si manifesta, dunque, con un desiderio irrefrenabile ed estenuante a
fare acquisti “insensati”: non si tratta di “svago”,
passatempo o leggerezza, ma di un atto temerario, stolto e
sconsiderato, che non porta da nessuna parte … se non impantanarsi
ancora di più nel malessere emotivo, incastrarsi ulteriormente, in
uno stato di sofferenza profonda!!!
n gesto spinto, comunque, da una
profonda agitazione e tormento interiore, che il soggetto tenta, in
qualche modo, di arginare, sedare, zittire o neutralizzare, con la
compera smodata di beni “dannosi”, “nocivi” e di scarsa
qualità. Attenzione, possedere l'oggetto, però, non significa
alleviare o cancellare completamente i drammi emotivi, tormenti e
riempire vuoti affettivi, ma compromettere anche la vita sociale e
lavorativa; non porta, assolutamente, a vivere meglio, in modo più
sereno e felice, perché abbiamo a che fare con un meccanismo
psicologico difensivo inconscio di compensazione, che cerca di
gestire o far fronte, il più delle volte, in malo modo, a vari stati
d'animo turbolenti ed invalidanti ... lascia un senso marcato di
inferiorità, debolezza diffusa e frustrazione profonda!!! L'idea che
tale atto possa capovolgere e risolvere certi disagi profondi, è
solo un tentativo illusorio, ingannevole e provvisorio; una soluzione
temporanea e fallace, in quanto emergono, dopo l'acquisto, ulteriori
sensazioni emotive dolorose e deprimenti come: sensi di colpa,
tristezza, vergogna, rimorso, insoddisfazione e, spesso, problemi
economici seri … lasciano abbattimento, scoraggiamento e,
soprattutto, prosciugano energia vitale preziosa!!! Il “feticcio”
che dovrebbe placare l'ansia perde, subito dopo, valore, importanza e
considerazione. Si “svaluta” immediatamente e viene ignorato,
accumulato, accantonato e dimenticato in qualche stambugio oscuro; si
snobbano, dettagli, caratteristiche ed aspetti funzionali anche
importanti ... lasciano il soggetto indifferente, avvilito e privo di
entusiasmo. L'oggetto viene acquistano non perché è fonte di
piacere e soddisfazione, ma solo come valvola di sfogo: serve per
calmare, gestire i tormenti dell'anima e sollevare l'umore … un
tentativo maldestro per mantenersi in equilibrio!!! … scaricare
tensioni intense, sciogliere nodi psichici e liberare da conflitti
profondi!!! Con questo comportamento non si sperimenta compiacimento
interiore e, quindi, provare un senso di pienezza o appagamento
attraverso il possesso o il suo utilizzo … ci si ritrova
improvvisamente in uno stato di totale anedonia!!!
uesto modo di
fare è una pura “distrazione” che allontana completamente dal
“qui e ora” … abbiamo un cervello poco fluido, che funziona a
scatti (alterazioni nei sistemi serotonina e dopamina)!!! Il momento
non è vissuto con gioia, piacere, entusiasmo ed equilibrio, ma con
frenesia, apatia, nervosismo e distacco emotivo … l'oggetto diventa
l'unico testimone della nostra sofferenza emotiva!!! … niente
entusiasmo ed eccitazione, perché è un modo di reagire ad un
pensiero intrusivo, schemi mentali viziati ed emozioni pendenti!!! La
consapevolezza è, dunque, la capacità di comprendere ciò che è
benefico e ciò che è nocivo, riconoscere le conseguenze dei propri
atteggiamenti ed azioni, quello che si può fare o non fare …
valutare rischi, danni e pericoli delle azioni e ponderare con
attenzione le possibili conclusioni (vedasi il caso di Maurizio)!!!
Per alcuni potrebbe diventare una parolina - sentirla ripetere più
volte - sgradevole, fastidiosa o magari troppo abusata, sicuramente
complessa e profonda, ma è un'introspezione, un atto riflessivo, che
va fatto e ascoltato attentamente, per il benessere personale sia
fisico sia mentale ... può portarci su un percorso di vita più
felice, verso un cambiamento concreto e rinnovamento profondo … una
presenza mentale, uno strumento psicologico concreto, per crescere
bene e liberi da vincoli nevrotici!!! E' la capacità di portare
l'attenzione in modo semplice, chiaro ed intenzionale, su ciò che
accade dentro e intorno a noi, escludendo giudizi di valore
eccessivamente selettivi, pesanti e severi. Allontana non solo dal
mettere in moto comportamenti autolesionistici o autosabotaggi
psichici, ma attiva anche strategie vantaggiose ed utili per la
propria salute!!! Capire, mettere a fuoco sia benessere sia
turbamento, rischi e certezze, in quello che realizziamo, significa
avere una consapevolezza matura, unica e costruttiva da aggiungere
alle nostre esperienze quotidiane. Se ci troviamo improvvisamente
“insensibili”, “impantanati” nel “caos”, nel disordine
interiore, con un forte timore di perdere il controllo,
impossibilitati o incapaci di reagire, facciamoci aiutare, star
meglio si può, davvero … se non si interviene tempestivamente sul
problema il rischio è alto: può persistere nel tempo, diventare
cronico!!! Ricordare (memoria) o anticipare (proiezione) sono,
quindi, dei processi psichici complessi che possono immobilizzare,
falsare o “creare” in modo ingannevole le vicende esistenziali …
produrre, a seconda dei vari stati d'animo, incertezza, timori,
malinconia e disistima!!!
a memoria, è, infatti, un atto mentale,
spesso, del tutto inaffidabile perché tende - quando si è giù di
corda - a “ruminare” passivamente, travisare, rimanere
tendenzialmente ancorati a cose vissute in modo pessimistico o
fissarsi solo sugli aspetti dolenti: comportamenti deplorevoli (senso
di colpa), mai realizzati, ma solo pensati; per una mente agitata,
confusa e fragile, appare più facile e semplice, quindi, rievocare
umiliazioni, delusioni, amarezze, insuccessi e fallimenti, anziché
belle cose, come ad esempio esperienze o eventi piacevoli,
memorabili, gratificanti, esaltanti, gloriosi e appaganti …
attivare cose buone per noi, spazzando via tormenti e disagi
fantasiosi!!! ... sono i sentimenti “forti” e tormentati che -
per scarsa autostima - si ricordano più facilmente, dominano la
scena e ogni gesto possibile, confondono vissuti ed idee … possono
influenzare la percezione di sé e gettare in un profondo sconforto e
malessere depressivo!!! La nostalgia si trasforma, a volte, nel
tormento carnale, in una sofferenza fisica e mentale incontenibile …
ci si concentra su questo sentimento per rallegrarci un po', a volte,
solo su fatti e vissuti “rosa”, idealizzandoli o manipolandoli,
illudendoci che potrebbero tornare allo stesso modo. In alcuni casi,
tale meccanismo psicologico non è per niente fedele alla realtà,
interpreta gli eventi in modo distorto e in funzione dello stato
mentale … soprattutto se si stanno facendo, al momento, cose poco
entusiasmanti, gioiose, gratificanti o felici!!! Ma pensandoci bene,
quelle esperienze erano davvero fantastiche, meravigliose e
straordinarie? Il futuro rimane, non potendolo controllare, invece,
un'attesa confusa, inquietante e apprensiva di pericoli imminenti;
una fotocopia di vissuti in attesa, basata su aspettative caotiche,
allarmanti e deludenti, che creano insicurezza, incertezza ed
instabilità … sarà, quindi, la “predizione” a plasmare,
quegli eventi percepiti, temuti, carichi di paure e tensioni!!! …
un'ansia anticipatoria che destabilizza, annulla e cancella il
presente, danneggia la salute, ostacola la riflessione, il desiderio
libero ed autonomo.
a
come si può migliorare quell'immagine di se stessi - insistentemente
invocata e mai raggiunta - in modo solido, autentico e ben
strutturato? Rafforzare l'autostima rispettando se stessi,
indipendentemente dai giudizi altrui? Realizzarsi, creare una vita,
“tranquilla”, appagante e più felice possibile? Guai annullarsi
per compiacere a qualcuno o soddisfare le aspettative del prossimo!!!
Attenzione, però, niente idealizzazione, maschere e scorciatoie, ma
solo azioni concrete e consapevolezza della realtà, fondamentale per
riaccendere l'entusiasmo … percepire le cose per quello che sono
veramente!!! Tieni presente che l'autostima non è un processo
mentale “realistico”, ma fluido e dinamico che si evolve strada
facendo. Nasce e si costruisce attraverso rapporti, interazioni,
successi, sconfitte e fallimenti: dipende da fattori esterni, ma
anche dall'atteggiamento interiore con cui elaboriamo legami ed
affetti ... una costruzione continua, scrupolosa, benefica ed attenta
verso se stessi per tutta la vita; dobbiamo “appassionarci”,
considerare attentamente i nostri bisogni fisici, emotivi, mentali e
spirituali: essere presenti, aperti e “disponibili”!!! …
“sviscerare” quell'amor proprio che si traduce in azioni concrete
e, soprattutto, diventa il pilastro portante della nostra salute
psicosomatica complessiva!!! Ricorda, non si può essere
completamente “sani” se mente e corpo non sono in armonia tra
loro!!! I nostri “giudizi” possono essere, però, “influenzati”
direttamente da distorsioni cognitive, alterati da schemi mentali o
azioni: interferire sia sul modo con cui si ricorda il passato sia
sulle previsioni future: tranelli mentali che distorcono
profondamente informazioni e realtà!!! L'autostima è un'esperienza
umana che se viene interpretata correttamente - con una giusta
apertura mentale e consapevolezza - genera meraviglia e stupore …
interrompe il “brusio” mentale, ogni pensiero invadente e
sgradito!!! ... spazza via i tormenti e disagi continui, riaccendendo
la voglia di fare!!! In breve, riguarda il nostro modo di pensare
singolare e personale, una visione, comunque, emotiva unica, non
replicabile: come percepiamo il nostro valore personale …
attraverso le nostre qualità, competenze e risorse psicologiche!!!
roviamo ad approfondire o comprendere in profondità questo
“giudizio” personale … esaminarlo attentamente, capire qualcosa
di più sui dettagli e approfondire alcuni aspetti tecnici specifici
... possibilmente con coerenza, senza sbandare, alterare o confondere
la narrazione … evitare di sconfinare su concetti troppo banali,
scontati, semplici ed eccessivamente “triti”!!! Orbene, un
individuo che ha sviluppato nel tempo un “apprezzabile” concetto
di se stesso non è triste, ma non deve nemmeno delirare di felicità
o “sbellicarsi” dalle risate. Non è pessimista, ma il suo
ottimismo non è mai sfrenato e fuori discussione … controlla,
esamina e valuta consapevolmente il contenuto di ogni sua esperienza
senza scartare nulla a priori!!! La fiducia nelle sue capacità
rimane ferma e determinata, prende le distanze da “passato” -
“futuro” e, soprattutto, rimane centrato sul presente evitando di
farsi schiacciare dalle difficoltà o coinvolgere da tensioni
improvvise ed inutili … affronta le situazioni con calma senza
lasciarsi sopraffare dalle emergenze!!! Non è né temerario, nemmeno
libero da qualche piccolo timore fastidioso, silenzioso e subdolo;
non è incosciente e sconsiderato, ma saggio nel valutare il suo
mondo interiore: è fallace, mai immune ad esperienze e momenti di
“perplessità”, provare dubbi ed incertezze di fronte agli eventi
della vita … non deve dimostrare nulla, tantomeno essere diverso!!!
Ha la consapevolezza di non vivere continuamente sul podio, nel
successo o seduto sugli allori, ma sa anche con precisione di non
essere un fallito o un perdente … conosce perfettamente il suo
valore personale reale e non si presenta mai in scena come primo
attore!!! Ad ogni modo, chi ha una buona immagine di se stesso è
capace di donare, elargire, in modo naturale e spontaneo, affetto ed
amore, offrire supporto spontaneo empatia, ascolto sincero e
comprensione autentica … mai in modo premeditato, in funzione di …
o progettato a tavolino!!! Si sente a proprio agio, meno solo e per
niente inadeguato di fronte ad esperienze nuove ... per nulla
invadente!!! Il più delle volte agisce con risolutezza, ferma
volontà e determinazione, senza creare dipendenza affettiva ...
sicuro e fiducioso del suo modo di fare, delle sue reali qualità e
capacità, senza mai calpestare, sminuire o attaccare chi la pensa in
modo diverso!!!
olitamente è di buona compagnia e
ragionevolmente aperto alle cose della vita, disponibile ad ogni
esperienza nel rispetto dell'altro: facilita relazioni sane,
equilibrate, senza creare isolamento, “sacrifici” o “masochismi”
inconsci. Ovunque vada o si trova, mantiene viva, cara la propria
autenticità ed individualità: verso se stesso, coppia, ambito
lavorativo e sociale!!! Ma come è possibile conseguire tutto
ciò? Come possiamo migliorare la nostra immagine? Come
sostenere uno stile di vita forte, vigoroso ed energico senza
inciampare nella disistima e precipitare nei disastri
emotivi? Descrivere o indagare su questi temi - visto l'alto
grado di tecnicità - non è cosa semplice. Migliorare la propria
immagine, infatti, richiede il più delle volte un intervento
terapeutico qualificato e, quindi, la conoscenza di dinamiche
psichiche e relazionali … una discreta terminologia tecnica per
descrivere alcuni processi mentali consci ed inconsci … difficile
separare ciò che è un nostro prodotto mentale schietto e ciò che è
stato “appreso” o inculcato!!! La “terapia” consiste nel dare
una nuova impronta alle abitudini, specialmente alla disposizione
d’animo che si ha nei confronti di se stessi e di tutto ciò che
ruota intorno. Non dobbiamo mai dimenticare che i nostri
sentimenti dominano la percezione del mondo circostante. Ciò
che vediamo e il modo in cui valutiamo le cose, sono due fenomeni
condizionati da quel che pensiamo di noi stessi: dubbi, insicurezze,
autosvalutazione e visione distorta di sé … percepiamo il mondo
circostante non per quello che è, ma per come lo vediamo e lo
interpretiamo noi!!! Non
è possibile evitare tutto ciò con una sola “mossa” o poche
conoscenze o alcuni dati disponibili pasticciati. Molti
pensano di essere in grado di accettare se stessi, altri invece non
ci riescono. Questa capacità valutativa, accettarsi o
rifiutarsi, è la più importante dimensione singola del nostro
concetto di noi stessi. Se questo concetto è buono, la nostra
concezione e il nostro giudizio sono positivi; ci orientano al
piacere, alla soddisfazione e godiamo di una grande obiettività.
Contrariamente, molto di quanto è ostile, minaccioso e noioso, è
essenzialmente una erronea interpretazione o una valutazione distorta
prodotta dalla nostra profonda insoddisfazione … dai nostri severi
schemi mentali!!! Il
primo passo per effettuare un cambiamento nella nostra vita è
riconoscerne la necessità di modificare qualcosa. Quel “vestito
emotivo” troppo ”stretto” che indossiamo, ad esempio, soffoca,
ingabbia, rende impacciati, spegne ogni gesto oppure ci fa sentire
liberi, sicuri e sereni? … è un'abito che ci appartiene davvero o
per compiacere e il quieto vivere?
l
fatto che molte persone siano infelici e se ne lamentano, non
garantisce affatto che siano stimolate o interessate a cambiare
abitudini, condizioni e stile di vita. Appaiono prive di entusiasmo e
poco disponibili ad attivarsi per attenuare o migliorare i loro stati
d'animo intensi e spiacevoli. Hanno una notevole difficoltà ad
uscire da una condizione di “stallo psichico” e profonda “apatia
morale” attraverso una rielaborazione psichica personale oppure con
un supporto professionale specifico e qualificato. Siamo di fronte ad
uno scenario emotivo caratterizzato da un senso di impotenza,
disperazione, chiusura totale, scoraggiamento ed isolamento sociale
(anedonia): ridotta resistenza ad affrontare anche compiti semplici o
impegni banali, scontati e di routine. Intravedono un mondo ostile,
inaffrontabile, minaccioso, privo di speranza e fiducia: una realtà
incerta, pericolosa ed opprimente … rischiosa ed asfissiante che
toglie il respiro (vedasi attacco di panico)!!! Soggetti a cui manca
energia vitale, sono costantemente in balia di una visione negativa
di loro stessi e percepiscono la realtà solo in bianco o nero…
pensieri automatici che portano a disistima ed insicurezza cronica!!!
Individui per niente convinti o motivati a spazzare via lamenti,
brontolii, pensieri tossici, frustrazioni e risentimenti, che -
accumulati nel tempo - condizionano rapporti, equilibrio ed armonia
mentale. In essi c'è fiacca e sfibramento, manca un solido e fermo
vigore, una forte spinta interiore a passare da fatti passivi a
quelli attivi e concreti; domina in quel frangente pessimismo,
risentimento, rancore e rassegnazione: mancano serenità, interessi
ed entusiasmo!!! In breve, non hanno, per le abitudini stantie
consolidate nel tempo - nonostante siano accompagnate da un costante
e forte disagio psichico - quella flessibilità cognitiva utile per
mettere ordine nel loro “giardino”, “spazio” d'azione
indipendente, autonomo e libero … estraniarsi da vincoli esterni!!!
… difficoltà ad adattarsi a nuove situazioni e cambiare “rotta”!!!
olti hanno un “bisogno” inconscio di essere “infelici”,
ripetendo o scegliendo vissuti già conosciuti, anche se dolorosi, per
avere un minimo di attenzione, sicurezza e, soprattutto, evitare -
per alcuni - responsabilità. Ne traggono, paradossalmente, in
qualche modo, concentrandosi esclusivamente sui tormenti, un certo
piacere: vittimismo patologico!!! Cercano la “purificazione” e
“soddisfazione” emotiva attraverso l'espiazione di colpe mai
commesse (processo catartico … senso di colpa: sensazione di aver
commesso qualcosa di grave … avere violato una norma morale o
sociale); un tentativo per liberarsi - con meccanismi automatici
riparativi ed improvvisati - dal peso e tormento emotivo: autopunirsi
per mantenere un certo “equilibrio” psichico, seppur patologico
(sindrome di Calimero … regolazione emotiva)!!! A volte, cercano lo
scontro diretto perché, paradossalmente, in quel modo di agire
riescono a gestire, tamponare o neutralizzare il timore
dell'abbandono ed isolamento ... sono in “compagnia” anche se
“cattiva, non solo soli!!! … meglio un'interazione negativa e
rumorosa che nessun legame o, peggio ancora, la solitudine!!! …
decisamente “migliore” il chiacchiericcio mentale continuo,
anziché essere accompagnati da un silenzio agghiacciante e mortifero
... da quell'atmosfera tenebrosa carica di tensione e paura profonda.
Così “razionalizzava” e descriveva “Gualtiero”, nei nostri
incontri terapeutici settimanali, il suo atteggiamento mentale!!! E'
davvero difficile togliersi l'abito della vittima, appropriarsi del
proprio spazio di libero movimento, abbandonare il ruolo “passivo",
per raggiungere la “libertà” interiore … agire ed esplorare il
proprio ambiente con naturalezza, sicurezza e fiducia”!!!
Attenzione, non si tratta di una reazione sconsiderata o di qualche
diavoleria psichica particolare, ma di un meccanismo mentale
difensivo automatico non consapevole; sono processi psichici
inconsci necessari per sopravvivere, proteggersi da angoscia e
conservare l'integrità della struttura mentale; una dinamica
psicologica che viene in aiuto, agendo in modo rigido e rapido, per
mantenere - in maniera pasticciata - una certa “stabilità”
emotiva.
lcuni passano la maggior parte del tempo, dissipando intere
fortune, da qualche specialista, migrando da ambulatorio ad
ambulatorio, solo per l’esigenza di lamentarsi, cercare un qualche
capro espiatorio, una qualsiasi figura sanitaria su cui scaricare o
proiettare i propri conflitti interni, piuttosto che risolverli alla
radice: una modalità relazionale in cerca di attenzione e sicurezza
... liberarsi da sensi di colpa o da severi dubbi che creano
insicurezza, stallo, forte apprensione e ansia!!! Impegnarsi e darsi
da fare per cambiare qualcosa nella propria vita è, quindi,
necessario un impegno profondo: un “primo step” … una fase
iniziale fondamentale!!!; un'azione indispensabile per migliorare e
rafforzare la propria immagine: capire il proprio valore, chi si è o
chi voler essere concretamente, con coerenza e autenticità. Ricorda,
quando siamo in uno stato di pace e serenità, non viviamo bene solo
noi, ma anche tutti coloro che ci circondano ... diffondiamo,
espandiamo continuamente tranquillità, serenità e gioia al mondo
circostante, creando situazioni equilibrate, migliori e felici!!!
Dato che il processo di cambiamento e, quindi, il vero adattamento,
riguarda direttamente la persona e tutto il suo bagaglio cognitivo, è
buona idea concentrarsi su ciò che si può fare o non fare ... fare
qualcosa di diverso in maniera attiva e costruttiva per se stessi,
ovvero ri - cominciare a “sentire”!!! Per certe persone la
tendenza è, invece, cercare di cambiare il mondo piuttosto che loro
stesse. Alcuni individui infelici nel matrimonio, ad esempio, non
cercano soluzioni per rendere il rapporto più vivibile ed armonioso,
eventualmente “aggiustare” il proprio atteggiamento, trovare
soluzioni per una discreta serenità di coppia, senza rinunciare
ovviamente alla propria dignità e libertà, ma piuttosto brontolando
continuamente e facendo pressione sull'altro, affinché cambi il suo
atteggiamento, adeguandosi ad un altro modo di agire ed interpretare
il mondo con occhi diversi (o viceversa).
oiché l'immagine di noi
stessi non ci è perfettamente chiara e tendiamo a proiettare sugli
altri ciò che pensiamo di noi stessi, facilmente cadiamo vittime di
una infelice convinzione la quale ci suggerisce che nessuno ci darà
mai un’opportunità … una nuova possibilità, poche occasioni
favorevoli!!! Questo è un errore di interpretazione piuttosto
diffuso, difficile da ammettere che produce un senso di frustrazione
ed isolamento. Siamo noi stessi a non darci nessuna possibilità. Se
non siamo soddisfatti del modo in cui vanno le cose, dobbiamo
prepararci a “sopportare” l’urto. Certamente ciò non è
facile, rassicurante e confortevole, nemmeno farlo diventare un
esercizio da tentare in tutte le situazioni difficili. Se il nostro
lamentarci e i nostri fallimenti restano al punto di prima, non
importa quanto buone possano essere le nostre scuse ed intenzioni o
razionalizzazioni, dobbiamo riconoscere che l’unica “causa”
siamo noi stessi. Attenzione, non si tratta di colpevolizzarsi o
giudicarsi fino all'estremo, ma semplicemente avere la consapevolezza
delle cose in maniera realistica … la “disponibilità” al
cambiamento, inoltre, non può essere interpretata come una rinuncia
alle proprie passioni e desideri … guai!!! Che cosa facciamo quando
ci rendiamo conto che noi stessi ci siamo resi infelici? Supponiamo
di riconoscere che noi, non la gente, siamo stati poco socievoli.
Supponiamo di renderci conto di essere in errore, che la gente non ci
ha minacciato e che agli altri non importa se agiamo in un certo modo
o in un altro. Ipotizziamo di riconoscere di essere stati noi a
preoccuparci della nostra condizione sociale, della nostra
possibilità di essere accettati. Come possiamo cambiarci e
migliorarci? Se non ci troviamo in uno stato emotivo delirante,
possiamo fare molte cose. Un modo importante per migliorare se stessi
e fare qualcosa per gli altri. Attenzione,
ciò non significa che si deve sviluppare dipendenza nevrotica dagli
altri. Il
fatto è che non possiamo migliorare la nostra immagine personale
soltanto tramite noi stessi. Le altre persone sono importanti e il
modo più facile di ammettere l’importanza degli altri è
“aiutarli” e lasciare che ci aiutino. Così si impara a essere
felici di se stessi, come andare d’accordo con gli altri e infine
come “sedurli”. Il sistema funziona veramente se attivato in
piena autonomia, libertà e consapevolezza: senza mettere alla gogna
se stessi o rinunciare alle proprie soddisfazioni. In secondo luogo
è importante fare un lavoro “bene”, con passione ed entusiasmo,
da sentire un certo orgoglio e gratitudine per l'impegno e per la
riuscita. Se avete troppo da lavorare, occupatevi soltanto di una
piccola parte del vostro lavoro e fatelo bene con coinvolgimento e
passione, piuttosto che lasciarvi immobilizzare dalla immensità del
lavoro che vi sta di fronte … perdersi nei dettagli inutili rende
stressati ed insicuri!!! Non dovete fare necessariamente ogni cosa in
modo perfetto. Dovete farla soltanto abbastanza bene per voi, da
poter guardarla con un certo grado di soddisfazione e senso di
orgoglio.
igliorare
la salute fisica contribuisce, dunque, a rafforzare l'immagine di se
stessi: produce energia, funzionalità, flessibilità, soddisfazione,
forza e determinazione … un'azione semplice, a portata di tutti,
che facilita il cambiamento e produce grandi trasformazioni!!!
Aumenta fiducia, sicurezza, rinsalda l'idea di valore e accresce
l'amor proprio ... ci “rammenta” che abbiamo in “dote”
contenuti e risorse psicofisiche preziose, siamo unici, speciali ed
irripetibili!!! Permette di riconoscere, inoltre, a fondo le proprie
abilità con cui gestire al meglio i conflitti, stress e sfide
quotidiane “infuocate”!!! Facilita non solo la costruzione di
un'immagine attiva, migliore, positiva e dinamica, ma influenza anche
il modo con cui valutiamo noi stessi e la realtà!!! Ricorda, un
esercizio moderato e costante abbassa il cortisolo, riduce l'ansia e
stimola la produzione di serotonina. Ottimizzando il funzionamento
metabolico non solo si migliora l'umore, ma vengono stabilizzati
anche - con una attività fisica costante -.gli sbalzi glicemici …
abbassa i livelli di zucchero nel sangue!!! Passeggiare fa bene, è
un ottimo punto di partenza, ma essere attivi, dinamici regolarmente
e una dieta adeguata, offre benefici salutari davvero importanti e
completi: migliora sia il corpo sia la mente … si riducono in
maniera importante gli stato di ansia e depressione, previene
malattie e migliora il metabolismo!!! Qualsiasi sport o imparare
nuove abilità fisiche rafforza corpo e anima; ogni gesto se fatto
con “impegno”, curiosità e senza sforzo, ci aiuta a vivere
meglio e di più: “lubrifica” il corpo e “accende” la mente;
l'importante è “agire” in modo composto, mirato, coinvolgente,
attento e consapevole, perché solo in questo modo liberiamo
endorfine e dopamine … un cambiamento che elimina le nostre
insicurezze!!! Oltre alla sensazione di forza, benessere e leggerezza
che deriva dalla buona salute, è importante mantenere un certo
aspetto fisico curato, pulito e piacente.
n'attenzione minuziosa e
scrupolosa rivolta con convinzione, ovviamente, verso se stessi,
indipendentemente dalla moda e aspettative sociali, ma secondo i
propri valori e autenticità interiore … senza rassegnazione,
pressioni, maschere, ma accettando luci, ombre, pregi, difetti,
conscio, inconscio, sicurezze e insicurezze … affrontando anche
tutti quei segnali interiori che non ci soddisfano appieno,
integrandoli e trasformandoli in cambiamenti positivi. Ricorda,
accettando anche gli stati d'animo che non ci piacciono, possiamo
crescere in modo più armonioso e completo!!! Attenzione non
significa subire ogni cosa, consegnare le chiavi di casa all'altro,
ma semplicemente prendere in considerazione tutte le “conoscenze”
e trappole mentali scomode: trasformandole in segnali utili, creativi
e costruttivi; non proiettare eventuali “imperfezioni” sul mondo
circostante, ma impossessarsene per completarci!!! Ricorda, ogni cura
profonda non è mai separata dal benessere fisico e psichico … uno
stato che se ben considerato e strutturato può diventare il vero
pilastro della nostra felicità!!! Produce salute all'intera
struttura psicosomatica e va riconosciuta come tale: unità
indivisibile. Tieni presente che la vera prevenzione parte sempre da
qui!!! Quando si fa qualcosa di buono per il proprio benessere ed
equilibrio (alimentazione corretta, sport moderato, abbigliamento
sobrio ed adeguato, igiene attenta, equilibrio nelle relazioni ...),
senza trascurare gli altri o calpestarli, non è mai un atto
superficiale o di puro egoismo, ma un vero amor proprio … apporta
energia e migliora l'umore!!! Sono elementi fondamentali per
caricarsi di autostima e facilitare relazioni scorrevoli, armoniose e
serene: migliorare i rapporti rendendoli più sicuri, autentici,
gradevoli e spontanei. Attenzione, cura e rispetto verso la propria
persona, non vanità, ma vera autostima e fiducia in se stessi!!! Un
fenomeno psicosomatico che si trasforma in un sofisticato prodotto
cerebrale producendo preziosi messaggeri chimici ... una cascata
ormonale benefica che stimola sicurezza e fiducia nelle proprie
azioni!!! Coloro che hanno un buon concetto di sé, generalmente sono
presentabili e si sentono adeguati, secondo i propri standard, in
ogni occasione.
iviamo in una società piena di tranelli, in cui
l’apparenza conta molto di più rispetto al contenuto e sostanza,
valorizza solo ciò che si vede, limitandosi ad ottenere solo
“tagliandi” di validazione ... decisamente limitanti per lo
sviluppo personale e la costruzione di sane relazioni!!! Una
ragionevole attenzione ai capelli (ovviamente chi li ha), alla
pulizia personale, ai vestiti, all’accuratezza in generale, non è
un peccato contro la libertà o l’arte, ma può persino far
crescere la nostra sicurezza, fiducia e quindi in tutto ciò che
realizziamo. Tutto questo a patto, però, che siano tutte attenzioni
determinate dai nostri desideri, passioni, vere esigenze e non in
funzione degli altri. Godere la vita, inoltre, migliora
l’immagine che ci facciamo di noi stessi. E’ come mantenersi ad
un certo livello costante vitaminico o proteinico. Una cosa banale
come il sorriso, ad esempio, senza secondi fini, oltre a favorire la
comunicazione, collegarci con gli altri, crea armonia ormonale: più
si sorride e più il sistema neuro – endocrino viene stimolato. Se
non raggiungiamo un certo livello di piacere diventiamo irritabili,
ostili e depressi, immediatamente ci scoraggiamo … conduce
direttamente all’auto rifiuto di se stessi e dell'intero mondo. Ci
sono dei piaceri che sono conseguibili da chiunque. Sono piccoli, ma
contano davvero molto. Persino la pausa dal lavoro è qualcosa da
ricordare … e “sentire”!!!
ella maggior parte dei casi godere,
inoltre, di nuovo della compagnia ha un grande valore ed equivale ad
una potente forza interiore. Il solitario, l’uomo socialmente
pauroso, non dice a se stesso la verità quando afferma di godere
meglio la vita quando è lasciato solo. Egli desidera la gente e
vorrebbe che la gente lo desideri. L'umano è un essere socievole per
natura, sono gli eventi della vita che lo rendono isolato ed
indifeso!!! Semplicemente non ha ancora imparato le tecniche per
stabilire qualche contatto fiducioso e costruttivo. La nostra
attitudine a offrire e a ricevere è davvero rilevante e fondamentale
nei rapporti interpersonali. Non so se, nella persona “matura”,
provoca più piacere l’atto di offrire o l'altro comportamento, ma
è anche piacevole comunque ricevere e condividere. La ragione è che
la gente ha - contrariamente a quello che di solito si pensa - molto
da dare e offrire agli altri con grande passione e soddisfazione!!!
Idealmente ci mettiamo, spesso, in una posizione adatta a ricevere le
offerte. Dobbiamo allenarci ad imparare come ringraziare, come
ricevere il sorriso della gente, il loro amore, la loro comprensione,
le loro conoscenze, i prodotti della loro capacità. Ciò
aiuterà ad imparare ad essere grati e soddisfatti di ciò che si è
spontaneamente; naturalmente c’è sempre uno spazio per
migliorarsi, ma il nostro compito più importante nella vita non è
di “capovolgere” la vita o anche noi stessi, ma di godercela
fino in fondo. Se viviamo in maniera “responsabile” con questo
proposito, abbiamo veramente una buona possibilità di migliorare
l’immagine che ci facciamo di noi stessi … proviamoci, costa
davvero poco … nulla se fatto con stupore, curiosità ed
entusiasmo!!! Accanto alla libertà, però, ci deve essere
sempre la responsabilità, non in senso moralistico, ma
semplicemente imparare - rispettando i nostri simili - a decidere
autonomamente, gestire il proprio benessere, essere attori principali
della propria evoluzione (non mettere in mano la propria vita a
qualcuno o a qualcosa di esterno): la capacità di determinarsi
dipende sempre da noi. Ricorda, tutti hanno delle imperfezioni e
ognuno, in maniera singolare, possiede contemporaneamente - con
elementi più o meno dominanti - diversi tratti di personalità
“belli” e “brutti”, non è necessario indossare l’abito in
voga al momento, basta sfoggiare quello che si ha nel proprio
"guardaroba", quello reale, più semplice, naturale e pieno
di risorse. La consapevolezza altro non è che essere
coscienti delle cose che fanno sentire “sfasati” e quali, invece,
nutrono l’autostima, fanno sentire bene, stimolano ad incontrare il
mondo … aiutano a seguire, sempre, un ideale
in autonomia … conseguire, appunto, una profonda e sana
autostima!!!