sabato 29 agosto 2026

 


Ipocondria … Il malato immaginario


'ultima commedia più suggestiva, evocativa ed intrigante, realizzata dal drammaturgo Molière è - senza dubbio - “Il malato immaginario”. In tale opera si raccontano le disavventure del più celebre e bizzarro ipocondriaco dell'età barocca (Argante). Un personaggio alle prese con uno stato fisico che viene influenzato, alterato o aggravato solo dalla sua ingenuità e vulnerabilità psichica. Disagi emotivi e debolezza mentale si traducono, quindi, in sintomi fisici concreti ed intensi, si trasformano in una sofferenza marcata, straziante e lacerante … un corpo che, il più delle volte, non sa difendersi e reagisce con acciacchi fisici vari!!! Argante è un credulone, tormentato da sintomi fisici prodotti solo dalla sua mente. In breve, i suoi disturbi sono privi di una base organica conosciuta ... semplicemente perché tale manifestazione è frutto delle sue stranezze di pensiero!!! Convinzione immotivata di avere una grave patologia in atto e, nel contempo, una paura profonda e costante di ammalarsi, alimentano senza sosta la sua ossessione ... una sofferenza psicologica o tormento emotivo, completamente invisibili e, soprattutto, senza segni esteriori evidenti!!! Un individuo tormentato, non solo costantemente delirante, afflitto da un'angoscia terribile, allarmante e persistente (patofobico), ma sottoposto anche - sfruttando la sua credulità e vulnerabilità - ad un accanimento terapeutico sproporzionato alle reali necessità, con effetti collaterali e sofferenze fisiche serie aggiuntive, da terapeuti imbroglioni, incompetenti ed opportunisti. Interventi aggressivi, fastidiosi, invasivi e del tutto inutili, per tranquillizzarlo, rassicurarlo e, soprattutto, gestirlo … spillargli solo del denaro!!!


e opzioni terapeutiche erano, comunque, improvvisate, limitate, scarse, piuttosto semplici e sbrigative: unguenti, purghe e clisteri a volontà … trattamenti inappropriati, senza limiti e riscontro scientifico reale … terapie alternative potenzialmente dannose ed inutili, per nulla efficaci. I rimedi utilizzati, infatti, a loro dire, non erano rivolti a curare il disagio, ma semplicemente espellere dal corpo, attraverso metodiche terapeutiche antiche e superate, fluidi alterati o in eccesso non ben precisati … i “tubi” lavati e purificati avrebbero - assicuravano continuamente i ciarlatani di turno - portato equilibrio e la soluzione dei vari problemi fisici!!! Il tutto orchestrato da professionisti pedanti, improvvisati e fantasiosi solo per un proprio tornaconto economico. Fargli sborsare quattrini, estorcere denaro con astuzia: prosciugare le tasche del povero Argante. Anche la seconda moglie (Belina) non era certo da meno, si fingeva attenta, premurosa e preoccupata per la sua salute, ma non aspettava altro che “volasse” in alto: morisse per ereditare la cospicua eredità ... lo voleva morto il prima possibile!!! Il soggetto, ben presto, si rende conto di essere attorniato da fattucchiere, birbaccioni, farmacisti ciarlatani e, soprattutto, medici avidi che sfruttano tale ossessione per arricchirsi alle sue spalle. Stanco e deluso per gli scarsi risultati ottenuti con quella cerchia di impostori, cerca di avvicinarsi alle cure del medico più accreditato, stimato e di successo del momento: il dottor Diafairus, cognato del medico Purgon. 




uest'ultimo, il più sfacciato e opportunista che Argante abbia mai incontrato nel sua calvario terapeutico; anch'egli ricattatore e sfruttatore della fissazione di Argante; un imbroglione che ricatta e alimenta la malattia, minacciandolo continuamente di “lesioni gravi” o danni corporali permanenti, se non seguiva le sue “preziose” e serie prescrizioni … intrugli irragionevoli ed espedienti ciarlataneschi che, nel tempo, è riuscito a smascherare!!! Per ottenere un trattamento “originale” e il “salva vita”, del luminare in questione, mette in moto una strategia davvero ingegnosa ed allettante: promette di dare in sposa la figlia (Angelica) al suo primogenito (Thomas Diafairus). Scopre immediatamente, però, di essere di fronte ad un medico rigido, che applica metodiche antiche e obsolete. In breve scova, suo malgrado, un altro birbaccione ed inconcludente; un personaggio di basso livello, ridicolo, decisamente opportunista e pasticcione: privo dell'abc della vera scienza medica; una figura satirica, ottusa, pedante e, soprattutto, con un'attenzione particolare rivolta più alle parcelle che ai pazienti in cura. L'attenzione per il guadagno facile non solo superava di gran lunga ogni interesse clinico e valore diagnostico, ma metteva in risalto anche la sua superficialità, mancanza di competenze scientifiche, scarsa abilità pratica e del tutto incompetente a livello professionale … gli era difficile capire o distinguere un banale e semplice raffreddore da una severa polmonite!!! Ma anche qui, dopo vari tentativi “curativi”, da parte di questo singolare “luminare” truffaldino, nessun miglioramento e tutto restava immobile. Anche dopo infiniti tentativi “originali” e “bizzarri” la situazione clinica rimaneva bloccata, completamente ferma: nulla cambiava all'orizzonte per Argante.


uesta continua e logorante esperienza, però, non solo non portava alcun miglioramento e lo indeboliva fisicamente, ma creava scoraggiamento, delusione, sofferenza, frustrazione e generava uno stato d'animo depresso. Il disagio fisico non accennava a scomparire, non c'erano miglioramenti o risultati visibili e concreti. A farlo guarire dalla fissazione di essere gravemente ammalato e distoglierlo dalla sua ossessione sarà soltanto la diagnosi di un finto medico che prescrive all'istante, per evitare a suo dire ulteriori complicazioni o aggravamenti degenerativi, l'amputazione di qualche arto. La cosa lo terrorizza e, guarda caso, gli provoca l'immediata guarigione. Dopo questa piacevole escursione ironica, torniamo al tema principale, ai disturbi somatoformi: preoccupazione immaginaria e paura esagerata di avere qualche patologia seria. Un fenomeno piuttosto complesso ed invalidante in cui il disturbo “ipocondriaco” rientra in un quadro clinico ansioso (Ansia e angoscia da malattia: DSM - 5)

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