sabato 10 maggio 2014

-PSICOSOMATICA. La pelle.


La   PELLE  specchio dell’anima




a pelle non è un tessuto, ma un vero e proprio organo. Essa, organo più grande, più completo, più interessante del corpo umano, è costituita da tre strati: epidermide, derma e ipoderma. E’ un organo ben visibile e unico, di confine, uno schermo iterattivo, un mezzo di comunicazione: costituisce il simbolo dell’identità individuale. Il fatto che non esistano due soggetti con le stesse impronte digitali è la prova dell’unicità di ogni persona. Molto spesso si parla di qualcuno che “non si sente per niente bene nella propria pelle”: ciò rileva un senso di impotenza, disorientamento, profonda insoddisfazione e perdita di identità. Permette, inoltre, di riconoscere in maniera inequivocabile lo stato emotivo di una persona. Tale organo, psicosomatico per eccellenza, ha infinite funzioni: delimitare e proteggere (primo compito), contatto, espressione e rappresentazione, sessuale, regolazione del calore, ecc. Non dobbiamo dimenticare che la pelle è il nostro limite, il nostro confine e, nello stesso tempo, attraverso essa entriamo direttamente in contatto con l’esterno. E’ un organo che rispecchia il nostro mondo interiore, rappresenta l’immagine che abbiamo di noi stessi, e lo fa in diversi modi. Ogni disfunzione interna, infatti, viene proiettata immediatamente sulla pelle. Quando si verifica qualcosa sulla cute, in maniera più o meno violenta - arrossamenti, gonfiore, prurito, ascesso, infiammazione - l’area in cui tale fenomeno si manifesta non è casuale, ma indica un processo interiore corrispondente (carta geografica dello stato di salute generale). Questo prezioso rivestimento esterno del corpo umano non mostra esclusivamente uno stato organico interno, ma in esso si estrinsecano anche molteplici processi e svariate reazioni emotive. 

ono reazioni talmente imprevedibili, chiare ed evidenti che tutti le possono rilevare: rossi come un pomodoro per la vergogna e bianchi come un lenzuolo per la paura, sudare per l’agitazione, i capelli si rizzano per l’orrore e, ancora, l’emozione è tanta che può venire la pelle d’oca. In una reazione panica e nei momenti di forte tensione, solitamente, i palmi delle mani sono completamente pervasi da fastidiosi cambiamenti di temperatura e abbondante sudorazione. Il rapporto tra disagio psicologico e malattie della pelle è un fatto accertato e il linguaggio popolare ha messo in evidenza con grande saggezza questa stretta correlazione: avere la pelle dura, rischiare la pelle, mancare di tatto, non voler essere nella pelle di qualcuno, fare la pelle, salvare la pelle, è una questione di pelle, avere i nervi a fior di pelle. Non rivela soltanto la salute e la vitalità del soggetto, ma anche il suo stato d’animo, i suoi conflitti, i suoi desideri, i suoi modi di pensare, le sue credenze, la sua autovalorizzazione, le sue passioni e, soprattutto, la sua personalità: è il sito d’azione dei conflitti interiori. Ogni condizione di aggressività o repressione, ogni sovraccarico psichico o emotivo esplode violentemente all’esterno determinando, in tal modo, allergie, foruncoli, acne, eczemi, indurimenti cutanei e dermatosi.  Come è stato più volte sottolineato, la pelle ben si adatta ad esprimere disadattamento, disistima, insicurezza, frustrazione, difficoltà nei rapporti interpersonali. Esprime una importante reazione difensiva come risposta ad una minaccia, reale o meno, rappresentata da profondi conflitti interiori. I disturbi delle pelle hanno quindi  un senso e un  linguaggio specifico: vediamo alcuni esempi.





oco si parla dell’interiorità, delle risorse interiori, di quanto può influire uno stile di vita, certi atteggiamenti mentali e alcuni modi di vedere il mondo sulle somatizzazioni … delle potenti difese che il cervello possiede se non è schiacciato da regole rigide e controlli eccessivi, soffocato dalle cianfrusaglie, da un senso di impotenza diffuso, da una condizione esistenziale insoddisfacente e dagli stati d’animo protratti nel tempo ... RICORDA, un atteggiamento mentale distaccato e libero da ritmi frenetici risveglia le proprie risorse, fa  davvero rinascere. Ogni stato d’animo, infatti, fin dalla tenere età, influenza in modo più o meno significativo e profondo le aree del cervello che agiscono direttamente sugli ormoni e sul sistema immunitario … TIENI  sempre presente, che una vita piena di disagi, di delusioni, di insoddisfazioni e di frustrazioni sono tutte condizioni esistenziali che non solo minacciano in profondità la propria identità più autentica ma oscurano completamente il senso profondo della vita ... fanno ammalare. Ogni cambiamento ringiovanisce, una nuova vita basata sulla passione e la creatività, attivando le aree cerebrali specifiche non solo ci allontana dallo stress ma “spinge” anche a soffermarsi su se stessi, insegna ad avere più cura per la propria persona e aiuta ad esprimere tutte le emozioni represse … esprimere se stessi, la propria unicità. Esaminare attentamente il rapporto tra “malattia” e psiche permette di scoprire tutti quei veleni, apparentemente non visibili, ma che possono intossicare o soffocare completamente l’organismo.


 

Eczema: è una particolare reazione infiammatoria che causa prurito, vescicole, gonfiore, croste e desquamazione. L’eczema psicosomatica, che si presenta senza contatti con allergeni, è connessa all’insicurezza, alla paura, all’incertezza e all’ansia. Sono a rischio le persone, che trattengono le proprie emozioni e che non riescono a manifestare apertamente la loro profonda passione e la loro grande capacità: non si esprimono perché, oltre a temere il giudizio degli altri, sono influenzati da figure dotate di autorità e di autorevolezza (bloccano creatività e talento).




oloro che soffrono di orticaria generalmente si sentono battuti e schiacciati, come se fosse stato fatto loro qualcosa e loro non avessero la possibilità di intraprendere una qualche azione produttiva in proposito … di rivalsa.  Sono stati battuti duramente, e devono incassare senza poter restituire il colpo basso. Sono facili al risentimento e richiedono una quantità notevole  di tempo e attenzione da parte degli altri.




rticaria: è un disturbo cutaneo caratterizzato da un’eruzione di ponfi affossati e pruriginosi. E’ un fenomeno che generalmente troviamo in persone che vivono con diffidenza e sospetto. I rapporti interpersonali sono tendenzialmente ambivalenti: hanno timore, paura, diffidenza ma allo stesso tempo sperimentano una forte attrazione. In alcuni casi il prurito segnala una forte collera trattenuta, in seguito ad una forte frustrazione inespressa che comunque non si è in grado di esteriorizzare (impulsi aggressivi inibiti). Le persone che reagiscono con irritabilità, insoddisfazione, stress, ansia ed agitazione al tormento emotivo manifestano più frequentemente sensazioni di prurito e di bruciore. Patomimia cutanea: si  tratta di un danno cutaneo (lesione) provocato dal soggetto stesso. Tale “autopunizione corporale” insorge in soggetti, prevalentemente donne, pienamente consapevoli, ma con tratti psicologici assai particolari: inibizione dell’aggressività, umore depresso, forti blocchi affettivi, bassa soglia della frustrazione e profonde tendenze autoaggressive. 

soriasi: è una dermatosi cronica e recidivante; pur avendo una base ereditaria il suo decorso appare decisamente influenzato da una componente emotiva. Alcune situazioni di stress, la minaccia alla salute e alla sicurezza, sembrano inequivocabilmente coincidere con un deterioramento della condizione. Sono a rischio quelle persone che hanno vissuto in nuclei familiari i cui genitori erano assenti e anaffettivi. Chi soffre di questa dermatosi, oltre a vivere con estrema difficoltà le relazioni e gli scambi interpersonali, fa particolarmente fatica ad esprimere le emozioni e a sostenere quelle altrui.




ttribuire un’eziologia psicosomatica alle malattie incontra, spesso, nel pensiero comune, molte resistenze e parecchia irritazione: difficile accettare che siamo sempre noi a generare il ‘male’. Alcuni giustamente diranno, ma tutte quelle cose che respiriamo e ingeriamo non contano proprio nulla? Certamente. Non va comunque dimenticato che sono proprio i disagi prolungati nel tempo che compromettono il funzionamento del sistema immunitario e, quindi, con difese ‘basse’ anche le cose più banali risultano difficili da 'neutralizzare'.




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l taglio psicosomatico,  riportato in tutti gli articoli del Blog, serve esclusivamente ad illustrare un punto di vista diverso a proposito della malattia che può rivelarsi - al di là dei vari orientamenti scientifici - interessante e, per i più attenti, di valore forse inestimabile. Non fare altro che essere presenti a se stessi, SENTIRE, osservare attentamente la relazione esistente tra le reazioni fisiologiche, gli eventi della vita e gli alti e bassi emozionali ... gli atteggiamenti mentali adottati quando ci si ritrova a vivere una determinata malattia. Ognuno di noi è un enorme e prezioso laboratorio scientifico. RICORDIAMOLO, le nostre osservazioni a proposito di noi stessi possono fornirci importanti informazioni, fondamentali per aiutarci ad “evitare” malattie o ad affrontarle nei migliori dei modi. Tale attenzione può fornirci i mezzi per rendere la nostra esistenza più autentica, confortevole, creativa e più produttiva  … non più vittime delle circostanze ma artefici della propria vita.




Bonipozzi dott. Claudio Tel. 349.1050551
E mail: bonipozzi@libero.it 

NB. Le informazioni e le interpretazioni terapeutiche contenute in questo articolo non sostituiscono in nessun modo il parere del proprio medico di base, al quale è sempre indispensabile rivolgersi per qualsiasi diagnosi o terapia specifica. Il presente articolo pertanto ha un valore educativo, non prescrittivo.

lunedì 5 maggio 2014

- PANICO (DAP).


 Disturbo da Attacchi di Panico (DAP)


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l panico è un’intensa manifestazione ansiosa caratterizzata da episodi della durata di 5 - 20 minuti di estrema apprensione e forte malessere psicosomatico per paure irrazionali (ansia anticipatoria). I sintomi di un attacco sono: senso di soffocamento e di costrizione allo sterno, iperventilazione, movimenti oscillatori, nausea, palpitazioni, sudorazione (iperidrosi), tremori, i muscoli della gola si contraggono, brividi o vampate di calore, formicolio degli arti, vertigini, senso di instabilità e terrore di svenire, paura di perdere il controllo (depersonalizzazione, derealizzazione). Il sintomo peggiore è comunque l’opprimente e devastante sensazione che stia per succedere qualcosa di terribile (arresto cardiaco, impazzire). Gli attacchi portano spesso all’agorafobia, che consiste nel temere o nell’evitare i luoghi o le situazioni da cui può essere difficile scappare oppure dove non è facile ricevere soccorso, se necessario (meccanismo di evitamento)

er la maggior parte delle persone questo sentimento di estrema paura non è collegato a qualcosa di specifico e reale. Inizialmente gli attacchi sono inaspettati, man mano che passa il tempo possono verificarsi immediatamente  prima o nel momento  in cui si affronta un oggetto o una situazione che provoca ansia. Se una persona, ad esempio, è stata colpita da un attacco mentre era alla guida della sua auto o mentre si trova in un luogo affollato, in futuro basterà una situazione simile per scatenare gli attacchi. La cosa più drammatica, al di là del disagio psicofisico, è che queste persone per il loro malessere invalidante possono perdere il lavoro e isolarsi dalla società, sviluppando in tal modo una profonda dipendenza dal partner o da un genitore. Alcuni, se non aiutati adeguatamente, cercano sollievo al terrore rifugiandosi nell’alcol o nelle droghe.
COSA FARE. Aiutare chi soffre di DAP non è certo semplice, sia durante la crisi acuta sia nel quotidiano, quando la persona che teme l’arrivo di un’altra crisi, tende a sviluppare un’ansia anticipatoria verso tutte le situazioni che considera particolarmente pericolose. E’ importante fornire un sostegno costante che lo aiuterà a riconoscere e comprendere il disturbo, che tanto lo spaventa, nella sua vera dimensione psicosomatica in modo da attivare tutte quelle metodiche terapeutiche rivolte a rinforzare l’organismo e, quindi, contenere la produzione di adrenalina. 

lla larga inoltre dai moralisti (non preoccuparti tanto passerà… non è niente… ti comporti proprio come un bambino, ecc.) in quanto si sa perfettamente che quando si suggerisce a qualcuno di smetterla di preoccuparsi si sente ancora peggio perché questi suggerimenti non fanno altro che aggiungere accuse e sensi di colpa ad una situazione gia molto precaria ed infelice, una condizione che si vorrebbe con tutta la forza cambiare se soltanto si sapesse come farlo. E’ come imporre di non tossire a chi soffre di bronchite! Il DAP, comunque, va curato subito e bene: può sembrare superficiale, ma la maggior parte dai disagi si sviluppano proprio dal ritardo con cui si prende in mano la situazione.



NB. Le informazioni e le interpretazioni terapeutiche contenute in questo articolo non sostituiscono in nessun modo il parere del proprio medico di base, al quale è sempre doveroso ed indispensabile rivolgersi per la diagnosi e la terapia specifica. Questo articolo pertanto ha valore educativo, non prescrittivo.

Bonipozzi dott. Claudio  Tel. 349.1050551
E  mail: bonipozzi@libero.it

giovedì 1 maggio 2014

- ANSIA. Rimanere "sani".


Rimanere  SANI   


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volte avere la consapevolezza e riconoscere perfettamente il proprio stato di salute, evitando abilmente i conflitti emotivi – perché a lungo andare fanno ammalare – serve, purtroppo, a ben poco. Risulta più realistico prendere atto che la propria volontà non può fare nulla contro alcune sofferenze psicologiche: il partner ci abbandona, nostro figlio è dedito alla droga, quando perdiamo il lavoro e non riusciamo a pagare i debiti o quando ci troviamo improvvisamente invischiati in qualche questione legale. Per superare senza danno questi fenomeni di profonda infelicità è dunque necessario rafforzare contemporaneamente la mente ed il corpo. I problemi di natura affettiva, quindi, legati in gran parte al partner, alla famiglia, alla sessualità e alla vita professionale e sociale che si estrinsecano, inevitabilmente, in disturbi psicosomatici andrebbero affrontati di preferenza nel  modo seguente:
1 - Innanzitutto rivolgendo più attenzione a se stessi.
2 - Dedicando più tempo ed energia alla vita sociale (coppia,  famiglia e  amicizie).
3 - Rinforzando gli organi interessati e le loro funzioni, abolendo le cattive abitudini e stili di vita.

URA DI SE STESSI (punto 1). Perché l’essere umano possa sviluppare una buona stima di se stesso, mantenere e vivere armoniosamente i rapporti interpersonali è necessario che la psiche sia in perfetta forma, diversamente vengono a mancare tutti i presupposti per una buona salute. Ognuno di noi può avere cura del proprio apparato psichico attraverso pensieri di cui si appropria col tempo e che acquisisce attraverso le esperienze. In realtà, si tratta di mettere in atto quei processi psichici e quelle “formule” mentali (stili di vita, schemi mentali modi di pensare), di seguito indicate, che  consentono di migliorare e di risparmiare quella preziosa ed indispensabile energia mentale utile per vivere in perfetto equilibrio psicosomatico:
  • Io sono io e tu sei tu, per cui il mio scopo non è quello di soddisfare le tue aspettative. E tu a tua volta non devi orientarti e basarti su di me.
  • Insieme possiamo rendere la vita più vivibile, per questo motivo non mi pongo in una posizione di predominanza, né di subordinazione nei tuoi confronti.
  • Tu non sei perfetto e io non sono perfetto, quindi non aspettiamoci mai soluzioni perfette.
  • Mi riservo il diritto di cambiare la mia opinione: perseverare nell’errore è una condizione di stasi; esercitarsi, apprendere e riconoscere sono condizioni di progresso.
  • Abbandono ciò che è negativo, questo vale per le opinioni, le cose e le persone. Nessuna “mente” sopporta a lungo la negatività.
  • La mente e il corpo sono un’unica entità, per questo motivo l’unità psicosomatica è molto di più della somma di tutti gli elementi parziali.
  • Attuare quei gesti con valenza pratica ed emotiva che consentono di nutrire ed incrementare il proprio benessere e di stare bene con se stessi, indipendentemente dalle attenzioni che ci possono riservare gli altri.

ER MIGLIORARE LA VITA DI RELAZIONE (punto 2). Per relazione solitamente si intende il rapporto di coppia, ma per i nostri fini descrittivi includiamo anche le relazioni che comprendono amicizia ed ambiente lavorativo. Per gestire con successo le relazioni interpersonali è necessario innanzitutto essere in grado di svilupparle ma, soprattutto, di mantenerle, diversamente si rimane proprio soli (influenzando anche la salute). L’abitudine (la noia) ai rapporti personali può essere tranquillamente migliorata seguendo i punti di seguito indicati:

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  • Dedicarsi al proprio partner (colleghi, amici) con intensità crescente in proporzione al tempo condiviso con lei/lui.
  • Se la vita di coppia lascia a desiderare, non dare la colpa a se stessi e al partner, perché spesso non vi è alcuna colpa (concentrarsi e individuare il problema, invece, se la coppia ovviamente ha  ancora qualcosa da dirsi,  è uno dei primi passi per risolverlo).
    • Prima di accingersi ad eliminare gli ostacoli dal proprio cammino, è necessario cercare di cambiare il modo di pensare, perché contrariamente a quello che si pensa, attraverso questo gesto, apparentemente banale, anche le cose e le persone cambieranno. Ogni reazione emotiva scaturisce sempre dopo che i pensieri hanno interpretato i fatti e, ovviamente, dopo che si è dato loro un significato. E’ sempre la persona quindi ad avere il potere di decidere come sentirsi in qualsiasi circostanza, perché è stato scelto di pensare e di interpretare in un certo modo le cose intorno a se stessi.
    • Esercitarsi a discutere con il partner rispettando sempre le seguenti regole elementari: “Prima di parlare riflettere”, “Se vuoi essere ascoltato, ascolta”, “Fare attenzione a ciò che si sta dicendo e a ciò che realmente si pensa”.
    • Imparare a “sognare”. Ciò vale soprattutto per la relazione sentimentale, ma anche nell’ambito lavorativo e nell’amicizia (facilita il talento e la creatività).
    • Accettare il principio: la ragione è di tutti (l’orgoglio distrugge il rapporto).
    • Convincersi che i compromessi, ovvero la malleabilità nei rapporti, sono sempre positivi: ogni compromesso è una vittoria per entrambe le parti.
    • Apprezzare le relazioni sentimentali, di amicizia e di collegialità, non solo per ciò che si ha in comune ma anche per le differenze.
    • Non sprecare eccessivamente le forze alla ricerca di mete prefissate: la via è la meta. E’ sufficiente fare un passo per volta lungo il cammino che conduce a migliorare le relazioni interpersonali.
    • Esercitarsi nell’arte della dedizione e gustare il piacere che ne può scaturire. Sviluppare la capacità di decidere.
  •  l’attrazione sessuale gioca indubbiamente un ruolo minore con il passare del tempo.
  • Nuove amicizie: quasi tutti risentono dell’influenza delle persone. L’amicizia con persone serene ed aperte ci insegna ad essere più disponibili e sereni, mentre quella con persone “ingrugnite” ci predispone sicuramente ad essere impazienti e rabbiosi. Sarà importante, quindi, al fine di migliorare le condizioni di vita, scegliere con cura le persone che ci circondano
Risultati immagini per salute mentalePROTEGGERE L’ORGANISMO (punto 3). Il corpo e la mente sono un’unica unità. Tale unità non è solo la somma di tutte le particolarità. Se la mente si ammala anche il corpo si ammala, e viceversa. La malattia del corpo si ripercuote anche sulla psiche. Nel trattamento della psiche quindi vi è anche una componente somatica; le metodiche terapeutiche rivolte alla psiche e al corpo sono sempre parte integrante nella prevenzione: una senza l’altra sono inutili.
  • Liberarsi dei chili in eccesso: un soprappeso superiore al 10% rispetto al peso ideale costa fatica all’unità psicosomatica (può creare problemi di ipertensione, diabete, ecc.).L’ uomo è ciò che mangia (per una efficace azione preventiva corpo – mente è essenziale consumare quotidianamente un quantitativo minimo di 250 g di frutta e verdura e pochi grassi). Per soddisfare la gola, privilegiare la qualità rispetto alla quantità (molti credono che “affogare” l’ansia nel mangiare, nell’alcool, nelle medicine e nello zucchero sia una strategia per sopravvivere in modo vincente… purtroppo l’ansia sa cavarsela bene da sola “nuotando”). Il cibo, inoltre, svolge un ruolo importante nel far aumentare e diminuire i sintomi d’ansia. In generale i dolci, caffeina - tè nero, caffè, bibite e cioccolato - latticini e alcolici, sono da evitare. I cibi, invece in grado di “acquietare” lo stress sono quelli ricchi di complesso vitaminico B, C, E, magnesio, potassio, calcio, zinco e fosforo. E’, indispensabile, quindi, rendersi conto di come il cibo possa influenzare l’umore. Quello che si mangia, quindi, può essere responsabile di come ci si sente.
  • Stimolare il corpo: il corpo ha bisogno di stimoli per essere più attraente. Il massaggio psicosomatico è un metodo olistico attraverso il quale si può tranquillamente alleviare la tensione accumulata dallo stress. Un buon massaggio psicosomatico (realizzato da “mani sapienti” e non maniera estemporanea) rilassa i muscoli tesi, allevia i dolori e migliora la circolazione.
  • Non trascurare il relax: è indispensabile per mantenere in equilibrio l’unità mente - corpo che alla tensione segua la distensione (rilassamento, massaggio psicosomatico, aromaterapia, ecc.).
  • Imparare una respirazione corretta (non dobbiamo dimenticare che la prima funzione fisiologica compromessa in un disagio emotivo è proprio il respiro).
  • Fare moto è un mezzo per eliminare l’energia in eccesso depositata nei muscoli sotto forma di tensione e per rilasciare nel flusso sanguigno le endorfine: questo spiega il senso di benessere che si prova dopo aver fatto del moto non competitivo. Come è stato più volte sottolineato, essendo l’individuo un’unità psicosomatica, è molto più facile rilassarsi mentalmente se il corpo è rilassato
  • I disturbi, inoltre, contrariamente a quello che si crede, sono dei veri e propri “alleati”: sembra paradossale, ma i disagi sono sempre un campanello d’allarme, attraverso i quali, infatti, viene segnalato che qualcosa nell’unità psicosomatica non funziona.
Risultati immagini per salute mentaleCONCLUDENDO possiamo dire, senza timore di smentita, che la guarigione si verifica e si mantiene solo in presenza di una completa e totale armonia tra corpo e mente…  naturalmente, dipende sempre da noi - in base al nostro impegno assunto - che ciò avvenga concretamente e realmente. Lavorare sull’unità indivisibile  mente – corpo può aiutare a sentirsi meglio fisicamente e mentalmente. Prendersi cura di se stessi nella gestione della propria vita, infatti, ci fa sentire  “forti” e responsabili (la nostra vita, quando è possibile, non va consegnata a nessun altro … la vita è solo nostra!). E’ bello sapere, inoltre, che ci sono tante cose che aiutano ad ammortizzare, gestire e tenere sotto controllo tutto quel malessere che a volte prende il sopravvento nell’individuo determinando comportamenti devastanti ed invalidanti.   L’essere umano è in uno stato di benessere, quando ha appetito, quando il suo intestino è regolare, quando il riposo è continuativo e ci si risveglia al mattino riposati … ma, soprattutto, quando è avvolto da una sensazione di continua soddisfazione, aperto alla vita e indipendente dagli altri.


NB. Le informazioni e le interpretazioni terapeutiche contenute in questo articolo non sostituiscono in nessun modo il parere del proprio medico di base, al quale è sempre doveroso ed indispensabile rivolgersi per la diagnosi e la terapia specifica. Questo articolo pertanto ha valore educativo, non prescrittivo.

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