LETTURA dei SINTOMI
APPARATO
LOCOMOTORE
uanto
è difficile sostenere i carichi della vita! … conflitto tra
dipendenza e autonomia oppure indecisione tra agire o non agire.
ale
apparato è costituito dal sistema scheletrico e da quello muscolare;
insieme permettono la mobilità dell’individuo, indica la libertà
… andare dove si vuole. Lo scheletro è una robusta “impalcatura”
composta di ossa, cartilagini ed articolazioni, che costituiscono gli
organi passivi del movimento. I muscoli, invece, sono gli organi
attivi perché, con la loro contrazione, producono lo spostamento
delle ossa. Il messaggio che le ossa mandano è quello di non credere
più in se stessi; a volte, infatti, ci si sminuisce, non percepiamo
più la nostra “solidità”. Un problema alle ossa è sempre
legato alla paura di non essere abbastanza sostenuti … insicurezza
fisica ed emotiva o di non sostenere abbastanza bene gli altri. La
struttura ossea esprime il modo in cui ci poniamo nei confronti della
vita. Opposizione e ribellione contro le strutture del proprio
ambiente, che non rispettano, e che impongono delle leggi non
ritenute convenienti: chi teme l’autorità e,
quindi, si autosvaluta continuamente. Se abbiamo fiducia in
noi stessi e nella vita, la schiena sarà dritta. Se siamo
disfattisti sarà curva. Una persona rivela sia la sofferenza sia la
felicità attraverso la postura … soprattutto nella schiena. La
schiena è l’area del corpo più “onesta” … rivela sempre, in
ogni circostanza, la vera interiorità della persona. Sentimenti come
rabbia, paura, dolore e felicità, proprio per la loro diversità
energetica, possono ingrossare o irrigidire i muscoli … la
pressione contro la colonna vertebrale determina dolore e crea vari
squilibri. Se l’individuo è preso dalla rabbia, emozione
che coinvolge fegato e cistifellea, molto probabilmente il mal
di schiena si verificherà nella zona tra al quinta e la sesta
vertebra dorsale. Se invece ci troviamo di fronte ad un soggetto
triste ed addolorato, emozione che coinvolge
polmone e intestino crasso, il dolore potrà comparire nella
zona cervicale. Quando la persona è controllata dalla malinconia o
dalla paura, emozione che governa i reni, i
disturbi a carico dei reni si localizzeranno a livello lombare.
Quando si è “eccessivamente” compassionevoli e comprensivi verso
gli altri è la milza che segnala una condizione di squilibrio nella
parte centrale della schiena. Un’eccessiva emotività (cuore) si
esprime nella parte centrale della schiena o del torace.
RTROSI
CERVICALE. L’artrosico si presenta con un portamento fiero,
un carattere forte e solido: sempre a testa
alta anche quando non serve! … la colonna vertebrale
sorregge e fa muovere nello spazio, ma quando c’è troppa rigidità,
mentale, possono sorgere veri problemi … su di essa si caricano,
senza una vera consapevolezza, tutti i “pesi” del quotidiano:
fisici, psicologici ed emotivi; chi
soffre spesso di questo malessere sono persone con un forte senso del
dovere, che non delegano mai e che non danno spazio alle proprie
esigenze personali. Tale fenomeno determina una contrazione muscolare
che, se in maniera continuativa, infiamma i tessuti, danneggiandoli
non poco.

ERTIGINI
... è un fenomeno “ambivalente”, in bilico tra sicurezza e
terrore, legato all’ansia, ad una agitazione che non lascia
tranquilli; la parola d'ordine è tener duro o lasciarsi andare:
terrorizzati
però dalle conseguenze …
c’è la convinzione che tutto sia sotto controllo, stabile e ben
gestibile, ma più la visione delle cose è rigida e si è poco
disponibili più gli “scossoni” saranno intensi … la testa gira
e la vista si annebbia: ci dice FERMATI,
dove vuoi andare! …
troppo impegnati a progettare e a costruire così il mondo emozionale
e passionale SCALPITANO.
Le
vertigini arrivano quando si teme, si è convinti di “inciampare”
nelle brutte figure, di essere ridicoli o di perdere il controllo,
ovvero la “TESTA” sulle cose … più si reprime il mondo delle
emozioni più si alimenta l’autocontrollo, rigidità e durezza con
se stessi e gli altri … una grande ribellione del mondo emotivo; un
grande interrogativo: tenere
a freno la razionalità o lasciare andare gli istinti? Mettere
in discussione tutto ciò che ostacola la libera espressione - non
funzionale per il vero benessere - può diventare un antidoto contro
i vari attacchi.
APPARATO DIGERENTE
’apparato
digerente ha il compito di ricevere gli alimenti, digerirli e
assorbire le sostanze chimiche che li costituiscono, nonché di
trasportare le scorie fino all’eliminazione. E’ composto dal
canale alimentare, vale a dire bocca, faringe,
esofago, stomaco e intestino e dalle ghiandole annesse, che sono
quelle salivari e gastriche, il fegato e il pancreas. I
problemi del sistema digestivo ci parleranno della nostra difficoltà
ad inghiottire, digerire, assimilare ciò che avviene nella nostra
vita: “Non ho potuto mandar giù quello che
mi ha detto” oppure ancora “Questa cosa mi è rimasta sullo
stomaco” e, ancora, “Non ho ancora digerito quello che hai fatto”
sono espressioni popolari molto calzanti. A seconda dell’organo
digestivo in questione, avremo una precisazione sulla tensione
avvertita o la difficoltà a digerire l’esperienza.

TOMACO.
Rabbia repressa per situazioni che non si riesce a risolvere o
gestire e modificare cose esterne: forte
bruciore… emozione trattenute, troppe responsabilità
corrispondono ad una pesantezza
fastidiosa e continua … far passare piacevole una cosa che proprio
non piace e non va giù determina crampi.
E’ un organo che prende in consegna tutte le difficoltà, i bisogni
e le contrarietà quotidiane: che non si riesce a manifestare agli
altri; il malessere va via, però, se si “curano” i rapporti non
spontanei che si stanno vivendo … se si impara a gestire i “bocconi
amari” è un organo che sorride e regala piccole e miracolose gocce
di acido cloridrico … è sempre l’atmosfera
mentale in cui si è immersi, con i suoi processi neurochimici, a
creare sofferenza. Con l’ulcera il soggetto - spesso ha una
grande sete di successo ma anche con una grande fame di affetto e
bisogno di attenzioni … vuole essere accudito, si infiamma
facilmente… teme la dipendenza, brama in
continuazione l’autonomia … ansia, emozioni e sentimenti
come rabbia, frustrazioni ed insoddisfazioni, alterano notevolmente
l’attività digestiva; non sempre è
d’accordo con le cose che si buttano giù come ad esempio una
situazione ambientale o un rapporto insostenibile: così, lo stomaco,
si ribella con bruciori, crampi e nausea. Il
mal di stomaco è la caratteristica principale, come è stato detto
più volte, di chi è abituato a tenere tutto dentro, sotto
controllo, chiudersi in se stesso, a “mandar giù rospi” in gran
quantità senza riuscire a digerirli: pensieri che trasformano il
corpo in una polveriera; un fenomeno
legato completamente a emozioni represse e nascoste: sblocca i
pensieri e vedrai che il “vulcano” non erutterà più ... rabbia
e ansia sono sentimenti sempre connessi ai disturbi gastrici ...
frustrazioni ed aggressività non espresse gonfiano e infiammano
completamente lo stomaco.
PPARATO
GASTROENTERICO. Anche la psiche deve accogliere e “digerire”
aspetti dell’ambiente circostante. I problemi
cominciano a far sentire il loro peso sullo stomaco quando non ci si
riesce più ad esprimere, manifestare le proprie contrarietà: a dire
ciò che si pensa e si sente … la funzione del fegato non è
solo filtrare e depurare il sangue ma anche “passare a setaccio”
il vissuto quotidiano per avere più consapevolezza; senza piacere e
passione, inoltre, l’intestino prima o poi “brontola”, fa di ”testa sua” …COLON IRRITABILE: un mentale
che non si riesce ad affrontare con serenità, un segnale che induce
a prestare attenzione ai cambiamenti.
’INTESTINO
CRASSO parla il linguaggio delle emozioni profonde, esprime
incertezza, insicurezza e confusione. Continuamente in uno stato di
allerta e con il timore di fare figuracce. Limita il raggio d’azione
e qualsiasi spostamento … una rocambolesca fuga alla toilette per
una imprevista e violenta scarica intestinale, organo – bersaglio
dello stress: zona privilegiata in cui si
accumula tensione nervosa e si scaricano emozioni conflittuali …
con una buona autostima comunque si vince
sempre ... la battaglia emotiva! Bisogna spazzare via
rimpianti e brutti pensieri, ripulire la mente dai macigni che
impediscono felicità e creatività. E’ un soggetto che non scende
facilmente a compromessi, non può mai mollare, deve tener duro: una
visione della vita senza vie di mezzo “o è bianco o è nero”.
OLON
IRRITABILE. La colite condiziona la vita, ovvero limita il
raggio d’azione; l’intestino sceglie, trasforma e assimila ogni
cosa … con i suoi segnali, tensioni, gonfiori e dolori costringe
l’individuo alla rinuncia e ad evitare di trovarsi in situazioni
spiacevoli: così il corpo viene in soccorso
fermando ogni possibilità di movimento; è tutta una
questione di ansia e paura: se non ci si sente adeguati o si teme un
eventuale figuraccia; tutte le cose che non si vogliono vedere sono
da eliminare il più in fretta possibile con una bella scarica
diarroica; ecco che il corpo viene in qualche modo in aiuto
obbligandoci a fermarci! Ciò che a livello psichico si rimuove, si
ripresenta nel corpo con gli “interessi”: reclamando
più considerazione e dedizione. E' come
se il corpo dicesse giù la maschera, esci da quel ruolo finto, stai
interpretando un personaggio che non ti appartiene: sono troppe le
rabbie che mandi giù ... la fitta ad esempio, rappresenta la
risposta del corpo alla rabbia trattenuta … si è molto sensibili
alle variazioni dell’umore.
utti
i disturbi di stomaco hanno un legame diretto con la difficoltà ad
accettare o di “digerire” una persona o un evento. Oppone
resistenza alle idee nuove, soprattutto se non provengono da lui. Ha
difficoltà ad adattarsi a qualcuno o a qualcosa che contraddice i
suoi piani, le sue abitudine o il suo modo di vivere.
ntestino
tenue. Quando il problema riguarda questo organo, ci troviamo
di fronte all’incapacità di trattenere e assorbire bene quello che
vi è di positivo per noi negli eventi della vita quotidiana. La
persona in questione si aggrappa ai dettagli, invece di vedere la
situazione globalmente, se solo una parte di quello che accade non le
va bene, avrà tendenza a rifiutare il tutto. Per la minima cosa,
teme di mancare del necessario.
ntestino
crasso. Ha che fare con la difficoltà di mollare la presa
sulle vecchie idee, sulle vecchie convinzioni che non sono più
necessarie oppure con il rifiutare troppo in fretta pensieri che
potrebbero essere benefici. Spesso la persona in questione soffre per
grosse contrarietà che trova impossibile da "digerire". Il
suo problema intestinale è un importante messaggio perché impari di
nuovo a nutrirsi dei "buoni" pensieri, invece che di paure
o di elucubrazioni auto - svalutanti.
n
po’ di … “FISICO”. Il
sistema digestivo - attraverso enzimi che innescano una reazione
chimica - riduce le molecole alimentari complesse in piccole unità
semplici assorbibili e utilizzabili dall’organismo. Troppa
“acidità” può facilitare o bloccare il rilascio dei vari enzimi
(si producono 8 lt. ca. di succhi
gastrici al dì). La digestione dei
carboidrati inizia in bocca (ghiandole
salivari: ptialina, che agisce solo in ambiente alcalino),
mentre le proteine (le proteine sono
come muri gli amminoacidi sono i mattoni)
nello stomaco (acido cloridrico, zinco,
pepsina), i grassi invece nel duodeno
(enzimi rilasciati dal pancreas,
cistifellea rilasciano sali alcalini: bile prodotta dal fegato
rilasciata dalla cistifellea). Così le
proteine vengono ridotte in amminoacidi, i carboidrati in zuccheri
semplici e i grassi in glicerolo e acidi grassi: da qui “parte”
l’assorbimento. Amminoacidi, zuccheri,
acidi grassi, glicerolo, vitamine e minerali sono assorbiti
nell’intestino tenue. L’acqua,
il sodio e il potassio, invece, sono assorbiti nell’intestino
crasso. Dopo l’assorbimento inizia la
ricostruzione e la riparazione dell’organismo (anabolismo:
energia prodotta dal catabolismo) e la
produzione di energia per l’attività muscolare, cerebrale e
digestiva (catabolismo: trasforma il
cibo in energia, avvia i processi chimici).Tale
processo (anabolismo – catabolismo)
è noto come metabolismo (utilizzo dei
vari nutrienti). Non dobbiamo
dimenticare che i processi digestivi non partono nella bocca ma nella
mente (quanto detto è una brutta
sorpresa per quelli che sono tutti di un pezzo … ma tutto è
verificabile). Già solo a vedere,
sentire il profumo o semplicemente pensare a un bel panino
succulento, si comincia a secernere i succhi gastrici che, come sopra
esposto, aiutano a trasportare e a scomporre il cibo in questione.

l
fegato usa la vitamina C, le vitamine del complesso B e
immagazzina vitamina A. Lo stomaco
usa la vitamina A per rafforzare le pareti e le vitamine del
complesso B per formare gli enzimi. Intestino
tenue usa la vitamina A per rafforzare le pareti e
la vitamina C (antibatterica) e molte altre vitamine. Intestino
crasso usa la vitamina E per il tono muscolare e la
vitamina C per ripristinare la flora batterica. Spesso i disturbi del
tratto gastro – intestinale vengono alleviati da una integrazione
di Vitamina A. Essa, infatti, protegge e rigenera le mucose interne.
A tale vitamina si aggiunge le vitamine del gruppo B, che
contribuiscono, come indicato sopra, alle funzioni digestive, con il
magnesio e il potassio, che aiutano i muscoli dell’intestino a
contrarsi. Le colite ulcerose, inoltre, sono trattate con acidi
grassi essenziali (omega 3), la vitamina A, quelle del gruppo B, la
E, lo zinco e le proteine a catena corta. La vitamina A è necessaria
per la formazione della mucosa dello stomaco: protegge
dall’autodigestione.

SISTEMA ENDOCRINO
ancanza
di organizzazione e creatività, difficoltà a gestire ed esprimere
sentimenti e creatività nei tempi desiderati, a divulgare le proprie
idee, a prendersi cura di se stessi. Le ghiandole ci parlano di
equilibrio, di aver perso il senso delle cose “dolci” della vita:
gioia entusiasmo e piacere. Tali organi
segnalano la difficoltà ad affrontare i fatti e gli imprevisti della
vita.
n
po’ di … “FISICO”.
Ogni funzione dell’organismo come ad esempio respirare,
digerire, parlare, correre sono tutti eventi rigorosamente
controllati e coordinati. L’organismo perché funzioni bene deve
essere tutto equilibrato e armonioso. Il controllo di queste
straordinarie funzioni è compito di due sistemi: nervoso
e endrocrino. Il sistema endocrino
è composto da un insieme di ghiandole che secernono ormoni. Molti
processi dell’organismo sono controllati da questi ormoni. Possono
essere a base di proteine (insulina)
oppure a base di grassi (cortisone).
Questi due ormoni sono chiamati steroidi. Molti altri ormoni si
controllano vicendevolmente secondo un meccanismo retroattivo (vedasi
ipofisi). L’ipofisi anteriore
(ghiandola principale che controlla molte altre) regola
e stimola la funzione della tiroide, delle ghiandole surrenali
(producono adrenalina e noradrenalina) e delle
ghiandole sessuali. Produce i seguenti ormoni: TSH,
adrenocorticotropico e gonadotropico. In risposta a questi ormoni, le
ghiandole coinvolte producono (tiroide,
surrenali e ghiandole sessuali): somatropina (ormone della
crescita) tiroxina, cortisone, estrogeno e progesterone (testosterone
nell’uomo). Quando i livelli di ormoni prodotti da queste ghiandole
aumenta, l’ipofisi interrompe la produzione dei suoi ormoni
stimolanti. Mentre l’ipofisi posteriore produce un ormone
antidiuretico indispensabile per regolarizzare l’equilibrio dei
liquidi, aiutando i reni a trattenere i fluidi dell’organismo. La
capacità dell’organismo di far fronte allo stress è sotto il
controllo del sistema endocrino. Il cervello stimola le
ghiandole surrenali a produrre adrenalina
(un ormone che permette di affrontare lo stress e le avversità della
vita). Una eccessiva reazione allo stress debilita le ghiandole
surrenali e crea uno stato di irritabilità, di impazienza, di
irosità, mentre una stimolazione insufficiente determina stanchezza,
scoraggiamento, tristezza, depressione, passività.

n
ormone che aumenta il livello di zuccheri nel sangue costringendo il
fegato a scomporre e a rilasciare gli zuccheri immagazzinati.
Per portare velocemente lo zucchero nei muscoli striati, nelle
cellule, anche la pressione e il ritmo cardiaco aumentano, e il
respiro viene anch’esso stimolato per aumentare la quantità di
ossigeno disponibile. La digestione si blocca, proprio per avere più
sangue nelle parti giuste, e il sangue diventa più denso per
favorire la coagulazione in caso di ferite. Così viene indotta
l’ipofisi a produrre maggiormente l’ormone che stimola la
corteccia surrenale, la quale a sua volta immette nel circolo
sanguigno ormoni (glicocorticoidi) che accelerano il metabolismo. Il
rilascio di adrenalina e dei glicocorticoidi aumenta i livelli di
zucchero nel sangue provocando nel pancreas la produzione di insulina
(ormone che aiuta il trasporto dello zucchero nelle cellule). Quando
i livelli di zucchero nel sangue sono bassi, l’ipotalamo nel
cervello si stimola producendo la sensazione di fame. Il
manganese è molto importante per il metabolismo del glucosio e dei
grassi, e per la sintesi degli ormoni sessuali. E’ indispensabile
per la sua funzione di neurotrasmettitore. La tiroide interviene
nella regolarizzazione del livello di calcio nel sangue. Se i livelli
di calcio sono troppo alti, la tiroide con un ormone blocca la sua
mobilitazione dalle ossa. Il calcio, oltre alla
sua fondamentale funzione sostenitrice del sistema osseo, è
importante per la regolazione degli impulsi nervosi tra le cellule,
per la coagulazione del sangue e per una buona contrazione muscolare
(anche cardiaca). Per una sua corretta assimilazione il
rapporto sinergico con il magnesio deve essere sempre 2 a 1 … non
assimilato si deposita nei tessuti molli.

SISTEMA NERVOSO
entro
di controllo: cabina di guida, di pilotaggio, di comando!!! Il suo
compito è quello di ricevere, gestire, immagazzinare, smaltire,
restituire. Ogni disturbo del sistema nervoso
segnala la difficoltà a dominare, a controllare, a rispondere agli
stimoli provenienti dall’ambiente esterno. Ogni malessere
del sistema nervoso comunica sempre una grande difficoltà a
CONTROLLARE consapevolmente la propria vita e il fenomeno emozionale.
Problemi nel gestire la vita … voler sistemare ogni cosa solo col
pensiero a detrimento dei sentimenti. Incapacità
a trasformare desideri, voglie, idee e i pensieri in realtà, paura
di quello che potrebbe accadere … una gestione razionale che
blocca, paralizza , impedisce di agire (si veda sciatica, paralisi,
vertigini, cefalea, emicrania).
n
po’ di … “FISICO”. Ogni funzione dell’organismo come ad
esempio respirare, digerire, parlare, correre, sono tutti eventi
rigorosamente controllati e coordinati. Il controllo di queste
straordinarie funzioni è compito di due sistemi: nervoso
e endrocrino. Il sistema nervoso si compone di milioni di
cellule nervose: i neuroni. I neuroni
consentono di trasmettere l’informazione al neurone successivo
tramite un impulso elettrico (ione sodio – ione potassio). Vengono
rilasciate sostanze chiamate neurotrasnettitori che possono inibire o
eccitare il segnale in questione a seconda del ruolo delle cellule
nervose. Comunicano, quindi, uno con l’altro tramite messaggi
chimici. Secondo una delle teorie sul quadro
depressivo, la serotonina viene passata dalla cellula che manda il
messaggio (presinaptica) alla cellula che può “ricevere” la
sostanza chimica e diffondere l’informazione (postsinaptica).
Se qualcosa respinge la serotonina allontanandola, ci si sente più
depressi. Se qualcosa fa aumentare la quantità di serotonina
rilasciata e ricevuta, allora più cellule postsinaptiche vengono
eccitate e la depressione diminuisce. Il sistema nervoso si divide in
due parti: sistema nervoso centrale (SNC:
cervello e midollo spinale) e sistema nervoso autonomo o
neurovegetativo (SNA: collegato col midollo spinale, consiste di un
ampio insieme di nervi con sottili diramazioni che si protendono
attraverso il corpo).

l SNC (conscio, razionale e volontario)
è cosciente, consente di trasformare in azioni i pensieri, come ad
esempio decidere di camminare, di elaborare le informazioni visive e
tutte le sensazioni. Il SNA, invece, controlla le funzioni
automatiche del corpo: digestione, respirazione, termoregolazione,
battito cardiaco. Regola le funzioni che normalmente non sono
sottoposte a un controllo cosciente; ciò è davvero buona cosa. Non
potremmo funzionare se dovessimo dire a noi stessi: “la
temperatura è salita, forse è meglio cominciare a traspirare”,
oppure: “un granello di sabbia è stato spinto nella mia direzione,
sarebbe meglio se battessi le palpebre”. Invece tutto ciò
accade per riflesso. Questo sistema è diviso in due tipi di
innervazioni: simpatico (SNS) e parasimpatico (PSNS). Il
simpatico (adrenalina, noradrenalina: molecola dell’attacco
o della fuga) ci stimola e ci eccita; il
parasimpatico (produce l’ormone acetilcolina) ci
tranquillizza, ci deprime: naturalmente
l’uno bilancia l’altro. Sia il simpatico sia il
parasimpatico sono collegati a tutti gli organi controllati dal
sistema nervoso autonomo, a tutti, tranne che alle ghiandole
surrenali. Soltanto il simpatico è connesso con le ghiandole
surrenali. Così, quando l’adrenalina è immessa nel sistema
circolatorio, e respiriamo più rapidamente, le nostre pulsazioni
aumentano e anche la pressione del sangue: ci
viene il collo rosso. Non possiamo dire a noi stessi: “Adesso
mi calmerò, perché non vale la pena arrabbiarsi”. Non possiamo
estinguere il nostro stato di ira perché il parasimpatico, quello
che deprime, non è connesso alle ghiandole surrenali. Il minerale
potassio “controlla” il PSNS mentre
il calcio; in caso di disfunzione può
essere utile anche B1, B5, D.

APPARATO
RESPIRATORIO
' l’insieme degli organi che presiedono alla respirazione; questo
processo permette di trasferire nel sangue l’ossigeno presente
nell’aria e, nello stesso tempo, di rimuovere l’anidride
carbonica. Durante l’espirazione, il polmone disperde vapore
acqueo, influenzando quindi il bilancio idrico del corpo. L’apparato
respiratorio costituisce, dunque, un sistema perfetto di depurazione
e di termoregolazione. E’ formato da: cavità
nasali, laringe, trachea, bronchi e polmoni. I disturbi del
sistema respiratorio ci parlano della nostra difficoltà nel
proteggerci dal mondo esterno, nel trovare reazioni adatte nei
confronti delle eventuali aggressioni, reali o immaginarie, di
quest’ultimo. I polmoni sono direttamente collegati alla vita; non
dobbiamo dimenticare che Dio soffiò … Sono legati al desiderio di
vivere, alla capacità di vivere bene, perché apportano ossigeno
alle cellule, dunque vita al corpo umano. Un
problema ai polmoni sta a indicare che la persona in questione prova,
in quel preciso momento, il disagio di vivere. Si sente triste, sia
perché è disperata o scoraggiata, e quindi non vuole più vivere,
sia perché si sente soffocare da una situazione o da una persona,
cosa che le impedisce di respirare (vivere) a suo piacimento.
Più il disturbo fisico è serio, più il messaggio è urgente. Il
corpo dice di “respirare” la vita a pieni polmoni, di
ricominciare a provare desideri, di apprezzare maggiormente
l’esistenza. Bisogna rendersi conto che solo noi abbiamo il potere
di chiuderci, di soffocarci o di lasciare che ciò che ci circonda ci
soffochi.
RONCHITE:
un messaggio che si fa carico di un conflitto interiore, di un
timore; una “stizza” trattenuta, in breve
dice: respira aria diversa, aria nuova,
prendi una boccata di ossigeno buono! … un suono che
sostituisce la voce… un pensiero difficile da concretizzare con una
frase.
APPARATO CUTANEO

a
pelle, o cute, rappresenta il limite estremo; un organo immenso che
ci separa dal mondo esterno e, di fatto, è quello che mostriamo agli
altri. La pelle svolge molteplici funzioni: elimina
i prodotti di rifiuto inutili all’economia dell’organismo,
mantiene stabile la temperatura corporea attraverso le ghiandole
sudoripare, rappresenta la base del tatto con le terminazioni
nervose. La pelle, in genere, è in rapporto con
l’autovalorizzazione nei confronti dell’esterno. Trattandosi
dell’involucro del corpo, rappresenta l’immagine che abbiamo di
noi stessi. Qualsiasi problema cutaneo è connesso con un
senso di vergogna nei confronti di se stessi. Le persone in questione
prestano eccessivamente attenzione a ciò che gli altri possono
pensare di loro, e ne prestano troppa anche al proprio giudizio. Non
si consentono di essere appieno se stesse, e facilmente si auto -
rifiutano. Spesso si sentono colpite nella loro integrità; sono
persone molto sensibili a tutto quello che accade esternamente, che
si lasciano troppo facilmente “toccare” dagli altri, e che hanno
difficoltà ad amarsi per come sono. La pelle è un organo molto
visibile tanto per se stessi tanto per gli altri; sicché più il
problema è manifesto, più crea disagio, più indica che il proprio
modo di pensare e le proprie credenze nei confronti di se stessi
disturbano parecchio ed è urgente provvedere. Il
messaggio dei problemi cutanei è importante: è quello di concedersi
d’essere un essere umano, con le sue debolezze, i suoi limiti e le
sue paure, senza credere, per questo, di non valere nulla. PSORIASI …
i sentimenti parlano, vogliono essere ascoltati: sono sempre tratti
personali fragili e sensibili.

Prontuario
del viandante errante
ome
abbiamo visto, per comprendere la complessità del mal - essere
somatico, dicevano gli antichi "saggi", è necessario
prendere in considerazione, non solo l’ambito familiare e
ambientale, ma anche l’interiorità del malato … un
modo di pensare a misura d'uomo, molto vicino alla sua vera natura
(vis medicatrix naturae): gli organismi, secondo Ippocrate, contengono
"poteri innati di auto – guarigione" ... si riequilibrano
interagendo. Il soma usa le malattie, l'anima e i disagi per
segnalarci che abbiamo intrapreso percorsi esistenziali "pericolosi".
Solo in questo modo è possibile conoscere la
vera causa della malattia, diventare consapevoli della propria
sofferenza: cosa in realtà essa ci vuole insegnare o comunicare.
La struttura corporea offre infinite modalità espressive, alcune
legate a precisi significati soggettivi accessibili unicamente
all'individuo perché connesse ad esperienze personali, altre,
invece, esprimono un linguaggio universale legato all'inconscio
collettivo. Il corpo costituisce il mezzo
attraverso cui lo stato emozionale trova la più autentica capacità
comunicativa: se vogliamo comunicare con esso dobbiamo imparare il
suo linguaggio che ha regole proprie. Ogni disturbo fisico è
un messaggio, un codice segreto specifico che segnala, in ogni caso,
complessi disagi emotivi: uno stile di vita spesso deludente e
intriso di tormento. Il corpo ci manda messaggi
usando un linguaggio specifico. Interpretare questo linguaggio
è fondamentale per favorire l’armonia, raggiungere il ben - essere
e prendersi cura dei propri bisogni … non
accontentarsi mai di essere una comparsa ma diventare un attore
principale della propria esistenza. Questo breve prontuario ha
lo scopo di orientare il lettore sensibile e "curioso",
oltre ad indicare la strada da percorrere, a capire le cause delle
diverse patologie, e a decodificare il messaggio silenzioso della
coscienza, comprendere quindi quel legame sottile che intercorre tra
squilibrio emotivo e malattia fisica. Allenare a comprendere la
disarmonia interiore, stimolare la curiosità e insegnare a leggere
il sintomo in modo tale da decodificare i conflitti per superarli …
focalizzare lo sguardo più in profondità per
riprendersi quel senso di unità che lega il corpo alle emozioni. Un
dizionario del linguaggio simbolico, quindi, utile a tradurre i
messaggi del corpo che, attraverso il sintomo, ci invia sempre per
ritrovare un giusto benessere … puntare lo sguardo su una migliore
espressione di sé e una diversa qualità di vita più armoniosa.
Questa "guida" pratica, quindi, in maniera semplice ed
elementare costituisce, a seconda delle proprie necessità, un valido
supporto per comprendere, orientare e superare i malesseri non gravi
… evitare di cercare nei "posti"
sbagliati. Mettere a disposizione preziosi strumenti di
lettura per favorire la consapevolezza delle proprie reali condizioni
psichiche e fisiche. In tal modo può risultare più semplice
attivare tutte quelle risorse naturali che ciascuno possiede per
raggiungere la propria serenità e armonia. Si possono così
acquisire buone conoscenze di base, sviluppare maggiore cautela
nell'autocura e più fiducia nelle proprie capacità di intervenire
sui problemi quotidiani. La ripetizione di alcuni concetti è stata
una scelta consapevole per favorire la memorizzazione e rendere più
"maneggevole" questa materia complessa che deve essere
sempre, in ogni caso, metabolizzata e a misura di uomo. Gli argomenti
trattati - anche quando non sono evidenziati - riguardano
esclusivamente disturbi funzionale, non patologie genetiche o
malformazioni. Altra cosa importante è che
questo approccio non è rivolto alla ricerca ossessiva di difetti ed
imperfezioni umane ma semplicemente ha lo scopo di orientare il
"curioso" a comprendere atteggiamenti e comportamenti che
spesso, a livello energetico, non sono davvero vantaggiosi per il suo
ben – essere.
RIASSUNTO
a
visione psicosomatica del corpo e dei suoi meccanismi fisiologici,
mentali ed emotivi è globale … per i più
“sofisticati” olistica. Dice in realtà che non è
possibile comprendere la complessità del fenomeno corporeo se non lo
si esamina nella sua totalità: corpo e mente
(unità organica, morale e spirituale). Questo orientamento
scientifico non si limita alla eliminazione dei sintomi. Esso si pone
come obiettivo di educare gli individui ad uno stile di vita
armonioso con se stessi ed il mondo … un modo di vivere, di pensare
e di agire in perfetto equilibrio. Insegna a contare su se stessi;
col pensiero, con la volontà, con l’azione mentale cosciente,
infatti, si può lavorare alla costruzione della salute fisica,
psichica e mentale. La psicosomatica fa ritornare verso il buonsenso
perché orienta l’attenzione sulla logica realtà che l’uomo è
una entità a sé: una unità inscindibile. Non
si può, quindi, diagnosticare e curare, se l’esame dei vari
sintomi non è abbinato alla comprensione delle condizioni generali
dell’organismo, di quelle mentali ed emotive dell’individuo …
senza mai trascurare il sociale. La
mente e il corpo - le funzioni organiche e quelle psicologiche - sono
un tutt’uno. Il buon funzionamento del corpo non è semplicemente
connesso a reazioni biochimiche, ma è preceduto e seguito, a vari
livelli, da un tipo di energia “invisibile”, non quantificabile
completamente con la strumentazione attuale, che sfugge infatti alla
rigida definizione teorica. Dall’ambito di tale energia vitale non
vanno tolte le capacità mentali d’intervento e controllo di alcuni
meccanismi corporei. Per i più scettici va ricordato che molte
funzioni - come la digestione, il battito cardiaco, il controllo
degli sfinteri, sono completamente influenzati
dallo stato mentale e psicologico. Se l’equilibrio
fisiologico raggiunge la sua massima espressione in qualsiasi
condizione anche l’aspetto mentale e psicologico viene ad essere
influenzato in maniera stabile e duratura. In
tal modo, non si arriva a distinguere più l’attività della
materia dall’energia vitale, il funzionamento dell’organo
dall’energia che lo fa funzionare, lo stato fisiologico da quello
psicologico. Questo fenomeno, molto profondo, destabilizzante e
sconvolgente (per la scienza “arrogante”) è più che reale.
Ad esempio, una condizione leggermente alcalina del sangue - con un
pH 7,4 ca. - genera uno stato emotivo di gioia, gratitudine ed
ottimismo, mentre uno stato acido del sangue - con un pH 6,8 ca. -
causa uno stato emotivo di ira, rancore e pessimismo. Ippocrate dice
più o meno: “La persona intera ha un
rapporto con ognuna delle sue parti ed ogni organo con la persona
intera”. E’ illogico curare, quindi, un organo e
disinteressarsi dell’insieme. E’ l’insieme che conta di più.
E’ il tutto che bisogna curare. Un organo malato ci segnala che
tutto l’organismo è in “avaria”: non
esiste malattia locale, ma malattia dell’organismo. La
malattia non è altro che uno sforzo dell’organismo per liberarsi
di certe sostanze morbose che ingombrano come ad esempio tossine e
prodotti di rifiuto in generale… cerca di ripristinare il suo vero
stato di salute!!! “Contrariare” questo
processo di guarigione è l’errore più grave che si possa
commettere. Trattare un organo separatamente può favorire o
investire su un ulteriore malessere; l’organo è parte integrante
di un tutto, è il tutto che è malato ancor prima che lo sia
l’organo in questione … è il tutto che
deve essere curato!!! Non bisogna mai dimenticare che
nell’organismo tutto è legato e che ogni apparato agisce sugli
altri. Nessuna patologia è strettamente connessa ad un solo organo,
ma quando una parte è malata, è tutto l’organismo che è colpito
e che bisogna curare … mai fermarsi al
sintomo! Per lavorare su una patologia occorre molta pazienza,
ma assumendosi la piena “responsabilità” della propria salute
sarà sorprendente scoprire la semplicità e la validità dei vari
meccanismi di guarigione totale … il nostro
benessere non dipende da nessun altro, solo da noi.
obbiamo
avere sempre la consapevolezza delle nostre condizioni fisiche, dei
vari atteggiamenti mentali e delle abitudini individuali per superare
con successo certi momenti di crisi … per
raggiungere consapevolmente salute e felicità. La prima mossa
che possiamo fare per acquistare una miglior consapevolezza di noi
stessi è capire che il nostro aspetto esterno, oltre a parlare con
un suo linguaggio specifico, è collegato con il nostro stato
interno. Una volta capita la connessione esterno e interno del corpo
- ovvero i messaggi dell’organismo - è
possibile comprendere la causa della nostra reale condizione e,
quindi, se siamo davvero “responsabili, cortesi, premurosi e
rispettosi” possiamo fare il necessario per porvi rimedio. La
conoscenza, comunque, per buona che sia, non vale nulla se non è
messa in pratica. Non rimandiamo all’indomani ciò che si deve fare
oggi … il corpo vive sempre nel tempo
presente. La nostra salute e il nostro aspetto sono sempre in
funzione dell’armonia con noi stessi, il mondo e gli altri. Una
mente calma e felice, il tipo di esercizio e le varie attività messe
in atto, il modo di pensare, sono tutti fattori indispensabili che si
combinano per creare un flusso energetico armonioso, attivo e
regolare, buona salute generale e grande felicità.
Ricordiamoci che nulla succede per caso, isolatamente nel corpo, e
quando qualcosa appare sull’esterno è il risultato di
qualcos’altro che sta covando all’interno … da
piccoli segnali come brufoli, macchie, colore, rughe, escrescenze,
irsutismo, callosità si può arrivare al cancro. Quando
qualcosa cambia all’interno, ciò mette in moto immediatamente una
reazione all’esterno. Se sappiamo cosa
cercare, leggere la reale condizione fisica, possiamo capire che i
segni visibili esterni stanno segnalando, comunicando qualcosa sullo
stato di salute … il fenomeno interno
viene perciò rivelato in superficie.
.
Le emozioni di rabbia, di contrarietà e di rancore trattenute si
esprimono in cefalea, gastrite e crampi addominali;
.
Quelle relative a commozione, gioia ed entusiasmo si traducono in
vertigini, tensione cervicale e cefalea;
.
Invece la paura, il pianto, l’imbarazzo e la tristezza parlano
attraverso colite, nevralgie e rigidità muscolare;
.
Mentre il trattenere i sentimenti e il desiderio sessuale si
esprimono in tachicardia, ansia e depressione … con la testa
separata dal corpo si perde il contatto con le proprie potenzialità,
cosa è meglio per se stessi, le risorse naturali rendendo così
confuse e inefficaci le azioni quotidiane. Il corpo è sempre nostro
alleato: dobbiamo ascoltarlo; il corpo non ci lascia in pace perché
vuole comunicare qualcosa di estremamente importante.
ono
proprio i sensi di colpa, il senso di vuoto e di inutilità, il
nascondere, l’autocritica, i dubbi, gli schemi mentali, il cercare
le cause a tutti i costi per ogni cosa e i falsi giudizi che si hanno
in testa a “soffocare”, a bloccare e a spegnere la VITA; una
profonda insoddisfazione che fa guardare se stessi e gli altri con
sospetto o come perfetti estranei … la vita non chiede mai che le
si volti le spalle ma semplicemente di essere VISSUTA, di darle
spazio, di non mettersi di “traverso” al suo continuo pulsare che
“scorre” naturalmente.
Colpevolizzarsi
significa ripetere continuamente quell’esperienza, non lottarci
contro significa portare pace, armonia, equilibrio biochimico.
NB. Le informazioni e le interpretazioni terapeutiche contenute in questo articolo non sostituiscono in nessun modo il parere del proprio medico di base, al quale è sempre doveroso ed indispensabile rivolgersi per la diagnosi e la terapia specifica. Questo articolo pertanto ha valore educativo, non prescrittivo.
Bonipozzi dr. Claudio Tel. 349.1050551
E mail: bonipozzi@libero.it
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