STRESS … una tensione strana
EFINIZIONE. E’ un termine inglese che, alla sua nascita, definiva un senso di privazione poi, successivamente, è stato utilizzato per indicare, forse in maniera impropria, una tensione eccessiva nei rapporti interpersonali. Quando si parla di stress si indica lo sforzo che l’ organismo deve compiere per far fronte a nuove esigenze e adattarsi ai cambiamenti.
L’etimologia di questa parola comunque conduce al verbo latino ‘stringere’, ‘costrizione’, ‘stretto’. Con questo termine vengono definiti i meccanismi regolatori attivati dall’individuo per mantenere la propria integrità psicosomatica di fronte ad un’aggressione. Lo stress è caratterizzato da due elementi: stimolo, o agente stressante, e risposta adattiva per gestirlo (affrontarlo). E’ un fenomeno che attraverso vari stimoli improvvisi, inattesi, spiacevoli e, per molti versi, inquietanti provoca reazioni fisiche, psichiche e comportamentali.
L’etimologia di questa parola comunque conduce al verbo latino ‘stringere’, ‘costrizione’, ‘stretto’. Con questo termine vengono definiti i meccanismi regolatori attivati dall’individuo per mantenere la propria integrità psicosomatica di fronte ad un’aggressione. Lo stress è caratterizzato da due elementi: stimolo, o agente stressante, e risposta adattiva per gestirlo (affrontarlo). E’ un fenomeno che attraverso vari stimoli improvvisi, inattesi, spiacevoli e, per molti versi, inquietanti provoca reazioni fisiche, psichiche e comportamentali.
Benvenuti nel mondo dello stress,
diceva scherzosamente un noto professionista,
realtà inevitabile della vita moderna con tutto il suo corollario di riflessi sulla salute, dalle allergie all’asma, dal mal di stomaco alle cardiopatie … non è comunque il grado di stress a costituire un pericolo, ma il modo in cui l’individuo reagisce.
Lo stress può annidarsi nelle più svariate situazioni; è sempre legato a un cambiamento in atto o temuto e alle crescenti richieste dell’ambiente circostante; può costituire un tonificante fattore propulsivo, ma anche una vera sorgente di malattia.
I fattori che scatenano lo stress:
1. Famiglia - dove includiamo eventi tipo la nascita di un figlio, la separazione o il divorzio, la morte di un parente, problemi economici, litigi, incomprensioni;
2. Lavoro - caratterizzato da frustrazioni, delusioni, licenziamenti, cassa integrazione, trasferimenti, mancate promozioni, modifica delle mansioni;
3. Salute - dove includiamo infortuni, malattie, gravidanze.
no stress cronico si manifesta quando la mente, il corpo e l’emotività non sono in equilibrio. L’ideale in questo meccanismo, che tende a facilitare malessere o benessere, sarebbe quello di gestire sapientemente gli effetti negativi dello stress, in modo tale da trattenere il più possibile tutte quelle esperienze stimolanti vivaci e di grande vitalità. L’ansia è un fenomeno emotivo, per certi versi, molto simile al meccanismo di stress.
La reazione a fattori ansiogeni varia a seconda del carattere dell’individuo. A incidere in questo caso sono le esperienze vissute, alcuni elementi ereditari, le condizioni di salute, l’età, le relazioni sociali positive o negative di cui si dispone.
1. Famiglia - dove includiamo eventi tipo la nascita di un figlio, la separazione o il divorzio, la morte di un parente, problemi economici, litigi, incomprensioni;
2. Lavoro - caratterizzato da frustrazioni, delusioni, licenziamenti, cassa integrazione, trasferimenti, mancate promozioni, modifica delle mansioni;
3. Salute - dove includiamo infortuni, malattie, gravidanze.
idurre
la tensione e lo stress. Quando la situazione diventa difficile,
impossibile affrontarla, bisogna pensare che non si deve per forza avere una
reazione frenetica, tesa e ansiosa verso la vita. Potete imparare a reagire
diversamente. Leggete le seguenti indicazioni e “sottolineate” quelle che
potrebbero applicarsi al vostro stile di vita. Passate in esame l’elenco una
volta, due volte e poi ancora e segante quelle per le quali vorreste fare
qualcosa. Poi scegliete la cosa più adatta a voi, sulla quale vorreste iniziare
a “lavorare” immediatamente.
1. Pensate a quello
che volete veramente dalla vita. Elencate qualche obiettivo particolare per il
prossimo futuro. Cercate di dedicare più tempo possibile a questi obiettivi e
ai problemi importanti invece di perdersi nelle cose banali che fanno avvitare
su se stessi;
2. Organizzate la
vostra giornata in base alle cose che volete o avete bisogno di fare davvero,
in modo da non avere sempre ritmi frenetici, in lotta contro il tempo. Tenete
delle liste per lo shopping e per le cose che volete fare. Portate con voi un
taccuino per annotare le cose man mano che vi vengono in mente. La sera
guardate le vostre liste e l’agenda e programmate la giornata seguente;
3. Usare i ritagli
di tempo. Guardate solo i programmi televisivi che per voi sono importanti.
Utilizzate un’ora la sera per un hobby di famiglia o per svolgere
un’incombenza. Portate con voi un libro da leggere, lettere da scrivere o altre
piccole cose, in modo da sfruttare i momenti di attesa o quelli che passate sui
mezzi di trasporto;
4. Fatevi aiutare
negli incarichi minori, che potete delegare gli altri. Imparate a dire no alle
cose che non volete o di cui non avete bisogno. Eliminate gli impegni
superflui. Semplificate, semplificate e semplificate ancora;
5. Imparate a
concentrarvi su un compito mentre lo state portando a termine (essere presenti
a se stessi). Non lasciate vagare la mente verso altri problemi mentre vi
occupate di quello attuale. Create un ambiente che vi rassereni. Cercate di
eliminare i rumori fastidiosi e le attività conflittuali, in modo da potervi
concentrare su quello che state facendo;
6. Cercate di
placare la sensazione di urgenza. Non dovete attraversare di corsa la giornata,
come se partecipaste ad una gara. Fate un respiro profondo, come insegnato nel
sito e da altre parti del blog, camminate più lentamente;
7. Quando qualcosa
vi preoccupa, parlatene. Non tenetevi tutto dentro. Parlatene in famiglia o con
gli amici. Se non è sufficiente prendete in considerazione l’idea di rivolgervi
a uno specialista;
8. Concedetevi tempo
per il rilassamento e per pensare, imparate metodiche ipnotiche e distensive.
ercate
di trovare un lavoro che vi piaccia
davvero o rendetelo più gradevole possibile … siete voi che dovete stare 6 o
8 ore in quel posto (rendetelo
più bello e accogliente se questo è possibile)! RICORDATE
che non è lo stress del lavoro che ci consuma, ma lo stress della frustrazione
e del fallimento. Lavorare a lungo, oppure impegnarsi molto fisicamente,
raramente porta ad uno stato di tensione permanente e pericolosa. Tuttavia
esiste una relazione tra l’ansia e la mancanza di soddisfazione professionale.
Se siete tesi perché vi sentite
inadeguati nel lavoro seguite dei corsi o leggete dei libri per migliorare le
vostre capacità. Due importanti cause di stress sul lavoro sono non sapere ciò
che gli altri si aspettano da voi e non disporre di informazioni o strumenti
adeguati. Quanta energia utilizzate per le vostre paure? E per arrabbiarvi? Andate
alla ricerca della cooperazione invece della competizione e della rabbia. Non dovete
sempre riuscire a superare gli altri sulla tangenziale o avere ragione in una
discussione. Imparate a riconoscere e a esprimere i sentimenti distruttivi e
aggressivi.
· Fate attività fisica. Se avvertite la presenza di rabbia o
frustrazione represse, calmatele con il jogging, lavorando sodo in giardino
(ovviamente a chi piace), oppure facendo lavori all’aperto. Fate una
passeggiata, giocate a tennis, andate a ballare o in piscina. L’esercizio fisico riduce la tensione.
· Evadete un po’. Andate al cinema, fate visita ad un amico,
andate in libreria, giocate con i bimbi. Poi tornate ad occuparvi delle vostre
difficoltà (ma non continuate a raggirare gli ostacoli, imparate ad affrontare
i problemi appena possibile).
· Quando vi rilassate, rilassatevi davvero. Alcune persone
guardano la televisione o stanno sdraiate sulla spiaggia ma continuano a essere
tese. Toglietevi dalla mente i vostri problemi e scioglietevi nel relax.
e la noia e la
solitudine sono il vostro problema, portate varietà ed allegria nella vostra
esistenza. organizzatevi momenti per giocare e momenti di intimità. Mettete
entusiasmo nella vostra vita; filtrate le energie negative. Imparate a ridere,
andare a vedere un film comico, guardate spettacoli televisivi divertenti,
leggete un libro leggero, cercate di farvi nuovi amici …
NON E’ UNO SCHERZO,
non solo si producono le famose endorfine ma ridere
allunga la VITA.
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La reazione a fattori ansiogeni varia a seconda del carattere dell’individuo. A incidere in questo caso sono le esperienze vissute, alcuni elementi ereditari, le condizioni di salute, l’età, le relazioni sociali positive o negative di cui si dispone.
nche l’ansia a piccole dosi, se non eccessiva, può essere considerata "normale" (impegno, esame, prova) e "felice" (incontro amoroso, gita, festa, evento molto atteso), ma se supera una certa quota può diventare devastante e negativa in quanto il soggetto appare teso, pessimista, sempre deluso, preoccupato, titubante, indeciso, timido (ansia sociale, ansia da prestazione). Può arrivare come un fulmine a ciel sereno con la sua classica sintomatologia di insonnia, irrequietezza, vertigini (il cuore batte più in fretta, i vasi sanguigni si restringono, il fegato trasforma alcune sostanze in glucosio: la parola d’ordine è quella di fornire il più possibile ossigeno e zucchero ai muscoli per avere più energia). Essa è caratterizzata da una continua attesa, dalla percezione di un pericolo reale o immaginario; una serie di sensazioni particolarmente sgradevoli, la cui frequenza, natura e intensità variano notevolmente da persona a persona. Diventa patologica, come lo stress, quando si prolunga nel tempo, quando ostacola la realizzazione degli impegni quotidiani, turba l’esistenza e crea disagi psicosomatici (dolore alla testa, allo sterno, alla schiena; nausea, sudorazione, vomito, diarrea, minzione eccessiva).
ia l’ansia che lo stress possono però avere anche una valenza positiva altissima. Non è pensabile la vita senza queste due componenti che in molte situazioni si rilevano fattori psicologici propulsivi indispensabili. E’ bene dunque imparare a "sfruttare" la componente positiva evitando le ricadute negative.
Lo stress invece è connesso sempre con una situazione e stimola una determinata risposta adattiva per farvi fronte. Anche per lo stress le emozioni coinvolte possono essere di gioia (la vincita di una somma di denaro), di sorpresa (un incontro inaspettato) o di profonda tristezza (perdita di una persona cara). Lo stress, l’ansia e i tratti depressivi sono un’epidemia che, molto spesso, passa sotto silenzio: rende l’esistenza spenta e davvero insopportabile. Lo stress, prima di raggiungere lo stato patologico (esaurimento), passa attraverso due fasi: allarme e resistenza. La fase di allarme corrisponde ai processi psicosomatici attivati in anticipo per far fronte a stimoli stressanti (interni: valutazione soggettiva di pericolo; esterni: condizioni di lavoro, cambiamenti affettivi e sociali, malattie).
Lo stress "cattivo" abbrevia la vita e crea un clima negativo attorno a chi lo patisce. Tanto più alto è il numero di ormoni da stress (che predispongono il corpo alla lotta o alla fuga) che circolano nel corpo, tanto più alto è il pericolo di reagire in modo (esagerato) aggressivo o difensivo sia nelle riunioni di lavoro sia nei rapporti interpersonali. All’opposto se prevale lo stress "buono" (stimolante, creativo) si è in grado di percepire la realtà in modo positivo, attuando un comportamento più che adeguato.
n questo frangente, l’attenzione, la memoria e la concentrazione sono stimolate per far fronte, in maniera più adeguata possibile, alla situazione problematica: aumentano, in questa fase specifica, il battito cardiaco, la respirazione e la tensione muscolare. L’organismo è esposto ad uno stimolo rispetto al quale non si è ancora adattato e continua a lottare. L’organismo si mobilita per affrontare la situazione pericolosa: cervello (vigilanza e diminuzione del senso di dolore), occhi (per migliorare la visione le pupille si dilatano), polmoni (per fornire più ossigeno si accelera la respirazione), cuore (per portare più sangue nei muscoli aumenta la pressione), ghiandole surrenali (producono adrenalina e noradrenalina, ormoni che possono accelerare il metabolismo), intestino (viene rallentata la digestione in modo tale che il sangue sia deviato in maniera più copiosa ai muscoli), fegato (liberando più zucchero fornisce più energia). Con la fase di resistenza, invece, si ha l’adattamento dell’organismo agli stimoli cui è sottoposto. Anche in questo caso l’organismo, per potersi organizzare, mobilita nuove risorse: si produce cortisolo, il grasso comincia a trasformarsi in energia e la risposta immunitaria è calata proprio per evitare di perdere ulteriore potenza (si cerca il più possibile di evitare le dispersioni energetiche).
on si deve dimenticare che le emozioni consumano più energia dei pensieri. E’ per questo, ad esempio, che dopo la visione di un film che ha particolarmente coinvolto ci si sente stanchi. Questa accade indifferentemente sia che si abbia provato piacere sia che si abbia sperimentato angoscia. E’ importante saper riconoscere e manifestare i veri sentimenti. In caso contrario si accumulano energie che possono avere effetti negativi e innalzano i livelli di stress. La sicurezza interiore aumenta invece nella misura in cui si sa riconoscere e manifestare quello che si sente. L’espressione dei sentimenti consente anche di raggiungere una maggiore empatia (quel famoso atteggiamento che permette di mettersi nei "panni degli altri") con gli altri: più comprensione e comunicazione. E’ importante saper riconoscere le proprie qualità e i propri limiti. In questo modo si imparerà a prendere da se stessi solo il possibile, evitando di collocarsi di propria iniziativa in situazioni che comporterebbero alti livelli di stress proprio perché insostenibili, o gestibili solo con un esagerato impiego di energie personali. Accettare i limiti esistenti non significa assolutamente perdere l’autostima! ... ma costruire piano, piano, sicurezza, autonomia, indipendenza.
Se le strategie attivate dall’individuo si sono rilevate non idonee o insufficienti per tenere sotto controllo la situazione stressante si verificherà nell’organismo una specie di rottura (esaurimento): quando lo stimolo persevera e non si hanno più risorse fisiologiche adattive, inizia piano, piano, il processo patologico. In questa fase di esaurimento l’unità psicosomatica non può più reggere: l’intestino è indebolito, nel cuore e nei vasi sanguigni iniziano lesioni vascolari, il sistema immunitario è indebolito e, non meno importante a livello di equilibrio, lo stato emotivo è caratterizzato da una invalidante stanchezza, memoria inesistente, profonda angoscia e tratti depressivi.
Se le strategie attivate dall’individuo si sono rilevate non idonee o insufficienti per tenere sotto controllo la situazione stressante si verificherà nell’organismo una specie di rottura (esaurimento): quando lo stimolo persevera e non si hanno più risorse fisiologiche adattive, inizia piano, piano, il processo patologico. In questa fase di esaurimento l’unità psicosomatica non può più reggere: l’intestino è indebolito, nel cuore e nei vasi sanguigni iniziano lesioni vascolari, il sistema immunitario è indebolito e, non meno importante a livello di equilibrio, lo stato emotivo è caratterizzato da una invalidante stanchezza, memoria inesistente, profonda angoscia e tratti depressivi.
e conseguenze psicologiche legate allo stress sono: difficoltà di concentrazione, incapacità di esprimere un’emozione (alexitimia), irritabilità, insoddisfazione, sensazione di fallimento, rallentamento, stanchezza intellettuale, inquietudine, ipocondria, paura generale, aggressività, litigiosità.
e conseguenze fisiche, invece, connesse a fenomeni stressori sono: tensione muscolare, respirazione rapida e superficiale, debolezza o stanchezza muscolare, sonno inquieto, nausea, iperidrosi, polso rapido ed irregolare, secchezza alla bocca (anche senza l’assunzione di psicofarmaci), nodo alla gola e allo stomaco, mal di testa, urinare spesso, mal di schiena, sensazione di pizzicore, modificazione dell’appetito (ipo o iper), sensazione di oppressione allo sterno e di soffocamento.
ICORDA, molte abitudini dannose e comportamenti scorretti sono ‘spinti’ dallo stress: alimentazione, sedentarietà, alcol, fumo … la persona stressata, infatti, tende ad ingozzarsi di più, abusare di fumo, alcol, zuccheri e grassi, aumentando in tal modo il rischio di patologie degenerative e tumori … una strategia maldestra di affrontare lo stress che non solo condiziona la qualità della vita ma attraverso la mediazione neurovegetativa e neuroendocrina - abbassando le difese - fa ammalare.
NON TUTTI I TIPI
DI STRESS SONO NECESSARIAMENTE NEGATIVI!!!
Lo stress è
caratterizzato da uno stimolo e dalla
risposta biologica e comportamentale allo
stimolo stesso.
molteplici stimoli visivi, sonori e
intellettuali, piacevoli ma anche fastidiosi, che incontriamo nella vita di
ogni giorno, sono indispensabili al nostro sviluppo. Ci fanno restare vigili e
ci costringono a reagire. E’ bene non privarsene, a condizione di evitare una
stimolazione eccessiva e permanente che finirebbe per esaurire l’organismo. Gli effetti negativi dello stress si fanno
sentire sia sul corpo sia sul
funzionamento mentale. Sono
estremamente variabili da un individuo all’altro. Può essere utile
evidenziarli, perché sono segnali d’allarme che svolgono una funzione d’avvertimento. I primi segni di stress
sono abitualmente di carattere psichico
o comportamentale. Si tratta per lo più di un aumento della tensione, di
una certa irritabilità o instabilità dell’umore. Un’esposizione a uno stress
intenso o ripetuto finirà per esaurire e difese
psichiche. Può generare una sensazione di stanchezza cronica, disturbi ansiosi o addirittura complicazioni
depressive con pesanti conseguenze. A livello
fisico, lo stress può generare una serie di sensazioni sgradevoli, la cui
frequenza e la cui natura differiscono notevolmente da una persona all’altra.
E’ a livello digestivo che sono più
evidenti (vedasi ulcera gastrica). Interviene anche in alcuni disturbi della
motricità digestiva, dal ‘nodo’ allo stomaco fino alla diffusissima sindrome
del colon irritabile. A lungo
termine, l’effetto inibitore dello stress sul sistema immunitario potrebbe essere all’origine di un aumento delle
infezioni e potrebbe favorire le proliferazioni tumorali. E’ stata anche
osservata una recrudescenza di alcune manifestazioni morbose cerebro – vascolari, conseguenti ad un
indebolimento dei vasi sanguigni e a un aumento dei depositi di ateroma
(ispessimento a forma di placca).
Anche se in realtà
lo stress non crea patologie,
aggrava e precipita
improvvisamente
molte malattie!
E’ bene
ricordare, comunque, che non esiste uno stress
“buono o cattivo”, ma dietro questa
esperienza, c’è sempre un individuo che sa gestire più o meno
bene una data
situazione.
COSA FARE. Anche se ci sono tantissime strategie utili per ridurre i fattori che conducono allo stress, il programma terapeutico - proprio per evitare di appesantire ulteriormente il carico psicosomatico - deve sempre basarsi su semplici regole comportamentali, una giusta attività spontanea e su uno stile di vita libero, idoneo e vantaggioso per contenere al massimo tutte le risorse energetiche. Molto spesso, però, per molti, attivare le metodiche terapeutiche, anche le più semplici, può diventare un problema in quanto si vorrebbe migliorare le cose senza un minimo di cambiamento.
e situazioni stressanti determinano nell’organismo un accumulo di energie che vengono predisposte per rispondere nel modo più efficace a una situazione giudicata di pericolo o di minaccia. Quando però non è possibile reagire immediatamente e utilizzare questa carica energetica (ad esempio perché quello che possiamo definire "aggressore" è un superiore o un cliente) nell’organismo si accumulano tensioni che se non eliminate lo aggrediscono nei punti più deboli. Per una persona sarà lo stomaco per un’altra ancora sarà il cuore oppure la pelle.
l cambiamento lo sappiamo, richiede impegno e fa percepire la realtà così com’è ma, soprattutto, rende inquieti, perché si è abituati a vivere in maniera "diversa" anche se patologica. Questi timori e difficoltà sono sempre iniziali - in qualsiasi settore della vita: sociale, lavorativo, culturale e affettivo - man mano che passa il tempo l’individuo, sperimentando queste metodiche terapeutiche sempre più vantaggiose per l’unità psicosomatica, potrà appropriarsi di energia, sicurezza, spontaneità e autonomia. Rispettare il ritmo sonno e veglia è decisamente un’ottima prevenzione dello stress: risulta più facile adattarsi alle situazioni quando si è energici e riposati. Lo stress si insinua più facilmente quando si è sfiniti, non si è in grado di individuare le priorità e si agisce in condizione di urgenza. Lo sport, inoltre, non è una moda e non deve assolutamente essere uno sforzo. L’esercizio fisico oltre a produrre le famose endorfine, che agiscono positivamente sull’umore e aiutano a mantenersi in forma, è fondamentale per distendersi ed eliminare in profondità le tensioni.
ella vita contemporanea tutti devono fare i conti con situazioni stressanti. Vi sono però fattori positivi che possono aiutare a superarne gli effetti. Si tratta di accorgimenti anche semplici che tutti possono adottare e che fanno riferimento a uno stile di vita sano ed equilibrato. Il primo segreto è quello di porsi degli obiettivi di vita, di lavoro ed economici realistici. Una tale scelta eviterà quella situazione stressante che deriva dall’eccessivo distacco tra la realtà e quanto desiderato … il sonno deve essere sufficiente e di buona qualità. Nei momenti di maggiore tensione possono risultare sicuramente utili, per l’equilibrio biochimico, alcune tecniche di rilassamento (progressivo, Jacobson, ipnosi, visualizzazioni) … E’ importante avere buoni rapporti sociali e disporre di alcuni amici fidati per confrontarsi in maniera libera e spontanea (no saccenti!)… Anche un’alimentazione sana contribuirà a mantenere una adeguata forma fisica: gli esperti in questo settore suggeriscono pochi grassi e zuccheri, molte vitamine, meglio scegliere il cosiddetto piatto unico con cibi integrali, verdura fresca di stagione … la frutta va consumata sempre lontano dai pasti … E’ poi importante svolgere con impegno anche attività alternative a quelle abituali che di solito procurano stress. Queste attività alternative devono essere moderatamente stressanti, nel senso che da esse si deve ricavare solo quello stress che è stato definito "buono". In questo modo si distoglierà la mente dai soliti problemi ricavandone un effetto positivo.
ttenzione al soprappeso che aiuta sempre a coprire altri stati emozionali. Non esiste una dieta antistress, ma una alimentazione sana e corretta è indispensabile per una buona qualità di vita. Mantenersi in forma è anche una questione di tempo, metodi e regole. La sana alimentazione, in grado di fornire le quantità appropriate di vitamine e minerali all’organismo, è sicuramente le fondamenta della buona salute. E’ in grado di contrastare efficacemente stati emozionali non significativi ma altrettanto fastidiosi. Il rilassamento inoltre è utile per calmare mente e corpo. Attraverso tale metodica è infatti possibile coniugare la concentrazione mentale con la distensione muscolare. Lo stress si riflette regolarmente in un eccesso di tensione dei muscoli del collo e delle spalle e, quindi, in rigidità, cefalea e ulteriore stress. Per interrompere questo circolo vizioso è utile praticare, quando ci si sente particolarmente tesi, un buon massaggio psicosomatico per sciogliere la contrazione e bloccarla ancora prima che inizi.
e tecniche di rilassamento sono davvero importanti per: favorire il sonno, attenuare la tensione e l’ansia, migliora le capacità cognitive e fisiche, è senza effetti collaterali (la cosa più grave che possa succedere è quella di rilassarsi!), è in grado di portare equilibrio biochimico all’intera unità psicosomatica, combatte la stanchezza, favorisce la concentrazione. Un buon aiuto, anche se non è facile orientarsi, può derivare dall’utilizzo di prodotti antistress come fitoterapia, omeopatia, moxa.
Se soffri non rimandare,
non
rinviare un affettuoso e genuino sostegno:
l’aiuto deve essere chiesto quando
serve realmente!
… altrimenti puoi cronicizzare e soffrire inutilmente in
silenzio. Se, poi, ti ritrovi continuamente inchiodato al dolore forse è
davvero il momento di farti aiutare, di mettere fine ai tuoi patimenti reali o
immaginari, non è un gesto di debolezza ma di grande forza.
ONCLUSIONE. Questo fenomeno, in alcuni casi, porta ad uno stato di profonda sofferenza psicologica. Tale malessere, se non curato in modo adeguato, può compromettere le capacità lavorative, l’efficienza, la creatività e avere effetti negativi sulle possibilità di carriera. In ogni caso quando l’ansia e lo stress prendono il sopravvento il lavoro perde la sua positività e si trasforma in un peso che opprime anziché arricchire.
No resistere, lottare e sforzarsi all’inverosimile per superare la crisi … al posto di arrabbiarsi, per trovare una soluzione a problemi quasi irrisolvibili, è importante cercare di lasciare in sospeso il problema, dedicandosi a qualcosa d’altro.E’ comunque possibile evitare questi scomodi compagni di viaggio che compromettono felicità e la possibilità di cogliere le vere opportunità della vita. Meglio correre ai ripari soprattutto prevenire situazioni di rischio evitando di giungere ai limiti di rottura. In ogni caso anche quando il disturbo ha fatto la sua comparsa esistono sempre valide terapie che consentono di tornare alla normalità.
Alla larga di chi dice … fatti coraggio … tanto passerà! Abbiamo visto che contro la "biochimica" cerebrale la forza di volontà non ha alcuna presa.
ATTENTO, lo stress non è l’unico
‘nemico’ da
neutralizzare e metabolizzare, ci sono tantissimi modi
di vedere le
cose, comportamenti, schemi mentali e atteggiamenti quotidiani che,
silenziosamente, inquinano, intossicano
e appesantiscono la dimensione
psicosomatica:
non solo il cervello ma ogni organo del corpo.
NB. Le
informazioni e le interpretazioni terapeutiche contenute in questo
articolo non sostituiscono in nessun modo il parere del proprio medico
di base, al quale è sempre doveroso ed indispensabile rivolgersi per la
diagnosi e la terapia specifica. Questo articolo pertanto ha valore
educativo, non prescrittivo.
Bonipozzi Dott. Claudio tel. 349.1050551
E-mail: bonipozzi@libero.it
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